Il 30 giugno si è conclusa la scadenza ministeriale dei lavori relativi alla linea d'intervento PNRR (Missione 5 - "Sport e Inclusione Sociale") che riguardava la riqualificazione del Parco della Caravella a Marina di Carrara, ma per il consigliere della Lista Ferri ci sono ancora molti dubbi e perplessità che saranno oggetto di un’interrogazione da presentare al prossimo consiglio comunale: “Nel quadro della programmazione complessiva dell'ente e del relativo indirizzo progettuale per l'area erano originariamente previsti il restauro della recinzione monumentale in marmo e la nuova piantumazione delle alberature. Tali opere infatti erano state non solo approvate ed esaminate nelle sedute di Conferenza dei Servizi come un progetto unitario di rigenerazione urbana e sportiva, ottenendo anche specifiche autorizzazioni in deroga legate alle prescrizioni del Piano dell'Arenile per l'edificio della scherma. In ordine a tale programmazione, si evidenzia come le originarie determinazioni dell'amministrazione avessero già subito pesanti modifiche a seguito delle prescrizioni all'allora agronoma incaricata, la quale aveva portato alla bocciatura delle scelte iniziali sulle alberature, obbligando il Comune al ripristino filologico dei soli pini domestici vincolati dalla Soprintendenza; La natura UNITARIA del progetto originario risulta dagli atti progettuali iniziali e dai verbali di Conferenza dei Servizi dato che il restauro del decoro urbano (recinzione in marmo, illuminazione e verde) costituivano parte integrante del disegno complessivo di recupero dell'area verde Parco della Caravella. Appare evidente che la separazione della recinzione e della ripiantumazione dal corpo principale e del cantiere PNRR costituisca un'operazione tecnica di "stralcio" dell'ultimo minuto. Tale impostazione gestionale e' chiaramente dettata dall'impossibilità di terminare l'intera opera entro il termine perentorio del 30 giugno, evitando così la revoca dei fondi europei ma restituendo alla cittadinanza un parco incompleto e ancora parzialmente in cantiere. L'impiego inoltre dei proventi del settore lapideo per coprire opere inizialmente previste dal progetto complessivo della Caravella, unito all'emanazione di determine del Settore Lavori Pubblici per l'affidamento di incarichi a tecnici ed esperti esterni, evidenzia forti perplessità sotto il profilo dell'efficienza e della corretta gestione finanziaria;
L'incarico esterno affidato per la piantumazione e la recinzione in marmo infatti presenterebbe un rischio concreto di danno erariale (responsabilità amministrativo-contabile dinanzi alla Corte dei Conti)). E, in base alle leggi vigenti in materia di contabilità pubblica e contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023 - Codice dei Contratti e T.U. Enti Locali), gli organi di controllo potrebbero sinistramente ravvisare in tale incarico a un tecnico/esperto esterno un profilo di criticità contabile. Inoltre si evince una potenziale duplicazione dei costi per la stessa prestazione, infatti il progetto originario per la Caravella (approvato in Conferenza di Servizio) prevedeva già nel suo quadro Economico la progettazione e la direzione dei lavori comprese la sistemazione del verde e della recinzione. Per cui, pagare un secondo professionista per ri-progettare o supervisionare ciò che doveva essere già curato dai progettisti potrebbe costituire una duplicazione di spesa. Emerge un ipotizzabile danno da "Cattiva Programmazione" e di "grave Ritardo" per cui la giurisprudenza della Corte dei Conti potrebbe stabilire che, se un Ente fosse costretto a spendere soldi extra a causa di errori, ritardi o eventuale cattiva gestione dei dirigenti e amministratori, il maggior costo sostenuto potrebbe essere addebitato direttamente a chi ha firmato gli atti. Peraltro perché si rischia il danno erariale? Se l'incarico esterno si fosse reso necessario soltanto perché il Comune è arrivato in ritardo sulla scadenza del 30 giugno del PNRR (dovendo così "stralciare" i lavori e fare un nuovo incarico d'urgenza finanziato con i soldi del marmo), la parcella dell'esperto potrebbe rischiare di configurarsi come la conseguenza di una criticità amministrativa derivante da tale scelta metodologica. Inoltre si potrebbe ipotizzare il Rischio di "Frazionamento Artificioso" essendo l'importo dell'incarico sotto la soglia, la magistratura contabile potrebbe contestare il frazionamento del progetto principale per eludere le procedure ad evidenza pubblica”.








