E' piccata la risposta dell'assessore al sociale con delega alla casa Roberta Crudeli, del comune di Carrara, in merito alla proposta della proprietà di SEN relativa ai due palazzi di via Bertoloni e via Villafranca, che tenta di risolvere il nodo delle 50 famiglie che si trovano con la risoluzione del contratto perchè il comune ha peso il ricorso contro SEN relativo alle cartelle IMU inviate inappropriatamente e non previste dall'accordo fatto dallo stesso comune con la proprietà e dopo che il comune stesso, cambiando posizione sulla natura sociale di quegli alloggi, ha riconosciuto che potevano essere sottoposti alle tariffe di libero mercato. L'assessore Crudeli se la prende sentitamente con Massimiliano Bernardi, consigliere dell'opposzione che, per sua chiara ammissione, in questa vicenda, ha avuto solo il ruolo di portavoce della proprietà e non ha rivendicato alcun merito personale. Crudeli risolve con "strumentalizzazione" da parte di Bernardi e lancia le solite accuse retroattive sostenendo che la vicenda di Sen è iniziata quando Bernardi era assessore al sociale, ma ovviamente omette il fatto che all'epoca, lei era consigliera di quella stessa maggioranza che aveva scelto Bernardi come assessore. Soprattutto, Crudeli non entra per nulla nel merito della proposta e che, almeno sulla carta, sembra degna di essere presa in considerazione, visto che non solo risolve il problema delle 50 famiglie a rischio sfratto, ma offre un'interessante opzione per evitare la costruzione di nuovi alloggi popolari al Murlungo, decisione già profondamente constesta dai cittadini. Ecco l'attacco di Crudeli a Bernardi: «La vicenda dei palazzi Sen di Avenza non è uno strumento di campagna elettorale, né tantomeno una vetrina dove mettersi in mostra: in quei palazzi vivono persone e famiglie che sono giustamente preoccupate per il proprio futuro e che meritano rispetto – dice il vicesindaco e assessore alla Casa Roberta Crudeli - L’uscita con la quale il consigliere Massimiliano Bernardi propone soluzioni e prova ad arrogarsi meriti è non solo scorretta, ma anche controproducente. La verità è che il consigliere Massimiliano Bernardi non solo non ha alcuna voce in capitolo in questa vicenda ma, è bene ricordare, quello che stiamo affrontando oggi è figlio di una non gestione del problema che affonda le radici anni addietro, proprio quando era lui l’assessore alla Casa. In queste settimane l’amministrazione si è fatta carico di affrontare le criticità e, assieme all’assessore al Bilancio Mario Lattanzi, agli uffici comunali, alla Sen e agli inquilini abbiamo iniziato a lavorare per cercare di individuare una soluzione. Lo stiamo facendo come siamo soliti fare: con serietà, competenza e rigore. Le ipotesi al vaglio sono molteplici, tra cui, come è effettivamente emerso nell’ultima riunione, anche quella di un possibile acquisto da parte del Comune degli appartamenti. Si tratta, tuttavia, di una trattativa complessa che necessita approfondimenti, confronti e attente analisi. Quello che fa oggi il consigliere Bernardi è quindi dimostrare unicamente il suo completo disinteresse per il futuro delle famiglie che in quei palazzi vivono: persone che hanno una storia, una vita e delle aspettative e che non possono essere ridotte a un mero serbatoio di voti. Bernardi al tavolo di discussione non c’è, non c’era e non ci sarà, Bernardi non ha nessun ruolo in questa vicenda, eppure non esita a lanciarsi in facili annunci e volersi arrogare meriti inesistenti pur di avere la propria vetrina. Nel frattempo noi stiamo continuando a lavorare, giorno dopo giorno, per trovare la soluzione migliore con l’unico obiettivo di garantire una casa a tante famiglie».
Crudeli, risentita, attacca Bernardi per la vicenda SEN ma non entra nel merito della proposta fatta dalla proprietà per risolvere il problema delle 50 famiglie a rischio sfratto
Scritto da Redazione
Politica
14 Febbraio 2026
Visite: 137









