Il Polo Progressista e di Sinistra esprime la propria solidarietà a tutte le persone che hanno partecipato alla camminata consapevole a Orto di Donna organizzata da Apuane Libere. I danneggiamenti agli automezzi, non solo dei partecipanti alla camminata, mostrano il vero volto del mondo del marmo che orbita intorno alle Alpi Apuane. Questi sono i tipici metodi intimidatori della cultura mafiosa, che ormai da anni si sono riscontrati nel bacino minerario apuano e che sono fuoriusciti dal perimetro delle cave colpendo con incendi e danneggiamenti anche coloro che rivendicano il diritto alla conservazione dell’ambiente naturale. Questo clima è frutto anche della scarsa attenzione con cui le istituzioni politiche locali, regionali e nazionali affrontano il rapporto mafie/cave continuando a mettere la testa sotto la sabbia. Capiamo sia scomodo ammettere che nel nostro territorio la criminalità organizzata esiste e agisce, ma sarebbe opportuno affrontare questa realtà. Non sono da meno le organizzazioni degli industriali che addirittura negano il legame storico fra mafie e mondo del marmo testimoniato dagli affari di aziende legate alla ’ndrangheta, dalle numerose interdittive antimafia che l’ex prefetto Aprea aveva emesso negli ultimi anni,dalle dichiarazioni pubbliche di attuali procuratori della DDA,dalle recenti testimonianze televisive di procuratori della Repubblica un tempo impegnati direttamente nelle indagini sugli omicidi Falcone e Borsellino. La nostra presenza ieri a Orto di Donna è anche una testimonianza diretta su quanto è accaduto; questo episodio ci spinge ancora di più a continuare nella nostra azione per realizzare quella transizione fra un’economia distruttiva come quella delle cave a una fondata sul rispetto dell’ambiente naturale.









