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Scritto da Redazione
Politica
14 Gennaio 2023

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È scoppiato un dibattito furioso, in Italia così come in Europa, sulla possibilità di definire il vino come un prodotto nocivo alla salute, e per questo obbligato ad inserire etichette sulle proprie confezioni per informare il consumatore sui possibili rischi.

Una legge che sembra veramente fatta con l’accetta, in cui un prodotto che ha seguito la società umana fin dai suoi albori e prodotto nella stragrande maggioranza dei casi da produttori locali viene paragonati agli spiriti superiori ai 60 gradi e alle sigarette.

Ovviamente (e chi lo avrebbe mai detto), chi subirà le conseguenze di questa politica discutibile è l’Europa mediterranea, patria del miglior vino del mondo e punto di forza dell’export di numerosi paesi.

L’Italia, manco a dirlo, è il primo esportatore mondiale, con una sintesi perfetta tra quantità e qualità sopraffina. Pensare di dover applicare le “etichette” sarebbe un danno economico mostruoso, senza considerare che all’Unione frega niente delle bevande zuccherate, una delle cause dell’obesità infantile e non, con cui si rimpinzano gli abitanti del vecchio continente.

La questione di certo non finirà qui, e il nostro paese è sul piede di guerra. Ci vuole un dietrofront da parte del consiglio, o si rischia un vero e proprio impasse alcolico.

Sulla questione sono intervenuti anche l’onorevole Alessandro Amorese e il segretario provinciale di Fratelli d’Itali Marco Guidi, con interventi incrociati tra Roma e Apuania in cui si sottolinea l’impegno a contrastare questa nuova direttiva scellerata, utile solo a liberare ancor di più il mercato alle multinazionali.

L'Italia agirà in Europa in ogni modo possibile per contrastare la possibilità di introduzione di cibo sintetico, e sosterrà in ogni modo azioni di difesa del vino per contrastare l'introduzione di

un'etichettatura di avvertimento sulle bottiglie di alcolici promossa dall'Irlanda. Condividiamo e sosteniamo pienamente la dichiarazione del ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida – scrivono nella nota l'onorevole Alessandro Amorese e il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Marco Guidi – riteniamo che le affermazioni pronunciate dall'Irlanda, e condivise anche dal Parlamento Europeo, che descrivono il vino come un alimento che può nuocere gravemente alla salute significa negare un'evidenza: bere con moderazione fa anche bene, è un dato che ogni medico e scienziato potrà affermare con serenità; ogni eccesso, al contrario, fa male. Stigmatizzare la qualità di questo prodotto serve ad altro, cioè ad indirizzare probabilmente il consumatore verso altri prodotti, magari processati, come le bevande ad alta presenza di zuccheri gestite nella produzione da grandi multinazionali, oppure verso il convincimento che un vino a 13 o 14 gradi sia uguale ai distillati a 60 o 70 gradi alcolici, e quindi a difendere il modello di consumo e produzioni dall'espansione degli acquisti di buon vino europeo. Siamo pronti a difendere anche tutti i lavoratori e le aziende di vino del nostro territorio: in Candia, sui Colli Apuani, a Castagnara, a Mirteto, a San Lorenzo, a Carrara, a Montignoso e anche in Lunigiana. È urgente, fin da subito, contrastare qualsiasi dichiarazione che può essere davvero dannosa e pericolosa per un prodotto italiano da sempre eccellenza che tutto il mondo ci invidia – concludono Amorese e Guidi – e soprattutto è fondamentale tutelare la professionalità di migliaia di lavoratori in provincia, ma anche in Toscana e in tutto il territorio italiano, che lavorano in aziende vitivinicole. Difendere l'onore dei prodotti italiani, come il vino, e tutti i professionisti che con amore e passione hanno costruito a rendere il vino un prodotto sicuro, di qualità e amato sarà una nostra priorità>>.

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