Arriva da Enzo Romolo Ricci del Gruppo Partito Democratico e da Dina Dell'Ertole delGruppo misto di minoranza una riflessione sulla variante Olivetti Synthesis: "Un altro centro commerciale potrebbe insediarsi nell’area dell’ex Olivetti.In Commissione Urbanistica del Comune di Massa passa la variante (Proposta di deliberazione di Consiglio n. 33 del 04.02.2026) riguardante l’area industriale ex Olivetti-Synthesis. Hanno votato a favore le forze di maggioranza dell’Amministrazione Persiani, ad eccezione di Forza Italia, che si è astenuta. Hanno espresso voto contrario il Partito Democratico e il Gruppo Misto di minoranza, mentre Fratelli d’Italia ha optato per l’astensione.Nel cuore della zona industriale, circa 100.000 metri quadrati sono così destinati a trasformarsi, sostanzialmente, in una nuova “cittadella del consumo”.La storia recente di questo compendio è nota: l’area viene acquistata all’asta fallimentare da un gruppo lapideo carrarese che, ben presto, avanza all’Amministrazione comunale una richiesta di variante urbanistica finalizzata a consentire la realizzazione di un progetto il cui scopo è quello di insediare una pluralità di funzioni prevalentemente commerciali. Questo è il modo scelto dai nuovi proprietari dell’area per mettere a rendita l’investimento effettuato.Per il gruppo consiliare del Partito Democratico e per il Gruppo Misto di minoranza questa variante presenta gravi criticità.L’atto non viene sottoposto a VAS (Valutazione Ambientale Strategica), ignorando così del tutto l’evidente impatto cumulativo — ambientale, sociale, economico e urbanistico — che può generare sul territorio insieme alle altre varianti contigue recentemente approvate, come quelle relative all’ex Universal Bench e alla FDB.2.7 di via Vecchia Candia.Con questa variante si sottraggono aree strategiche che dovrebbero essere destinate allo sviluppo di insediamenti produttivi di qualità. E lo si fa proprio quando la vera sfida per il nostro territorio dovrebbe essere quella di partire dal rilancio del manifatturiero, attrarre servizi qualificati, favorire attività di ricerca e richiamare competenze ad alto valore aggiunto.Altre realtà a noi vicine scommettono e investono sulla creazione di poli di ricerca e innovazione di livello internazionale, come nel caso dell’Università di Pisa. L’Amministrazione Persiani, invece, non sa fare altro che agevolare l’apertura di un nuovo centro commerciale nella zona industriale che, come già accaduto in altri casi, rischia di gravare sulle piccole attività e sul commercio di vicinato e di quartiere.Non mancano, inoltre, rilievi di incoerenza con i piani sovraordinati: la variante contrasterebbe con la strumentazione pianificatoria di livello superiore, a partire dal Piano Strutturale, dal Regolamento Urbanistico e dal PIT regionale, con particolare riferimento all’invariante strutturale sulla “presenza industriale”.La città non si pianifica a colpi di varianti ad hoc, costruite a partire dalle richieste dei privati. La città si costruisce coinvolgendo il Consiglio comunale, i cittadini, i comitati e le rappresentanze sociali ed economiche, attraverso percorsi di urbanistica realmente partecipata, nei quali i cittadini possano essere protagonisti attivi e l’ascolto sia autentico e accompagnato da una seria attività di co-progettazione".
A guidare la riqualificazione e la reindustrializzazione delle aree della zona industriale, oggi più che mai, devono essere una visione e una chiara volontà di crescita del nostro apparato produttivo, con l’obiettivo di garantire maggiore occupazione, più stabile e meglio retribuita, riaffermando senza ambiguità la centralità dell’interesse pubblico.
L’ennesima variante urbanistica per sdoganare, ancora una volta, un centro commerciale
Scritto da Redazione
Politica
13 Settembre 2026
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