"Sono passati pochi giorni dalla conferenza stampa in cui evidenziavo i tentativi di bloccare l’esercizio dei miei diritti di consigliera comunale e l’esercizio del diritto di sindacato ispettivo nel corso dello 2025. Il nuovo anno riparte con una pericolosa deriva autoritaria a cui ho deciso subito di reagire con estrema chiarezza inviando quattro diffide ad adempiere al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’intera Giunta e al Segretario Generale del Comune di Massa" dichiara la consigliera Bennati. “La mancata convocazione del Consiglio comunale sulle interrogazioni a risposta in aula è un evidente atto di eversione istituzionale e una palese omissione d’atti d’ufficio che troverà le necessarie risposte nelle sedi competenti oltre a quella istituzionale. L’attacco allo stato di diritto, al rispetto delle leggi e alle garanzie che discendono dalla Costituzione repubblicana, che mi forniscono un mandato politico amministrativo molto chiaro nell’interesse della città, verranno difese fino all’ultimo giorno della consigliatura nell’interesse della città di Massa. Ogni interrogazione conta e come tale deve essere discussa ogni mese nel rispetto della legge” sottolinea Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ha presentato quattro interrogazioni a risposta in aula riguardanti il parcheggio di via Europa, la pensilina ex Agip, lo spettacolo teatrale di Massini e Piccolo su Matteotti e un’interrogazione sulla clausola di recesso dal contratto di locazione del capannone ex Erre Erre da parte di Cermec Spa. Crediamo possa essere stata questa ultima interrogazione ad avere turbato il socio Comune di Massa, perché abbiamo rilevato una modifica, fatta a pena sul contratto, con la quale il diritto di recesso contrattuale è stato innalzato da sei a trentasei mesi. Il potenziale danno economico e patrimoniale conseguenza di tale modifica si scaricherebbe tutto sulla cittadinanza e la TARI che continua ad aumentare per i massesi. Non si capisce la ratio di una tale modifica sottoscritta dall’amministratore di Cermec Porzano, come risulta dalla firma a margine del contratto sottoscritto di fronte a un notaio e con questa interrogazione chiedevano se il sindaco Persiani, ma anche l’assessore Mercanti, ne fossero a conoscenza, se avessero avallato una tale scelta e quando lo avrebbero fatto. Siamo in Consiglio comunale per tutelare l’interesse pubblico e collettivo garantendo il rispetto delle norme della democrazia repubblicana.









