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Scritto da Redazione
Politica
18 Novembre 2025

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La gestione del piano di dimensionamento scolastico in provincia di Massa-Carrara finisce nell'occhio del ciclone. Con un duro comunicato, il consigliere provinciale Bruno Tenerani attacca frontalmente l'amministrazione, accusandola di non aver utilizzato gli strumenti normativi a disposizione per evitare gli accorpamenti e di aver ceduto alle logiche regionali che penalizzano i territori montani. Secondo Tenerani, l'amministrazione provinciale non avrebbe saputo far valere le specificità locali previste dai Decreti Ministeriali 124/2025 e 127/2023. "La verità ormai è chiara: la Provincia di Massa-Carrara non ha difeso le sue scuole", si legge nella nota, che sottolinea come i decreti prevedano esplicitamente la salvaguardia delle istituzioni scolastiche situate nei comuni montani.L'accusa principale rivolta alla Provincia è quella di aver "regalato alla Regione Toscana i numeri necessari per proteggere realtà più ricche e più influenti, come Firenze". La Regione, pur scaricando la responsabilità sul Ministero, avrebbe applicato criteri che, di fatto, favoriscono altre aree, e la Provincia "accetta tutto in silenzio".Nel mirino del consigliere finisce anche la figura del Presidente della Provincia, oggi consigliere regionale, al quale viene chiesto conto delle sue azioni nel momento in cui venivano definiti i criteri penalizzanti, anche in qualità di Presidente dell'UPI Toscana (Unione Province Italiane). "La risposta è evidente: nulla che abbia tutelato i nostri studenti e i nostri comuni".Il caso dell'accorpamento tra il Marconi e il Galilei viene citato come "emblema di questa gestione", una fusione "voluta per anni" senza una reale necessità normativa, forse per evitare di affrontare il problema della sede del Marconi, lasciata deperire fino a diventare "luogo di degrado e criminalità". Infine, Tenerani bolla come "fumo in faccia alla cittadinanza" i ricorsi annunciati dalla Regione al Capo dello Stato, azioni intraprese all'ultimo minuto "quando tutto è già deciso", utili solo a "salvare la faccia". La battaglia, assicura Tenerani, non si ferma, "questa Provincia, e in questo caso le sue scuole, non si difendono a parole".

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