Riceviamo e pubblichiamo la lettera pubblica che Carlo Boni del comitato Avenza Si R-Esiste ha indirizzato al sindaco di Carrara e presidente zonale Asl Serena Arrighi, al direttore generale Asl Letizia Casani, alla responsabile del personale Asl 1 Monica Guglielmi:
"Sono un vecchio consigliere comunale, che nel 2017 ha lasciato per dedicarsi ad altre attività sociali. A suo tempo mi occupavo del sociale, ed all'epoca, la mia commissione aveva elaborato un documento di numero 19 punti, approvato dall'Usl Zonale, dove si chiedevano il mantenimento del Monoblocco, e di costruire, sfruttando la somma a disposizione pari ad cinque milioni e mezzo di euro, una casa della salute in Avenza, oltreché la scuola infermieri. Di tutto quanto esposto non si sa più niente, anzi, cosa peggiore, il Monoblocco che funzionava fino a ieri, ora è chiuso ed i professionisti trovano ufficio nei container. Non si sa, di Avenza, cosa ne vogliono fare? Tutti zitti. Allora auspicherei che qualcuno dei dirigenti citati si informassero ed intervenissero per non penalizzare ulteriormente il nostro distretto. In merito si rammenta, infatti, che, anziché mantenere e rafforzare il servizio presso il presidio distrettuale di Avenza, si tende a ridurlo. Risulta che stiano preparando la soppressone di vari ambulatori di attività specialistiche, per spostarli al presidio di Carrara Centro, e che stiano lavorando anche per spostare la Guardia Medica. L'attivazione del PIR (punto di intervento rapido), per gestire urgenze differibili di bassa complessità, che avrebbe dovuto essere attivato anche ad Avenza, verrà, invece, attuato solo presso il presidio di Carrara Centro. Lo spostamento non appare necessario, né logico, in quanto a Carrara Centro ci sono già vari ambulatori specialistici, tutti i giorni della settimana e, comunque, nel PIR si fratta di emergenze di bassa complessità differibile. Quindi, razionalmente, non si dovrebbe trattare di urgenze cardiologiche e neurologiche. Il problema di fondo è che le liste di attesa per la maggior parte delle attività specialistiche e diagnostiche sono troppo lunghe e causano accessi impropri al Pronto Soccorso.Altro problema è la carenza dei medici di medicina generale, che si riflette nella non adeguata presa in carico degli utenti. Questa riduzione dei servizi sanitari ad Avenza si è già verificata. ln precedenza, sono state tolte le ore di cardiologia di due medici pensionati, che sono stati sostituiti da un cardiologo inviato in altra sede; un odontoiatra pensionato non è stato sostituito da un altro, e le ore sono state anch'esse spostate in altra sede; una poltrona odontoiatrica è rotta da oltre un anno, e mai riparata; un pediatra pensionato non è stato sostituito, gli esami di elettromiografia sono stati sospesi; l'igienista dentale è stato spostato a Massa; la scuola infermieri, che doveva essere posta nella struttura di Avenza, non è stata attuata.Tutto questo causa notevole preoccupazione perché denota che, non solo non si va verso il percorso di attivare la casa di comunità, ma in pratica si va nella direzione opposta, addirittura riducendo le attività sanitarie del presidio distrettuale".









