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Scritto da Redazione
Politica
16 Maggio 2020

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"Il sindaco Persiani dovrebbe fare chiarezza sulla situazione che si verificando nella zona della Partaccia perché oramai sono due giorni che i cittadini segnalano miasmi insopportabili sulla cui origine non si sa nulla. Non sappiamo di chi sia la responsabilità di questo nuovo inquinamento ma occorre che i cittadini sia subito tranquillizzati dall'amministrazione sia sulle cause sia sui possibili effetti" così il segretario del Circolo Pd di Casone-Bondano-Ricortola-Partaccia, Osvaldo Bennati, invita l'amministrazione comunale dopo gli allarmi sollevati dai residenti.  

"Si tratta – spiega Bennati – di una situazione che ci preoccupa e che andrebbe chiarita al più presto, perché alimenta una tensione che invece andrebbe subito fatta calare visto quello che i cittadini della nostra zona stanno vivendo anche dal punto di vista economico".                                     

"Come il sindaco dovrebbe sapere la nostra zona infatti si caratterizza per una forte presenza di aziende turistiche, campeggi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari – aggiunge il circolo Pd – su cui già pende un' enorme spada di Damocle riguardo la propria sopravvivenza economica a causa del Coronavirus. Non vorremmo che a queste difficoltà se ne aggiungano altre per l'assenza dell'amministrazione comunale".                                                                             

"Ad esempio non riusciamo a capire perché – spiega Bennati – per il sindaco e l' assessore Veronica  Ravagli non si siano ancora attivati per evitare che ogni volta le analisi Arpat certifichino la condizione di alcuni tratti del nostro mare. In particolare appare preoccupante la situazione alla foce del Lavello dove risulterebbe che i depuratori Gaia non abbiano svolto la propria funzione non bloccando uno sversamento eccezionale di liquami inquinanti in mare. non vorremmo che l'assessore Ravagli sia troppo impegnata in selfie elettorali da non trovare il tempo per risolvere i problemi della nostra comunità"."Il Comune di Massa è proprietario di Gaia – conclude Bennati – e ha il diritto-dovere di agire concretamente su una sua azienda affinché predisponga tutte le misure, anche straordinarie, per evitare che ai nostri operatori turistici debbano pagare non solo le conseguenze del Covid, ma anche le inefficienze tecniche e /o  amministrative che si traducono poi in divieti di balneazione, che per chi vive sul turismo del mare  rappresentano un danno incalcolabile".

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