La Federazione di Massa Carrara del Partito della Rifondazione Comunista aderisce agli scioperi del 30 ottobre e del 20 novembre indetti, rispettivamente, da USB e CGIL. In una fase segnata dall’aumento del costo della vita, dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni e da una crescente spinta al riarmo, scioperare e mobilitarsi è fondamentale per difendere i diritti di chi lavora e costruire un’alternativa alle politiche neoliberiste che scaricano i costi della crisi sulle classi popolari. Mentre milioni di persone faticano ad arrivare alla fine del mese, si destinano risorse sempre maggiori alle spese militari, sottraendole potenzialmente alla sanità, alla scuola, ai servizi pubblici e alla tutela sociale. È necessario contrastare questa direzione, rivendicando salari adeguati, pensioni dignitose, lavoro stabile e investimenti nei bisogni reali delle persone. Per questo sosteniamo le mobilitazioni e invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, studentesse e l’intera cittadinanza a partecipare. A rendere ancora più fosco questo quadro sono le gravi repressioni delle proteste che hanno attraversato il Paese nei giorni scorsi. Sabato scorso, a Bologna, le cariche della polizia, i lacrimogeni e gli idranti hanno segnato una giornata di tensione iniziata con una piazza pacifica contro il carovita. A Torino, il corteo contro il riarmo è stato ostacolato da blocchi delle forze dell’ordine, cariche e lanci di lacrimogeni; stesso copione anche a Milano, il sabato precedente, e a Firenze. Episodi che impongono una seria riflessione sul diritto di manifestare e sulla gestione del conflitto sociale. A Roma, inoltre, l’irruzione della polizia nell’istituto Giordano Bruno, in seguito a un’occupazione studentesca, conferma una tendenza preoccupante: di fronte al disagio e alle rivendicazioni delle nuove generazioni si risponde con la repressione e con misure liberticide, anziché ascoltare le ragioni della protesta. Sembra ormai diventata un nuovo sport dei governanti la caccia ai minorenni che contestano, come se reprimere chi manifesta potesse cancellare i problemi che denuncia. Bisogna smettere di combattere i sintomi e cominciare ad affrontare le cause del disagio: precarietà, disuguaglianze, mancanza di prospettive e impoverimento dei servizi pubblici. La scuola deve essere un luogo di formazione, partecipazione e confronto, non uno spazio in cui il dissenso viene affrontato anzitutto con le forze dell’ordine. Infine, rivolgiamo un appello all’unità sindacale e sociale. Due giornate di sciopero separate rischiano di dividere energie che dovrebbero convergere. Sarebbe stato più efficace costruire una giornata di mobilitazione davvero unitaria, capace di coinvolgere in massa lavoratrici e lavoratori, senza costringerli a scegliere a quale appuntamento aderire. Di fronte a un attacco comune ai diritti e alle condizioni di vita, serve una risposta comune. L’unità non è un mero slogan, ma una necessità concreta per dare più forza alle lotte.
Rifondazione Comunista Massa aderisce agli scioperi del 30 ottobre e del 20 novembre indetti da USB e Cigl
Scritto da Redazione
Politica
29 Ottobre 2026
Visite: 39









