Marmo, articolo 21 e regolamenti: se n'è parlato oggi nel corso della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti a partire dai dati emersi dal secondo report dell'Osservatorio del Marmo.«L'Osservatorio del Marmo rappresenta uno strumento fondamentale, e fortemente voluto da questa amministrazione, per comprendere puntualmente lo stato di salute del settore lapideo – sottolinea il sindaco Serena Arrighi -. I dati di quest'anno ci hanno dato indicazioni importanti che ci raccontano soprattutto quali sono le prime ricadute delle numerose innovazioni che sono state introdotte in questi anni. Oggi ci sono numeri precisi che certificano come la lavorazione cresca e con essa non solo le ricadute sul territorio, ma anche il valore stesso della produzione, mentre a calare è solo la quantità di materiale portato a valle. La strada intrapresa è quella giusta e va perfettamente nel solco indicato dalla legge regionale 35 del 2015 che si è dimostrata, alla prova dei fatti, lungimirante. Non possiamo tuttavia ignorare come la situazione nei vari bacini sia eterogenea e ci siano realtà più in sofferenza rispetto ad altre. I numeri dell'Osservatorio raccontano di come ci siano cave che non hanno difficoltà a superare il 50 per cento di lavorazione in loco, altre che vi si avvicinano in maniera sostanziale, ma c'è anche chi è ancora lontano. I motivi di queste difficoltà sono molteplici e per questo vanno analizzati e capiti. Sappiamo bene come ci siamo grosse differenze tra le singole cave per questo abbiamo avanzato una proposta di un correttivo al Disciplinare di attuazione per l'applicazione dell'articolo 21. Si tratta di un'ipotesi che abbiamo presentato oggi alla Commissione e che prevede di dare più tempo alle aziende per rientrare nei limiti del 50 per cento della lavorazione in loco, spostando quindi il primo traguardo dopo 4 anni e non dopo solo due come attualmente previsto. Lo spirito della legge regionale è chiaro: lavoro e occupazione. Ripartiamo da qui. Dare più tempo per continuare a lavorare a chi in questi anni ha dato evidenti segnali di crescita riteniamo possa essere segno di responsabilità per consentire a tutti di proseguire nel percorso virtuoso della filiera».«Nessuno sconto quindi: le aziende che non hanno ancora raggiunto la soglia del 50 per cento avranno però più tempo per recuperare quello che non hanno fatto in questi due anni – aggiunge il presidente della commissione Marmo Nicola Marchetti -. La nostra è una proposta politica che mira a tutelare lo spirito della legge 35 del 2015 ossia lavoro, ambiente e sicurezza».
Marmo, lavoro e produzione. «Dati dell’Osservatorio sono confortanti, siamo aperti al confronto per eventuali correttivi»
Scritto da Redazione
Politica
23 Febbraio 2026
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