“Credo sia necessario recuperare e rilanciare le domeniche a piedi, che sono state protagoniste di tante iniziative intercomunali oltre un decennio fa, per adattarci alla crisi petrolifera attuale, ma anche e soprattutto alla richiesta imposta dai cambiamenti climatici e promuovere quindi un modello culturale di transizione ecologica nella mobilità. Purtroppo le amministrazioni Persiani hanno dimostrato pregiudizi ideologici all’adattamento climatico della città e di conseguenza della sua mobilità” dichiara Bennati. “Ospitare il Giro d’Italia e spendere 370 mila euro o intitolare un moncone di ciclabile a Bartali non può essere la risposta. Occorre promuovere una cultura della mobilità ciclabile fatta di gesti quotidiani che in una crisi petrolifera vuol dire rinunciare alla mobilità in auto. Ecco perché diventa strategico per il nostro futuro investire su complete infrastrutture verdi innovative e una pratica di comportamenti ecologici ripartendo dalle domeniche a piedi” rimarca Bennati. Il Polo Progressista e di Sinistra da tre anni chiede, con costanza, al sindaco un adattamento della mobilità ai modelli che avanzano nelle città moderne fondati prima di tutto sul cambiamento culturale e infrastrutturale della città. La transizione ecologica della mobilità e l’adattamento climatico sono fattori competitivi che queste amministrazioni di destra continuano a non accettare. Persiani continua a privilegiare un modello di città fatto per gli interessi di pochi mentre “la città è di tutti”. La costruzione di monconi di ciclabili, un bike sharing fantasma, il trasporto pubblico imprigionato nel traffico quotidiano, la carenza di parcheggi riservati alle piccole auto elettriche, l’assenza di percorsi e parcheggi sicuri per le biciclette, l’assenza di parcheggi scambiatori sono tutti elementi di debolezza competitiva del nostro territorio. La vita quotidiana delle persone che abitano Massa e di quelle che arrivano per turismo non può essere quella che Persiani da otto anni disegna per noi.









