Il presidente di Massa città nuova Stefano Benedetti ha rivolto un appello al prefetto, all'amministrazione di Massa e al responsabile regionale edilizia popolare: "Proprio in questi giorni a Massa si sta delineando una situazione grave e molto preoccupante che riguarda l’esecuzione di sfratti da diversi alloggi popolari, ordinati dal comune nei confronti di famiglie morose disagiate e comunque aventi problematiche socio-sanitarie. In qualità di Presidente dell’Associazione Massa Città Nuova, ho incontrato il Presidente di ERP Luca Panfietti, il quale, mi ha riferito nel merito di avere solo un potere esecutivo, in quanto ERP è gestore degli immobili adibiti ad alloggi popolari, ma il Comune ne è proprietario a tutti gli effetti. Quindi, è evidente che solo il sindaco Persiani ¹e l’assessore Mangiaracina sono i responsabili del Sociale e gli unici che hanno il potere di intervenire per porre rimedio ad una situazione che potrebbe diventare catastrofica e degenerare in episodi autolesionistici già minacciati da alcuni occupanti. Tra queste famiglie ve ne sono alcune prive totalmente di reddito, altre con bambini a carico e altre ancora aventi all’interno persone disabili e perfino in cura presso il C.I.M. ( Centro Salute Mentale ). Quindi, è palese che gli sfratti ordinati riguardano solo famiglie bisognose e in difficoltà con situazioni di morosità pregresse, essendo occupanti senza titolo da tanti anni, in qualche caso da decine di anni, periodo nel quale nessun ente o istituzione pubblica ha provveduto a regolarizzarne la posizione, anzi, la condizione di "occupanti senza titolo", ha permesso l’applicazione di un canone di affitto molto alto che arriva in alcuni casi anche a 600 euro mensili. Questa risulta essere una evidente contraddizione amministrativa, poiché mentre queste persone vengono “classificate” abusive, gli si richiede contemporaneamente il pagamento di un affitto, peraltro, di importo molto alto che indubbiamente non possono saldare , stante la continua situazione di precarietà economica.Alcuni degli sfrattati mi hanno riferito che il comune questa volta non ha nessuna intenzione di retrocedere da questa decisione e neanche di individuare soluzioni alternative, regolarizzando,magari, la loro posizione. A questo punto, mi chiedo che fine potrebbero fare le famiglie interessate dallo sfratto, poiché ad oggi, l’assessore al sociale Mangiaracina, sembrerebbe non avere nessuna idea o progetto in merito se non quello di buttarli letteralmente in mezzo alla strada.E credo che la soluzione non possa neanche passare dall’ emergenza abitativa, che per regolamento regionale non può essere garantita oltre un certo periodo di tempo. Bisogna anche considerare che la stessa normativa regionale stabilisce che gli occupanti senza titolo non possono entrare nella graduatoria degli alloggi popolari, quindi, ci troviamo di fronte a famiglie senza una aspettativa di abitazione, senza un futuro, che sopravvivono con problematiche varie e con l’aggiunta di stress e ansia di uno sfratto esecutivo che,ripeto,coinvolge anche persone malate e disabili.
L’ ipotesi dell’emergenza abitativa dopo l’esecuzione dello sfratto, non è condivisibile, poiché aumenterebbe inevitabilmente i costi per pagare le cooperative sociali presenti sul nostro territorio.
Per quanto sopra, chiedo al Signor Prefetto, rappresentante in loco del Governo, di intervenire presso il Comune di Massa per tentare di trovare una soluzione concreta e permanente, facendo bloccare nel frattempo tutti gli sfratti che sono stati ordinati. Chiedo,inoltre, che il Settore Sociale, prima di assumere qualsiasi provvedimento,avvii immediatamente una verifica reale delle condizioni economiche, sociali e sanitarie di tutte le famiglie interessate".