Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover denunciare il preoccupante stato delle strade delle nostre montagne e, di conseguenza, il grave e annoso dissesto idrogeologico che le accompagna. In particolare, parte delle carreggiate di Via Vergheto, località Ilci sopra Forno, della strada comunale di Casette e di Via Alta Tambura nei pressi di Redicesi presentano importanti cedimenti strutturali. Le parti interessate sono state transennate e nulla più. Gli automezzi continuano a transitare a loro rischio e pericolo, nell'esasperazione degli abitanti. Da aggiungere che, da qualche giorno, il semaforo posto sulla comunale di Casette, prima dell'acquedotto, è sparito: ne chiediamo una nuova installazione per la sicurezza di tutti i cittadini. Non solo, a tutto questo bisogna aggiungere le ormai frequenti frane verificatesi lungo la sponda destra del Frigido e del torrente Renara che non sono mai state messe in sicurezza. Il punto è che adesso, con la bella stagione, proprio nei pressi di tali zone le persone vanno a fare il bagno mettendo così a rischio la propria incolumità. Ed infatti l'anno scorso una donna di Casette è rimasta coinvolta in un episodio franoso, per fortuna senza riportare gravi danni. Sarebbe compito delle istituzioni fare in modo che questi episodi non si verifichino più. Segnaliamo, inoltre, che ad oggi nemmeno il sentiero del Bizzarro è stato messo in sicurezza, nonostante uno stanziamento di 169 mila euro da parte della Regione per un intervento di recupero da portare a compimento entro il 2026. Siamo già a metà anno e ancora nulla si è mosso e molto probabilmente i tempi non saranno rispettati, visto che sono previsti cinque mesi di lavoro, da cui vanno scalati i giorni di impossibilità di lavoro dettati da agenti atmosferici avversi. Ci sarebbe da approfittare del periodo estivo per portare avanti il grosso dell'intervento, ma nulla è stato fatto fino ad ora. Come al solito, si rincorre l'emergenza senza nessun piano serio di studio e prevenzione.
Infatti, se guardiamo i dati Ispra della nostra città scopriamo che il 17% del territorio comunale è classificato come zona a pericolosità elevata di frane, con una popolazione al proprio interno pari a 4074 abitanti, mentre l'8,6% del territorio è classificato come territorio a pericolosità molto elevato, con una popolazione di 2245 abitanti. In totale, il 25,6% del territorio del nostro comune è a rischio elevato o molto elevato di frane, con 6319 abitanti coinvolti, il 9,3% dell'intera popolazione del Comune di Massa. Questi numeri fanno della nostra città il comune toscano con più popolazione in aree a rischio frane, davanti a Camaiore, Lucca e Carrara; un primato non certo invidiabile! Si tratta, a questo punto, di una condizione geologica permanente che richiederebbe un monitoraggio continuo e una gestione attenta del territorio, volta alla prevenzione più che alla sola risposta all’emergenza. I cambiamenti climatici, intensificando i fenomeni meteorologici estremi, in aumento rispetto al 2024, vanno ad acuire il già grave dissesto idrogeologico presente sul nostro territorio. Consumo di suolo (aumentato negli ultimi anni), cementificazione e scarsa manutenzione completano il desolante quadro.
Di una gestione attenta e preventiva del territorio non vediamo nulla, si pensa solo a rincorrere mere passerelle elettorali che gettano fumo negli occhi dei cittadini e non risolvono nessun vero problema.









