Carrara, 7 novembre 2026 — Resoconto della conferenza stampa e dichiarazioni dei partecipanti. «Quello che abbiamo visto oggi al campo del Lavello non è degno di un Paese civile. Manufatti abusivi che non vengono demoliti, rifiuti pericolosi abbandonati nell'ambiente, bambini e bambine che crescono in condizioni inaccettabili. Non possiamo continuare a tollerare situazioni di questo genere, né a Carrara né nel resto d'Italia. Per questo porteremo alla Camera dei Deputati una proposta di legge che richiami gli amministratori locali alle proprie responsabilità e consenta allo Stato di intervenire quando le istituzioni competenti rimangono inerti».Lo ha dichiarato l'onorevole Andrea Barabotti, deputato della Lega, nel corso della conferenza stampa organizzata all'interno del campo del Lavello, a Carrara, nell'ambito dell'iniziativa Legalità in campo, alla presenza di amministratori locali, consiglieri comunali, responsabili territoriali e militanti del partito.Barabotti: «Con la nostra proposta il sindaco richiamato dal Prefetto avrà 15 giorni per agire. Chi omette i propri doveri deve rispondere penalmente. Il caso del Lavello dimostra che non basta adottare diffide e ordinanze se poi nessuno si preoccupa di farle rispettare. Qui abbiamo un'ordinanza di demolizione che riguarda, secondo gli atti da noi richiamati, 24 manufatti abusivi. Prima è arrivata una diffida, poi un'ordinanza, ma le demolizioni non sono state eseguite. Abbiamo l'impressione che questi provvedimenti rischino di diventare un modo per lavarsi la coscienza, anziché strumenti per risolvere concretamente il problema.Per questo presenteremo alla Camera dei Deputati, anche nell'ambito dell'esame del decreto Sicurezza e con un'autonoma proposta di legge, una norma per rafforzare i poteri di intervento dello Stato e le responsabilità degli amministratori locali.Il meccanismo che proponiamo è chiaro: una volta accertate gravi irregolarità e condizioni di vita incompatibili con la sicurezza e la dignità delle persone, il prefetto interviene formalmente nei confronti del sindaco. Da quel momento il sindaco ha 15 giorni per attivare gli uffici, coordinarsi con la Questura e con gli enti competenti e avviare gli interventi necessari al ripristino della legalità.Se un amministratore si sottrae ingiustificatamente ai propri obblighi, vogliamo che siano previste precise responsabilità penali. Non possiamo accettare che insediamenti abusivi si consolidino per decenni, passando da una generazione all'altra, mentre le istituzioni continuano a produrre atti senza risultati concreti.
Questa proposta non riguarda soltanto Carrara o la sindaca Arrighi. Riguarda tutti i Comuni italiani nei quali si verificano situazioni analoghe. Ma c'è anche una questione politica e culturale nazionale che vogliamo porre: la sinistra continua a confondere l'integrazione con la ghettizzazione. È un meccanismo che ritroviamo in ambiti diversi, ma che segue la stessa logica: creare separazione in nome dell'inclusione.
Lo vediamo nella scuola, dove in nome delle classi multietniche e dell'integrazione si rischia di concentrare gli alunni stranieri nelle stesse classi, trasformandole di fatto in contesti separati anziché favorire una reale integrazione. Lo vediamo nei campi rom, dove in nome della tutela delle etnie, delle culture e delle diversità si finisce per mantenere intere comunità in insediamenti separati, ai margini del tessuto sociale. Ma l'integrazione non significa costruire recinti. Non si tutela la dignità delle persone lasciandole vivere per generazioni in condizioni di marginalità. Noi contestiamo questo modello: non vogliamo che i bambini crescano in un ghetto, né a scuola né in un campo. Questa è la vera integrazione, non la perpetuazione della separazione in nome della diversità. Lo Stato deve avere strumenti efficaci per intervenire e per impedire che l'inerzia amministrativa diventi una forma di tolleranza permanente dell'illegalità».Barabotti: «La prima emergenza sono i bambini. Stiamo compromettendo il futuro di intere generazioni. Durante il sopralluogo abbiamo visto condizioni di degrado ambientale e igienico-sanitario che destano profonda preoccupazione. Rifiuti accumulati vicino alle abitazioni, materiali potenzialmente infiammabili, situazioni che possono rappresentare un pericolo per chiunque viva in quest'area.Ma ciò che considero più grave è che in mezzo a tutto questo ci siano bambini e bambine che qui nascono, crescono e trascorrono la loro infanzia. Ci vengono segnalati anche casi di minori che non frequenterebbero regolarmente la scuola.
