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Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara presenta i nuovi programmi scolastici come una svolta profonda per il sistema educativo italiano, con l'italiano e la matematica al centro della didattica di elementari e medie.
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Valditara rilancia lo slogan "carta, libro, penna", sottolineando il peso che torneranno ad avere la calligrafia e il corsivo, insieme allo studio della storia occidentale. Per la matematica, il Ministro punta a un approccio che parta dall'osservazione della realtร per arrivare alla teoria, cercando di appassionare anche chi non ha una predisposizione naturale per i numeri. A supporto di questa scelta cita i risultati non brillanti delle prove INVALSI, che avrebbero spinto il dicastero a intervenire con un metodo piรน concreto, legato a esempi pratici.
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Pur ribadendo la centralitร dell'intelligenza umana, il Ministro rivendica investimenti per circa 500 milioni di euro complessivi tra formazione digitale del personale scolastico, corsi con Indire per gli insegnanti e diffusione dell'IA nelle scuole. L'uso del cellulare in classe resta vietato, anche a fini didattici, sulla scia di quanto giร fatto dalla Svezia: secondo Valditara, l'uso precoce e intensivo degli smartphone comprometterebbe l'attenzione, la creativitร e la memoria dei piรน piccoli. La comprensione del linguaggio dell'IA entrerร comunque nelle scuole a partire dalle elementari, mentre alle superiori sarร introdotta soprattutto per potenziare le materie STEM.
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Tra le novitร , il recupero della memorizzazione delle poesie alle elementari, giustificato dal Ministro come argine alla perdita di attenzione e memoria legata all'uso dei dispositivi digitali. Valditara cita tra i suoi componimenti preferiti L'Infinito di Leopardi, studiato a memoria durante i suoi anni scolastici. Alle superiori, i testi dei grandi cantautori italiani (da Mogol-Battisti a De Andrรฉ, De Gregori, Guccini) potranno entrare nella didattica letteraria, cosรฌ come giร previsto per il melodramma, da Verdi a Puccini. Anche la Bibbia farร parte delle letture nei nuovi programmi, elementari comprese: per il Ministro si tratta di un testo che appartiene al patrimonio culturale occidentale e non di un'imposizione religiosa.
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Sul fronte delle scuole paritarie, Valditara rivendica un aumento dei finanziamenti e l'estensione dei fondi PNRR, prima riservati alle sole statali. Sottolinea inoltre la misura del "buono scuola", di cui avrebbero giร usufruito circa 7mila famiglie per un totale di 9 milioni di euro sui 20 disponibili, definendola una misura da rendere strutturale e potenziare ulteriormente.
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Il calo demografico, spiega il Ministro, ha giร di fatto eliminato le cosiddette "classi pollaio" secondo i dati INVALSI, con le classi sopra i 27 alunni ormai residuali. Prioritร , dice, รจ evitare la chiusura di scuole nelle zone montane o insulari. Sul tema degli studenti di origine straniera, Valditara respinge l'idea di una percentuale ideale, ma insiste sul fatto che le classi non dovrebbero avere una maggioranza di alunni stranieri, per non creare quelle che definisce "classi ghetto": una concentrazione troppo alta di studenti con scarsa padronanza dell'italiano peggiorerebbe, a suo dire, il rendimento di tutti. Ha inoltre proposto di rendere obbligatorio lo studio dell'italiano per i genitori dei ragazzi con maggiori difficoltร scolastiche.
Sulla proposta di Vannacci di creare classi separate per alunni con disabilitร o in base al merito, il Ministro si dichiara contrario, ribadendo che la valorizzazione dei talenti passa dall'integrazione e da una formazione personalizzata, non dalla separazione.
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Sulla nuova legge sul consenso informato per l'educazione sessuale, Valditara chiarisce che l'educazione sessuale in senso biologico (differenze uomo-donna, concepimento, sviluppo puberale, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili) resta obbligatoria, cosรฌ come l'educazione al rispetto e al contrasto della violenza di genere. Ciรฒ che richiede invece il consenso informato dei genitori sono i percorsi legati alle teorie che, secondo il Ministro, presentano l'identitร sessuale come un fatto puramente culturale e non biologico. Cita come esempio contenuti ritenuti inadatti ai bambini, sostenendo che affrontare certi temi con i piรน piccoli ne comprometterebbe lo sviluppo identitario; per adolescenti e ragazzi delle superiori, invece, la decisione spetterร ai genitori, con un percorso alternativo di materie curricolari garantito a chi non aderisce.
La critica alla "cultura woke"
Il Ministro distingue nettamente tra la lotta storica al patriarcato โ che considera un traguardo raggiunto con la riforma del diritto di famiglia del 1975 โ e quello che definisce un uso improprio del concetto da parte del pensiero woke, che a suo avviso userebbe il termine per colpire la figura paterna e materna e, piรน in generale, l'istituto della famiglia. Valditara collega questa critica anche alle teorie gender e ad alcune pratiche linguistiche (schwa, termini "neutri"), oltre che a fenomeni come la trasformazione di festivitร tradizionali. Rivendica al contempo i valori occidentali di libertร e democrazia come patrimonio da preservare, richiamando anche l'importanza pedagogica dei classici (Odissea ed Eneide) come strumenti di formazione culturale.
Fonte: intervista di Francesco Anfossi al Ministro Giuseppe Valditara, pubblicata su Famiglia Cristiana.








