Il Grupppo consiliare del Pd di Massa ha presentato in comune due contributi riguardanti la variante urbanistica ex-Olivetti, realizzati in collaborazione al gruppo di discussione Polis Lab, che hanno l’obiettivo di offrire elementi di analisi e mettere a disposizione della cittadinanza e del dibattito pubblico considerazioni di natura sia politica sia tecnica. Questo il contributo sulla variante contestuale al P.S. e al R.U. relativa all’area ex Olivetti Syntesis, firmato da Stefano Alberti Consigliere Comunale Gruppo P.D.
“Il complesso dello Stabilimento Olivetti Synthesis di Massa rappresenta un importante testimonianza dell’architettura italiana del ventesimo secolo. La costruzione del complesso avviene in più fasi: risale al 1939 l’idea di localizzare a Massa, nella Zona Industriale Apuana (Z.I.A.), uno stabilimento Olivetti per la produzione dei suoi schedari e classificatori metallici; tra il 1941 e il 1942, viene realizzato il primo corpo di fabbrica, il serbatoio dell’acqua, la cabina elettrica, la recinzione con la pensilina d’ingresso e il locale della pesa dopo il 1953 vengono costruite nuove officine e, la mensa e servizi sociali. Progettato da uno dei maggiori esponenti de razionalismo italiano, l’architetto Piero Bottoni (con la collaborazione di Mario Pucci), rappresenta la concezione della fabbrica innovativa e democratica voluta dal grande imprenditore illuminato Adriano Olivetti. L’importanza della figura di Bottoni, poeta, matematico, architetto, pittore, scultore e urbanista, appassionato militante del Movimento moderno negli anni Trenta, impegnato nella vita politica milanese, è testimoniata dalla istituzione dell’Archivio Piero Bottoni nel 1983, presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, che conserva oltre 90.000 unità documentarie (disegni di progetti, modelli, scritti e altro). È del 2019 la dichiarazione dell’interesse culturale particolarmente importante del quartiere QT8 di Milano (progettato da Bottoni) e dell’intero Archivio Piero Bottoni. La storia dello stabilimento di Massa è poi legata anche agli arredi prodotti da Olivetti Synthesis che sono entrati a pieno titolo nella storia del design italiano del dopoguerra, grazie all’apporto di figure come Ettore Sottsass e Michele De Lucchi, spesso presenti a Massa per sovrintendere alla fase progettuale ed esecutiva degli arredi, come ricorda Enrico Morteo nel libro “Sottsass Olivetti Synthesis”: “Nel 1972 la Olivetti mette in produzione negli stabilimenti Synthesis di Massa Carrara il sistema di arredi componibili Synthesis 45 progettato da Ettore Sottsass. Il progetto fotografa con precisione e intelligenza il passaggio cruciale da una matura modernità ad una ancora indefinita condizione post-moderna”.Il complesso Olivetti è stato pertanto un luogo frequentato ed amato dalle migliori menti creative del design italiano (in un’intervista di qualche anno fa De Lucchi ricordava con nostalgia le visite allo stabilimento massese), dove si sono prodotti oggetti entrati nella storia della cultura materiale del nostro paese dal dopoguerra agli anni ottanta. L’altro aspetto fondamentale, prima ricordato, è quello relativo all’architettura del complesso Olivetti, straordinario ambiente lavorativo, progettato in base alla filosofia di Adriano Olivetti, che negli anni trenta frequentava la riviera apuana e le spiagge di Ronchi e Poveromo. Il complesso comprendeva l’officina principale caratterizzata da tre grandi navate voltate con suggestivi spazi interni e interessanti soluzioni strutturali, e si rivolgeva verso l’esterno con il terminale sul lato corto con una curva a linea spezzata. Un altro aspetto fondamentale, per il quale si richiede un ripristino delle condizioni originarie, è quello relativo al riuscito inserimento della fabbrica nel lotto di pertinenza e l’armonioso rapporto paesaggistico che la costruzione trova con l’intorno. Dal Masterplan presentato risulta inoltre che la parte centrale dell’edificio principale viene demolita per realizzare il Parco industriale, andando ad eliminare un settore importante dell’architettura dell’edificio. La qualità dell’edificio è confermata dall’inserimento nell’”Atlante dell'architettura italiana degli anni '50 e '60”, redatto dallo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia”ed è incluso nel “Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi” a cura della Direzione Generale creatività del MIC Ministero della Cultura ( vedi il seguente link: https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=302 ), dove descrivendo l’edificio si dice “Dall’insieme emerge, quale testimonianza dell’idea di “fabbrica nel verde”, il capannone a tre navate coperto a volte, dove le grandi vetrate del fronte nord rendevano possibile una visione diretta del paesaggio circostante dall’interno del luogo di lavoro”, sottolineando il valore del rapporto con le aree circostanti e con il paesaggio. Si pone quindi oggi il problema di tutelare un bene architettonico e paesaggistico così rilevante in tutta la sua estensione: gli edifici, che testimoniano la qualità architettonica del progetto di Bottoni, i valori culturali della produzione industriale che veniva realizzata, il disegno degli spazi aperti del complesso olivettiano. Attualmente gli edifici della ex Olivetti sono stati censiti come “Edifici non residenziali significativi” nel vigente Piano Strutturale del Comune di Massa (Tavola delle “Invarianti strutturali” B2.b) e come “Edifici di interesse significativo” nel vigente Regolamento Urbanistico e sono pertanto oggi soggetti a normative che andrebbero confermate con la variante.
In relazione a quanto sopra descritto si richiede:
- In primo luogo di esplicitare quali saranno gli interventi architettonici e di sistemazione degli spazi aperti al fine di preservare le caratteristiche architettoniche e strutturali del complesso ex Olivetti Synthesis progettato da Piero Bottoni.
- La verifica della superficie edificabile: i 35.760 mq di SE indicati nella Scheda Norma Arec 2.02 si riferiscono a tutti gli edifici presenti nell’area, compresi i due capannoni prospicienti via Carducci. Considerato che nel Masterplan i due capannoni vengono dati in demolizione si richiede di esplicitare dove tale superficie venga utilizzata, dal momento che la somma delle superfici delle varie funzioni previste nella scheda si riferisce al totale dei mq. 35.760.
- Un chiarimento sulla superficie commerciale indicata. La superficie
Commerciale di 8.260 mq è prevista per il commercio al dettaglio, infatti nella Scheda norma viene prescritto: 1) Non sono ammesse medie e grandi strutture di vendita, ex art. 13, comma 1, lett. e) ed f), della LR 62 del 23/11/2018 e
s.m.i. 2) Non potrà essere realizzato un centro commerciale, ex art. 13, comma 1, lett. g), L.R. 62/2018 e s.m.i
- Non risulta chiaro come la suddetta nota prescrittiva inserita nella Scheda possa essere coerente con la descrizione stessa del art. 13 punto g) “per centro commerciale, una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi di commercio al dettaglio in esso presenti;”
- Inoltre l’intervento di cambio d’uso verso il commerciale-direzionale risulta contrastante con quanto previsto nella Scheda Norma Arec 2.02 in “ALTRI
PARAMETRI URBANISTICI E INDICAZIONI PER LA
PROGETTAZIONE” dove si esplicita che “Sugli edifici di significativo valore la tutela finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle caratteristiche dell'immobile non deve impedire le modernizzazioni e gli adeguamenti utili o necessari per la riattivazione dell'uso produttivo [...]”.








