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Scritto da Redazione
Politica
18 Giugno 2024

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E' stata Serena Arrighi, sindaco di Carrara a presentare in consiglio comunale, il nuovo regolamento sulla tracciabilità del marmo: "Si tratta di un documento molto importante, non solo per la nostra città, ma per tutto il comparto lapideo. Con questo regolamento, d’altro canto, non solo andiamo a formalizzare uno strumento necessario e fondamentale per la completa applicazione della legge regionale 35/2015, ma ancora una volta facciamo un qualcosa che non ha eguali in tutta Italia. Approvando il regolamento sulla tracciabilità del marmo Carrara ribadisce e riafferma il proprio ruolo di punto di riferimento per tutto quello che riguarda il lapideo non solo per la qualità dei propri materiali o la bravura delle proprie maestranze, ma anche sotto il punto di vista normativo e regolamentare. Basta d’altro canto guardare alle realtà a noi vicine per rendersi facilmente conto di quanto Carrara sia avanti nella gestione di ogni singolo aspetto. Si tratta di un risultato frutto di un lavoro lungo anni e portato avanti dagli uffici, dai tecnici e dalle amministrazioni che si sono succedute  e al quale noi stiamo ora contribuendo seguendo dei punti cardinali che si chiamano: sicurezza, ambiente e, non ultimo, una più equa ridistribuzione della ricchezza. Siamo ovviamente consapevoli che di strada da fare ce ne sia ancora molta, ma questo regolamento rappresenta senza dubbio un importante passo in avanti nella direzione che vogliamo percorrere esattamente come lo saranno il disciplinare sull’articolo 21 o il regolamento sulle gare che dovremo discutere a breve.

Come tutto quello che abbiamo portato in consiglio in questi due anni, anche il regolamento sulla tracciabilità del marmo è un documento nel quale crediamo fortemente e che è frutto tanto di un importante lavoro di sintesi da parte dell’amministrazione e della maggioranza, quanto di un lungo processo di condivisione. In questi mesi il testo che sottoporremo ora all’approvazione del consiglio è stato discusso e approfondito anzitutto sul tavolo della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti, ma importanti contributi sono arrivati anche dai sindacati, dalle associazioni di categoria e, più in generale, da tutti i protagonisti del mondo marmo. Oggi, prima di passare all’esposizione dei contenuti di questo regolamento, ci tengo a ringraziare tutti loro per il grande contributo che hanno dato nella stesura e nella definizione di questo documento senza, ovviamente, poi dimenticare il nostro ufficio Marmo e il dirigente Giuseppe Bruschi per il grande lavoro che hanno fatto e che stanno facendo. Entrando nel merito del regolamento, questo risponde a quanto previsto dalla legge regionale 35/2015 e va definire criteri e modalità per la valutazione del rispetto della lavorazione in loco dei materiali estratti nelle nostre cave. Nel testo andiamo anzitutto a spiegare alcuni passaggi chiave a cominciare dalla definizione puntuale di cosa si intenda, per esempio, per ‘cava’, ‘materiale da taglio’  o ‘sistema produttivo locale’, ma anche i tempi di entrata in vigore delle nuove norme, controlli e sanzioni. L’impianto tecnico è invece quello di un sistema in due passaggi: dalla cava alla pesa e quello dalla pesa all'opificio di trasformazione. Il primo passo sarà gestito dal pubblico e prevederà che a ogni blocco venga assegnato un numero e un codice univoco che servirà al comune per conoscere il processo di estrazione, il giacimento e il tipo di materiale estratto. Il secondo passaggio spetterà invece al singolo concessionario che sarà tenuto a dimostrare la lavorazione in loco del proprio prodotto. Ogni singola impresa di trasformazione potrà utilizzare il metodo di tracciabilità che riterrà essere più opportuno a patto che questo rispetti alcune specifiche tecniche che andremo ad indicare.Tutti i dati dovranno poi essere trasmessi telematicamente ogni giorno dalle imprese su di un server indicato dal comune. Una volta approvato questo regolamento garantirà maggiori certezze all’intero comparto e darà dati chiari e univoci tanto al comune che alle stesse imprese".

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