Non possiamo voltare lo sguardo dall'altra parte. Un bambino ha diritto alla salute, alla sicurezza, all'istruzione e a un ambiente dignitoso nel quale crescere. Questi diritti devono essere garantiti a tutti, senza distinzioni.Qui non stiamo parlando soltanto del disturbo arrecato ai vicini o di una questione di decoro urbano. Stiamo parlando di un danno generazionale che, se non viene interrotto, rischia di riprodursi e aggravarsi nel tempo.Il ripristino della legalità deve andare di pari passo con la tutela dei minori. È anche per loro che chiediamo alle istituzioni di intervenire». Barabotti: «Tolleranza zero per le imprese che alimentano il traffico illecito dei rifiuti. C'è un altro aspetto che considero particolarmente grave e sul quale voglio richiamare l'attenzione delle autorità. I rifiuti speciali e potenzialmente pericolosi che abbiamo visto accumulati in quest'area non possono essere considerati soltanto un problema interno al campo. Abbiamo ragione di ritenere che una parte di questi materiali provenga da attività produttive del territorio che si servirebbero di canali irregolari per disfarsene a costi inferiori.Se vogliamo davvero riportare la legalità, non possiamo fermarci a chi materialmente abbandona i rifiuti. Dobbiamo risalire anche a chi li produce, a chi li consegna e a chi trae un vantaggio economico da questo sistema.Ritengo ancora più grave il comportamento di quegli imprenditori che, qualora questi rapporti venissero accertati, risulterebbero aver alimentato un circuito di illegalità sulla pelle dei bambini e a danno dell'ambiente e della nostra città.Chiederò alle autorità competenti di approfondire questi aspetti e di intervenire con il massimo rigore. Tolleranza zero nei confronti di chi fa affari con l'illegalità, compromettendo il territorio e danneggiando anche tutte quelle imprese che rispettano le regole e sostengono i costi di uno smaltimento corretto». Barabotti: «In Toscana una proposta per abrogare la legge regionale sugli insediamenti rom e sinti. Accanto all'iniziativa nazionale intendiamo aprire anche una questione regionale.La Toscana dispone di una normativa specifica dedicata agli interventi per le popolazioni rom e sinti. Noi contestiamo un modello che, a nostro giudizio, ha contribuito a mantenere nel tempo forme di insediamento separate dal resto della comunità, senza risolvere i problemi di integrazione e di legalità.Metteremo quindi a disposizione del centrodestra in Consiglio regionale una proposta di legge per abrogare questa disciplina. Accompagneremo l'iniziativa con una raccolta firme sul territorio.Non riteniamo accettabile che la risposta delle istituzioni sia quella di perpetuare situazioni nelle quali intere famiglie, e soprattutto i bambini, continuano a vivere in condizioni di marginalità.La nostra iniziativa si svilupperà dunque su tre livelli: locale, regionale e nazionale. Dal Lavello vogliamo portare all'attenzione del Parlamento un problema che riguarda molte altre realtà italiane».
Andrea Tosi, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Carrara: «La situazione del campo del Lavello risale agli anni Novanta e, anziché trovare una soluzione, nel corso degli anni ha accumulato problematiche sempre più gravi. Come gruppo consiliare della Lega abbiamo presentato interrogazioni, interpellanze e richieste di accesso agli atti per ottenere risposte dall'amministrazione comunale. È emersa la presenza di manufatti abusivi, costruzioni e cementificazioni non autorizzate, insieme a problemi igienico-sanitari e di smaltimento dei rifiuti. Le nostre iniziative hanno contribuito a portare prima alla diffida e successivamente all'ordinanza di demolizione. Ma questi provvedimenti, nei fatti, non hanno ancora prodotto il risultato atteso. Chiediamo quindi che l'amministrazione dia esecuzione ai propri atti.C'è poi un problema di sicurezza che non possiamo sottovalutare: il torrente Lavello viene utilizzato come luogo di abbandono di elettrodomestici, televisori e altri materiali che possono ostacolare il regolare deflusso delle acque. Viviamo in un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico e i residenti delle abitazioni vicine ci manifestano una forte preoccupazione ogni volta che piove intensamente. A tutto questo si aggiunge la presenza di bambini che crescono in condizioni di degrado, tra rifiuti e materiali potenzialmente pericolosi. Non possiamo accettare che lo Stato sembri assente proprio dove sarebbe maggiormente necessario.I cittadini hanno tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. La legalità non può essere applicata a seconda del luogo in cui si vive. Per questo continueremo a chiedere l'esecuzione delle ordinanze e una soluzione definitiva».
