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Scritto da Redazione
Politica
12 Novembre 2025

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Il comitato Ugo Pisa contesta alcuni messaggi lanciati nella campagna a sostegno della candidatura di Massa a capitale della cultura 2028:"Che Massa voglia partecipare e concorrere per diventare Capitale Italiana della Cultura 2028 non è certo una scelta sindacabile. Ognuno può ritenere questa decisione più o meno opportuna, ma resta una prerogativa dell'amministrazione comunale, qualora ritenga di avere le carte in regola per presentare la candidatura. Quello che invece non possiamo accettare è che, per sostenere o giustificare un'eventuale vittoria, vengano utilizzati argomenti mistificatori o rappresentazioni distorte della realtà.Un esempio evidente riguarda le Alpi Apuane, celebrate nella campagna culturale come "patrimonio di grande valore paesaggistico e ambientale, ricche di biodiversità e di eredità naturale".Eppure lo stesso Consiglio comunale si è recentemente espresso a favore della riapertura di alcune cave, che contribuiranno alla distruzione di tale patrimonio: una contraddizione che smentisce nei fatti le parole pronunciate nei programmi e nei dossier ufficiali. Ma l'aspetto più grave riguarda la presentazione del progetto relativo all'ex Colonia Ugo Pisa, descritto nei documenti ufficiali come un "nuovo polo culturale e inclusivo di alto valore culturale, sociale, ambientale e olistico" (PNRR). Definire "culturale" ciò che è avvenuto in quell'area è una vera e propria alterazione del senso delle parole. Lì, dove sorgeva un edificio storico, custode di memoria e identità per la nostra comunità, si è proceduto alla demolizione e alla successiva costruzione di box prefabbricati privi di qualsiasi valore storico o simbolico. Una pineta è stata abbattuta per far posto a nuovi alberelli – della cui sorte nulla sappiamo – e a campi sportivi di padel, tennis, beach volley e basket, come se questa fosse una priorità culturale per la città. Candidarsi a Capitale della Cultura è legittimo. Ma non si può far passare per "recupero culturale" ciò che rappresenta una perdita di memoria, di paesaggio e di identità. La vera cultura non si costruisce cancellando la storia, ma valorizzandola".

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