Arriva Florida Nicolai di Associazione ARCA, affiliata ONDA un'analisi sulla realtà di molti cittadini di Marina di Carrara alla luce delle dichiarazioni del sindaco Serena Arrighi sul piano del verde: "A nome dell’Associazione ARCA e di molti residenti di Viale Colombo e delle strade limitrofe, denuncio pubblicamente l’immobilismo dell’Amministrazione Comunale di fronte a un disagio che essa stessa, altrove, ha riconosciuto e risolto. Nell’agosto 2025 inviai una segnalazione formale via PEC alla Sindaca e alla Polizia Municipale. Ne ho inviata un’altra circa un mese fa. A oggi, nessuna risposta. Nemmeno una presa d’atto. Un silenzio che viola la Legge 241/1990 e l’Art. 97 della Costituzione (principio di buona amministrazione). In un recente incontro casuale, il sindaco, da me sollecitata sul tema, ha risposto che sta valutando la cosa, che è un problema che deve essere affrontato da “esperti”. Ma gli esperti ci sono. Hanno già operato in altre parti della città. Hanno già dato soluzioni concrete. Per altri cittadini: non per noi, a quanto pare cittadini a geometria variabile.
Il precedente che condanna il Comune: Delibera 508/2025
Il 29 dicembre 2025, la Giunta ha approvato la Delibera n. 508/2025, riconoscendo che i lavori pubblici e l’afflusso di persone creano una “carenza di posti auto per i residenti”, definita come “grave disagio”. La risposta è stata immediata e concreta: sosta gratuita per i residenti del centro in piazze solitamente a pagamento (Piazza Matteotti, Piazza 2 Giugno, Via Ulivi) fino al 31 marzo 2026. Chi ha validato tecnicamente quell’atto? La Dr.ssa Paola Micheletti, Dirigente del Settore 9 (Polizia Locale e Mobilità). Chi lo ha proposto? L’Assessora Elena Guadagni, con delega al traffico e alla mobilità. Chi lo gestisce operativamente? Nausicaa S.p.A., società che già amministra l’intero sistema della sosta a Carrara, con tecnologia (App Tap&Park), personale e modulistica già pronti. Gli esperti ci sono, dunque. Hanno valutato e hanno agito per il centro. E per Marina?
Il sindaco ha già certificato Viale Colombo come zona critica
C’è un elemento che rende questa disparità ancora più inaccettabile. Il sindaco ha già firmato l’Ordinanza n. 37/2024, che individua proprio Viale Colombo come area in cui la movida estiva pregiudica la tranquillità dei residenti, riconoscendo che rumore e assembramenti provocano “ansia, irritazione e difficoltà a far fronte alle normali occupazioni”: lo stesso Viale, lo stesso periodo, lo stesso concetto sacrosanto, eppure ignorato, di vivibilità urbana. Se il disagio acustico è stato ritenuto sufficientemente grave da richiedere un’ordinanza, come si può ignorare il pesante disagio della sosta nello stesso viale, nello stesso periodo? L’Art. 50 del TUEL (D.Lgs. 267/2000) attribuisce al Sindaco non una facoltà, ma il dovere di intervenire per tutelare la vivibilità urbana e il benessere psico-fisico dei residenti.
Non è un problema di parcheggi. È un problema di diritti.
Ogni estate, stabilimenti balneari, porto e cantieri generano un flusso enorme di veicoli. Le loro attività prosperano, i bilanci crescono. Ma i costi di quel traffico, strade intasate, parcheggi occupati, qualità della vita che crolla, li paghiamo noi residenti. Ogni giorno: con la pazienza, il tempo, la salute. Paghiamo le tasse tutto l'anno, giustamente e doverosamente, per mantenere strade e servizi. Eppure, il Comune penalizza proprio noi che lo sosteniamo, per favorire pochi operatori privati che scaricano su di noi i costi del loro business: traffico, caos, invivibilità. Questo non è nemmeno un disagio: è sfruttamento. I costi del turismo non possono ricadere su chi ne sopporta i pesi senza condividerne i frutti.Il diritto alla salute (Art. 32 Cost.) e la libertà di circolazione (Art. 16 Cost.) non sono negoziabili. La Legge 104/1992 e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità impongono di rimuovere ogni ostacolo alla mobilità autonoma. Quando un anziano non riesce a raggiungere il medico perché non trova parcheggio non è un “disagio”: è una violazione di legge. E riguarda non solo l'anziano: è il lavoratore che rientra e gira un’ora, se va bene. È la madre che non porta i figli piccoli né a scuola né altrove; è chi ha un'emergenza e non può muovere l'auto; è la spesa a cui rinunci; è uscire e tornare con l'ansia di non trovare posto. In breve: è la quotidianità, ingiustamente bloccata.
La soluzione esiste già: i “Settori”
Non è accettabile l’obiezione, ventilata nell’incontro casuale, secondo cui riservare stalli in Viale Colombo danneggerebbe le vie limitrofe. Il Piano della Sosta di Carrara è già organizzato per “Settori” omogenei (come i Settori 2, 3 o 5 del centro). Chiediamo quindi la creazione di un “Settore Estivo” che includa Viale Colombo e le strade adiacenti, applicando la stessa logica di distribuzione del beneficio già usata per il centro.
Le nostre richieste (atti dovuti, non favori):
- Sosta riservata ai residenti. Un’ordinanza ai sensi dell’Art. 7 del Codice della Strada per istituire un settore di sosta protetta estiva, con permessi gratuiti o a tariffa simbolica.
- Tavolo tecnico immediato. Convocazione dell’Assessora Guadagni, del Settore 9 (dr.ssa Micheletti) e di Nausicaa S.p.A. per definire il piano operativo usando strumenti già esistenti.
- Responsabilità degli operatori economici. Inserire nelle nuove convenzioni demaniali (gare balneari 2027) l’obbligo per chi genera traffico di contribuire a gestirlo, secondo il principio europeo “chi inquina paga”.
Non accettiamo che questa vertenza si riduca, come purtroppo sembra profilarsi anche quest’anno, a una discussione tecnica su stalli e segnaletica, e lasciata irrisolta. È una questione di equità, di rispetto delle leggi per chi abita il territorio tutto l'anno. Non è accettabile un'idea di città (né di suo modello turistico) che si regga sul sacrificio silenzioso di chi la abita tutto l'anno. La legge c'è. Gli strumenti ci sono. Manca solo la volontà politica di usarli".