Filippo Frugoli, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Massa: «Il campo si trova nel territorio di Carrara, ma le sue conseguenze ricadono anche sui cittadini che abitano sull'altra sponda del Lavello. Negli anni abbiamo contestato una situazione nella quale il Comune di Massa sosteneva costi per la pulizia del corso d'acqua, mentre continuavano gli abbandoni di rifiuti che rendevano necessari nuovi interventi.Sono state intraprese anche attività di monitoraggio, attraverso l'installazione di telecamere, per verificare la provenienza dei materiali scaricati nel torrente. Secondo quanto emerso da queste verifiche, una parte degli abbandoni sarebbe riconducibile all'insediamento.Abbiamo ricevuto segnalazioni di minacce, episodi di lancio di sassi, incendi e situazioni di degrado che preoccupano le famiglie residenti. Durante il sopralluogo abbiamo inoltre riscontrato condizioni igieniche allarmanti, compresa la presenza di roditori morti.Non è accettabile che i residenti debbano convivere con questi rischi. Chiediamo al Comune di Carrara di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di adottare gli interventi necessari. Valuteremo anche ulteriori iniziative presso le autorità competenti se la situazione continuerà a rimanere irrisolta».
Paolo Balloni, consigliere comunale della Lega a Massa e già assessore all'Ambiente: «Come amministratori del Comune di Massa non possiamo intervenire direttamente sulle disposizioni che regolano un insediamento situato nel territorio di Carrara. Abbiamo però il dovere di occuparci delle conseguenze ambientali, perché l'inquinamento non conosce confini amministrativi. Negli ultimi anni sono stati investiti milioni di euro per migliorare il sistema di depurazione vicino al Lavello. Eppure continuiamo ad assistere, in determinati periodi, a ordinanze di divieto di balneazione conseguenti a sforamenti rilevati nei prelievi effettuati in prossimità della foce.Queste situazioni rappresentano un problema ambientale, ma anche economico e turistico. Dopo gli investimenti sostenuti dalla collettività, è necessario capire quali siano tutte le possibili fonti di contaminazione.Per questo chiediamo che venga verificata anche la gestione degli scarichi prodotti all'interno del campo. È necessario accertare dove vengano convogliati i reflui e se possano contribuire alle criticità riscontrate nel corso d'acqua.
Non possiamo attribuire responsabilità senza analisi, ma non possiamo nemmeno ignorare una possibile fonte di inquinamento. Servono controlli puntuali, dati ambientali e interventi conseguenti».
Cristina Rocchi, responsabile della sezione Lega di Carrara. «Anche i cittadini di Carrara sono stanchi di vedere una situazione di degrado come quella che abbiamo riscontrato oggi.A pochi metri dalle abitazioni troviamo strutture fatiscenti, sporcizia e condizioni igieniche che destano forte preoccupazione. Pensiamo soprattutto ai bambini che vivono in questo ambiente e ai possibili rischi per la loro salute.Durante il sopralluogo abbiamo visto situazioni che non dovrebbero esistere in una città come la nostra. C'è inoltre la questione degli allacciamenti elettrici, che riteniamo debba essere verificata, perché le regole sulle utenze devono valere per tutti.I cittadini di Carrara pagano tasse e servizi e hanno diritto a vivere in un ambiente sicuro e decoroso. Chiediamo al sindaco Arrighi e all'amministrazione comunale di intervenire quanto prima per mettere fine a questa situazione». Eleonora Cantoni, responsabile della sezione Lega di Massa: «Seguiamo da molti anni la situazione del Lavello e abbiamo sempre cercato di mantenere alta l'attenzione sui problemi che coinvolgono entrambi i territori comunali.La collaborazione tra le sezioni della Lega di Massa e Carrara e tra i rispettivi gruppi consiliari ha consentito di portare avanti iniziative amministrative e istituzionali, nei limiti delle competenze di ciascun Comune. La tutela della salute, della sicurezza dei residenti e dell'ambiente richiede però una collaborazione concreta anche tra le amministrazioni comunali.Continueremo a monitorare periodicamente la situazione e a seguire gli interventi che saranno necessari. Riteniamo indispensabile un'azione decisiva del Comune di Carrara per arrivare finalmente a una soluzione».
Legalità in campo, Barabotti (Lega): «Basta ghetti abusivi. Dal Lavello una proposta di legge nazionale su insediamenti rom e sinti e responsabilità dei sindaci»
Scritto da Redazione
Politica
07 Novembre 2026
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