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Scritto da Redazione
Politica
15 Novembre 2020

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Fioccano i ricorsi degli industriali del marmo contro i PABE definiti dall’amministrazione stellata e per il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi si tratterebbe dell’ennesima riprova del malgoverno dell’attuale amministrazione. 

“Le imprese hanno bisogno di certezze  e non di aria fritta – ha detto Bernardi – Per anni i grillini hanno cercato di appiccicare  l’ etichetta di “collusi” a “quelli di prima" ma, una volta arrivati  al governo della città,  sui temi del marmo, sono rimasti con uno scottante  cerino in mano.   C'era bisogno di studiare meglio le carte, di avere più responsabilità , competenza e coraggio.   Se si fa opposizione per 5 anni sul marmo non la si fa da ignoranti, poi si dovrebbero portare avanti i temi su cui si era data battaglia . Invece loro sui PABE, tariffe e tracciabilità oltre che sul Regolamento degli Agri Marmiferi,   hanno ambiguamente  strizzato l'occhio agli industriali, ai lavoratori , ai sindacati , agli ambientalisti e alla fine per incapacità conclamata   hanno danneggiato se stessi e i loro concittadini.”

Per Bernardi  la gestione del lapideo dei 5 stelle lascerà  un' eredità scomoda alla prossima amministrazione che dovrà governare  la città, aggravata dal  peso   dei 60 ricorsi, pesante danno causato  da questi politici, che  purtroppo, secondo il consigliere di Alternativa per Carrara,  sarà destinato ad aumentare .  Bernardi ha ricordato che quando l’attuale sindaco era consigliere dell’opposizione, era solito sostenere che “ il regolamento degli agri marmiferi era arbitrario e difficilmente attuabile tanto da aver innescato  ricorsi e contenziosi legali.”. “ Non occorre ricordare la farsa perpetrata per anni – ha aggiunto Bernardi -  sui mancati introiti dei “beni estimati”, che De Pasquale definiva “plurisecolari privilegi” che, tuttavia non sono  stati inseriti nel regolamento redatto dalla sua amministrazione con la motivazione della paura proprio dei ricorsi. Oppure si può ricordare  quando  il sindaco combatteva a fianco di Legambiente e agli amici ambientalisti, perchè in cerca di i voti per la sua nomina,  sostenendo che puntava a tutelare la salute umana e paesaggistica ed eliminare ove possibile, il rilascio di sostanze inquinanti per le falde acquifere e a regolamentare i detriti salvo poi rompere con  Legambiente che si è sentita tradita dai grillini.  L’errore di fondo sul pianeta marmo  del  Martinelli- pensiero è stato nell' approccio contrario al principio dell’interesse della comunità, tale da orientare male gli obiettivi, occupazionali, economici e di sicurezza del Regolamento. Così  ha preferito affidarsi a strani premi e incentivi che alla fine hanno allungato i tempi delle gare al 2023 e 2041 a seconda dei casi .Ma nonostante le malelingue, Martinelli sostiene che alla base dei ricorsi non ci siano errori madornali ,  incoerenze e travisamenti , ma solo una vecchia e superata mentalità   che non ha colto lo spirito delle nuove norme messe a punto .”

Bernardi ha poi sottolineato che l’opinione del vicesindaco non è affatto condivisa  dagli avvocati  degli imprenditori che nei ricorsi chiedono di rivedere l'articolo sulle cave livellarie in quanto  illegittimo perché non prevede nemmeno un indennizzo in caso di alienazione. “ Gli avvocati contestano la tassazione che nel comprensorio apuoversiliese è la più alta della Toscana – ha continuato Bernardi -   e comprende anche il 50  per cento degli informi nel calcolo complessivo , percentuale inattuabile. Ci sarebbero errori tecnici anche nella ricognizione degli agri marmiferi con l'inserimento tra questi di alcuni beni estimati. Praticamente un disastro.”

Bernardi si è detto non sorpreso dalla linea scelta da De Pasquale e Martinelli  che, come al solito, avrebbero fatto quadrato ed esaltato se stessi  senza prendersi responsabilità o fare autocritica.  Bernardi ha parlato di provvedimenti “ imbarazzanti” presi dall’amministrazione smemorata e impreparata  che ha prodotto considerevoli danni alla comunità .  “ Speriamo  - ha concluso Bernardi -   che qualcuno sarà costretto a  prendersi le sue responsabilità in quanto i ricorsi hanno sintetizzato e   consacrato nei  numeri il fallimento dell' azione riformatrice a 5 Stelle che, non essendo stata all’altezza di superare il confronto politico,   ha prodotto un mare di contenziosi contro il Comune che saranno giudicati in tribunale. Pensare di essere i migliori e trattare gli amministratori precedenti come collusi è  stato un grossolano errore.”.

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