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Scritto da Redazione
Politica
08 Maggio 2021

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Un progetto molto discusso, quello della realizzazione di un'idrovora sulla foce del fosso di Poveromo. La Lega di Massa non resta in disparte e ne chiede una rivisitazione.

"Al momento risulta un'installazione impattante, che spezza la linea di costa e divora più della metà di spiaggia libera esistente. Ciò che stupisce è che la Regione tenti di realizzare un'opera in evidente contrasto con le stesse norme di tutela ambientale e paesaggistica da lei stessa emanate - incalzano - Vorremmo ricordare norme del PIT sulla conservazione del patrimonio costiero di valore storico e identitario e le relazioni figurative tra insediamenti costieri, emergenze architettoniche, naturalistiche e il mare, nonchè quelle sulla salvaguardia dei varchi di accesso e delle visuali verso il mare dai viali litoranei".

Si tratta dunque di una mossa "paradossale", stando alle parole della Lega: "Realizzando un'opera in cemento armato, a pochi metri dalla linea di costa, verrebbe occluso uno dei pochi coni visivi ancora naturali che dal lungomare consentono di vedere il mare. Ricordiamo che la Regione Toscana è sempre scrupolosa nel far osservare, giustamente, a enti pubblici nonché privati, la normativa contenuta nel PIT che regola la tutela dell'ambiente e del paesaggio, non curandosi dell'aggravio che pesa su loro stessi nel dimostrare di svolgere la loro attività in maniera ecosostenibile e non impattante - continuano - È pacifico che questo atteggiamento sia poco rispettoso verso chi, enti pubblici o privati che siano, non possono sottrarsi alla normativa vigente. Sono decenni che il nostro territorio ha seri problemi di rischio idrogeologico e per questo sono necessarie opere che contribuiscano a contenere questa problematica. Non per questo si può vanificare gli sforzi sopportati da istituzioni locali e attività private per osservare quella normativa regionale che la stessa Regione all'occorrenza disattende, oltre che privare oggettivamente i cittadini di un patrimonio naturale e paesaggistico che non potrà più essere restituito".

La rivisitazione del progetto, dunque, come unica strada: "Non è credibile che l'unica posizione idonea per la struttura sia sull'arenile e a pochi metri dalla linea di costa e che non si possa costruire il fabbricato a monte del viale lungomare. Chiediamo approfondimento sulle soluzioni progettuali che riguardano i materiali con cui vengono realizzati gli argini che ora sono previsti, nel tratto a monte del viale lungomare, con materiali meno impattanti come sassi e pietrame e, nel tratto sull'arenile, in cemento armato - concludono -Analizzando la documentazione si capisce che i fotoinserimenti e i render non rispondono alla realtà e rappresentano il fosso in maniera sovradimensionata anche rispetto ai momenti di massima portata. In questo modo si teme che non ci si sia resi conto dell'effettivo stato dei luoghi e dell'impatto dell'opera sulla costa".

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