Gianni Ilari dell'associazione politica "Città al centro, dai monti al mare" torna sugli aspetti legali del lascito Crudeli per ribadire come la volontà del donatore, Alfonso Cudeli sia stata disattesa e per annunciare l'avvio di una verifica su tutti i passaggi burocratici che hanno portato al destinare parte di quell'area donata dal professor Alfonso Crudeli al comune di Carrara con lo scopo di costruire una casa di riposo a diventare il sito degli alloggi popolari del Murlungo ad Avenza. "Una storia di generosità d'altri tempi che rischia di affondare nelle sabbie mobili della burocrazia amministrativa - spiega Ilari - È la vicenda del lascito testamentario di Alfonso Crudeli, cittadino carrarese che nel novembre del 1974 decise di destinare un importante compendio immobiliare tra Avenza e Forma Alta alla comunità, con un obiettivo chiaro, scritto nero su bianco: realizzare una casa di riposo per anziani.
Oggi, a distanza di cinquant'anni, su quell'area di via Murlungo destinata ai "vecchi" della città, il Comune di Carrara intende realizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). Una scelta che ha sollevato forti perplessità e che riapre il caso sulla sorte dei beni donati dal benefattore.
Un mandato preciso: "Vendete la casa per fare l'ospizio"
Nel testamento olografo (pubblicato nel 1976), Crudeli non usò mezzi termini. Assegnò i 9.000 metri quadri di terreno in via Murlungo all'Ospedale di Carrara per la costruzione della struttura assistenziale e, per finanziarla, aggiunse al lascito un immobile in via Giovan Pietro e un terreno a Forma Alta, specificando che potessero essere venduti «per provvedere alla casa per vecchi». Negli anni '90, gli immobili "di supporto" sono stati effettivamente alienati (la sola casa di via Giovan Pietro fruttò circa 400 milioni di lire dell'epoca). Ma dove sono finiti quei fondi? Sono mai stati vincolati alla finalità originaria?
Il nodo giuridico: il rimpallo tra enti pubblici
Il parere legale sulla vicenda evidenzia un quadro complesso, ma è doveroso esaminarlo. Con le riforme del Servizio Sanitario Nazionale tra il 1978 e il 1980, i beni sono passati dall'Ospedale al Comune, per poi transitare alla USL/ASL. Un "valzer" patrimoniale in cui il vincolo morale e giuridico imposto da Crudeli rischia di essersi smarrito. Per la giurisprudenza, infatti, il passaggio di proprietà tra enti pubblici non trasferisce automaticamente gli oneri testamentari, a meno che le leggi regionali di riordino non l'abbiamo espressamente previsto.
Corsa contro il tempo per la trasparenza
Oggi il progetto per le case popolari in via Murlungo rappresenta un punto di non ritorno. Se l'avvio formale dei cantiere segnerà l'inadempimento definitivo della volontà del testatore, per noi cittadini si apre una complessa battaglia contro la prescrizione.Per fare chiarezza servono gli atti ufficiali: le delibere dei passaggi di proprietà degli anni '80, che andrò a chiedere o chi per me, la traccia contabile dei milioni incassati dalle vendite degli anni '90 e la documentazione del nuovo progetto ERP. È doverosa anche una ricerca storica sugli immobili venduti negli anni 90 ed i vari passaggi fino ad oggi.
Credo che la memoria di Alfonso Crudeli e il rispetto per le sue ultime volontà meritino risposte chiare, prima che le ruspe mettano la parola fine a un sogno di solidarietà lungo cinquant'anni".