La notizia di circa 16.000 bambine a rischio di mutilazione genitale femminile (MGF) in Italia riporta al centro del dibattito pubblico una legge che compie quest'anno vent'anni: la ๐๐๐ ๐ ๐ ๐ ๐ ๐๐ง๐ง๐๐ข๐จ ๐๐๐๐, ๐ง. ๐, comunemente nota come "legge Consolo", dal nome del suo promotore e primo firmatario.
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Giuseppe Consolo (Napoli, 1948 โ Roma, 2024) รจ stato avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, docente di Diritto costituzionale alla LUISS e uomo politico di lungo corso del centrodestra italiano. Eletto senatore nel 2001 con Alleanza Nazionale, fu membro della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. ร in questa veste che presentรฒ il disegno di legge n. 414, "Modifiche al codice penale in materia di mutilazioni e lesioni agli organi genitali a fine di condizionamento sessuale", poi confluito โ insieme a una proposta analoga della senatrice Boldi โ nel testo che sarebbe diventato la legge 7/2006, approvata definitivamente e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 gennaio di quell'anno.
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La normativa introduce nel codice penale l'articolo 583-bis, che punisce con la reclusione chi, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili โ clitoridectomia, escissione, infibulazione e pratiche analoghe โ con pene che la giurisprudenza successiva ha inasprito, aggravate di un terzo se la vittima รจ minorenne o se il fatto รจ commesso a scopo di lucro. La legge prevede inoltre:
pene accessorie per i medici condannati, con interdizione dalla professione da 3 a 10 anni e segnalazione all'Ordine; 2. l'applicabilitร extraterritoriale, per perseguire il reato anche se commesso all'estero da cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, o in danno di questi ultimi; 3. campagne di formazione e prevenzione, anche nei Paesi di origine dei flussi migratori, e centri di accoglienza per le giovani che intendano sottrarsi alla pratica.
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Un elemento spesso trascurato del provvedimento รจ il ruolo attribuito alla ๐๐ซ๐๐ฌ๐ข๐๐๐ง๐ณ๐ ๐๐๐ฅ ๐๐จ๐ง๐ฌ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐๐๐ข ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข โ ๐๐ข๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ ๐ฉ๐๐ซ ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ข ๐๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐ฎ๐ง๐ข๐ญร , a cui la legge affida il compito di coordinare le attivitร dei ministeri competenti per la prevenzione, l'assistenza alle vittime e l'eliminazione delle pratiche di MGF. Non si tratta quindi solo di una norma penale, ma di un provvedimento che colloca esplicitamente la lotta alle mutilazioni genitali femminili nel perimetro delle politiche di paritร di genere e di tutela dei diritti fondamentali di donne e bambine, richiamando espressamente la Piattaforma d'azione di Pechino del 1995.
ร un punto rilevante nel dibattito attuale: la questione non riguarda una specifica comunitร o un singolo credo religioso โ le MGF sono pratiche tradizionali, non prescritte da alcun testo sacro, diffuse in decine di Paesi e contesti culturali diversi โ ma si inquadra a pieno titolo nelle politiche di paritร di genere, come violazione del diritto all'integritร fisica e alla salute riproduttiva delle donne.
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A distanza di quasi vent'anni, i dati citati (16.000 minori potenzialmente esposte a rischio in Italia) mostrano che la sola cornice normativa non basta: la legge Consolo ha fornito gli strumenti penali e di coordinamento istituzionale, ma la sua efficacia dipende dalla capacitร dei servizi sociosanitari, scolastici e territoriali di intercettare le situazioni a rischio, dalla formazione degli operatori e dalla continuitร dei fondi per i programmi di prevenzione previsti dalla stessa legge.
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Va ricordato che il testo del 2006 non รจ rimasto statico. Negli anni successivi il quadro sanzionatorio dell'articolo 583-bis รจ stato modificato da interventi legislativi successivi, che hanno rivisto le cornici edittali della pena, segno che il legislatore ha continuato a considerare la materia un terreno da monitorare piuttosto che un capitolo chiuso nel 2006. Parallelamente, il richiamo esplicito alla Convenzione di Istanbul e agli obblighi internazionali in materia di violenza contro le donne ha progressivamente rafforzato l'inquadramento delle MGF come questione di genere, piรน che come fenomeno legato a una singola area geografica o culturale.
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Gli operatori del settore โ pediatri, ginecologi, assistenti sociali, insegnanti โ segnalano da tempo un nodo pratico: la legge fornisce gli strumenti repressivi e un mandato di coordinamento, ma la prevenzione si gioca soprattutto nei consultori familiari, nei presidi scolastici e nei servizi di mediazione culturale, spesso sottofinanziati o disomogenei da regione a regione. Le stesse relazioni periodiche presentate in Parlamento sull'attuazione della legge hanno piรน volte evidenziato la difficoltร di tradurre il coordinamento formale previsto dal Dipartimento per le Pari Opportunitร in una rete territoriale capillare e uniforme.
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Il ventennale della legge Consolo arriva in un momento in cui il tema si intreccia inevitabilmente con le politiche migratorie e con l'integrazione delle seconde generazioni. Proprio per questo, la lettura piรน utile del provvedimento resta quella originaria: uno strumento di tutela della salute e dell'integritร delle donne e delle bambine, collocato โ non a caso โ sotto l'ombrello delle politiche per le pari opportunitร , e non uno strumento di conflitto identitario. La sfida per i prossimi anni riguarda meno la cornice normativa, giร solida, e piรน la capacitร del sistema sociosanitario ed educativo di intercettare per tempo le situazioni a rischio.
Fonti: Legge 9 gennaio 2006, n. 7 (Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18-01-2006); Senato della Repubblica, Archivio storico XIV Legislatura; Wikipedia, voce "Giuseppe Consolo".
Mutilazioni genitali femminili: la legge Consolo, quasi vent'anni dopo
Scritto da Carmen Federico
Politica
08 Agosto 2026
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