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Scritto da Redazione
Politica
31 Ottobre 2021

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Per Rifondazione Comunista un'altra città è possibile: questo sarà il motto che verrà ripetuto in campagna elettorale e che accompagnerà lo sventolare della bandiera rossa con falce e martello del partito. Anche Rifondazione Comunista si appresta infatti ad affrontare la prossima campagna elettorale che deciderà il successore dell'attuale sindaco pentastellato Francesco De Pasquale ( il quale ha già dichiarato mesi fa che non si candiderà più) e la affronterà senza l'alleato amico-nemico di sempre, vale a dire il Pd. Lo escludono convintamente il coordinatore comunale Piero Marchini, il segretario provinciale Massimo Menconi, il segretario del circolo Marco Alibani e il membro del direttivo provinciale Daniela Marchini.

Al tavolo con i vertici del centrosinistra, il partito di Rifondazione Comunista si è seduto, raccontano, ma la sintonia non è stata proprio trovata, assicurano Marchini, Menconi e Alibani:" Abbiamo ascoltato le loro posizioni ma abbiamo capito che non ci sono spazi, però dentro al Pd ci sono molti elettori che la pensano come noi" hanno precisato.

L'appello e la "chiamata alle armi" viene rivolta dunque a tutte le forze politiche ambientaliste, sociali e a quel popolo di sinistra che si sente tradito dalle politiche dei vertici del centrosinistra. "Il nostro obiettivo è riconquistare quei soggetti che una volta ci votavano-dichiara Marchini mentre gli altri annuiscono- i delusi dal centrosinistra e i delusi del M5s. L'astensione ci dice che ci sono molti che non si sentono rappresentati". Per Rifondazione Comunista la chiave di volta è il recupero del collettivo che si traduca in un altolà alla cessione di sovranità del pubblico in favore del privato.

I beni collettivi rappresentano dunque il punto fermo e la pietra angolare che sorregge il programma elettorale del partito che il gruppo dirigente ha definito progressista, di sinistra e antifascista. Tanti gli argomenti in cui si declina questo principio e posti all'ordine del giorno: il primo fra tutti è il ritorno all'economia tradizionale. Cosa si intenda per economia tradizionale lo chiarisce Marchini:" La lavorazione deve tornare in loco come un tempo: è così che si crea occupazione e sviluppo. Vogliamo portare avanti scelte di sinistra. Noi siamo per il contingentamento della quantità da estrarre: oggi c'è ancora un sistema selvaggio. Un contingentamento che secondo noi dovrebbe essere fatto per dipendente. La situazione è tragica: dal 1994 al 2020, 72 aziende hanno chiuso perché non trovano blocchi, viene tutto venduto e portato fuori". Su questo punto in effetti, la quasi unanimità delle forze politiche in campo ha lo stesso pensiero ed è sul come realizzarlo che si verificano le spaccature. In proposito Rifondazione Comunista boccia in pieno l'art 21 degli agri marmiferi varato dall'amministrazione che consente di allungare i tempi della concessione a fronte di investimenti da parte del concessionario:" E' un totale fallimento, ennesima scelta di cessione di sovranità pubblica al privato: si cede ai finanziatori privati la gestione delle cave. C'è un'assoluta mancanza di visione pubblica e del territorio" commentano i dirigenti di Rifondazione che propugnano invece la strategia del brand Carrara:" I primi a non volere il marchio Carrara sono stati gli industriali" ha criticato a questo proposito il gruppo dirigente di Rifondazione .

Viene accennato al tema dell'acqua e quindi di Gaia, la partecipata dei comuni e gestore idrico con la forma però di società per azioni, argomento che tenne tanto banco durante la campagna elettorale del 2017 con le promesse di uscire al più presto: del resto c'è un referendum che conferma che l'acqua, ribadisce Marchini, è un bene pubblico. "Non è vero che i sindaci non possono fare niente: a Zeri e Berceto i sindaci sono intervenuti" ha rivendicato il coordinatore comunale. E infatti ricordiamo che nel 2016 dopo una lunga battaglia il sindaco di Berceto Luigi Lucchi ha riuscito a riportare la gestione dell'acqua delle utenze pubbliche e private nelle mani del comune uscendo dalla compagnia della multiutility locale Montagna 2000 spa. Mentre Zeri è l'unico comune in tutta la Toscana che ha mantenuto proprietà e gestione diretta delle risorse idriche con il sindaco che resiste alle molteplici diffide della regione. "Non è vero che qualsiasi sindaco che venga eletto non potrà fare niente: l'acqua pubblica gestita da mani pubbliche si può" ha asserito Marchini.

Altro punto fondamentale è la sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico: "Noi, con la giunta Fazzi-Contigli-ricorda Marchini-avevamo presentato un Poc che individuava una zona abbandonata nei pressi della Fossa Maestra dove permettere, con delle finestre praticate sull'argine del canale, di far sfogare la piena. Ci avevano promesso un incontro con il sindaco per parlarne ma non è mai successo: permetterebbe di mettere in sicurezza tutte quelle strade di via Bassagrande, Battilana, insomma Marina ovest".

Si dicono inoltre sicuramente a favore dei consigli di quartiere, i dirigenti di Rifondazione Comunista che si augurano un ripristino dell'organo cancellato con un colpo di spugna dall'attuale amministrazione.

Viene poi affrontato la questione Poc, il vecchio piano regolatore, attualmente in approvazione ma con tanti nodi da risolvere ancora:" C'è il problema di Villa Ceci abbandonata a sé stessa, c'è il problema del piano dell'arenile che non è stato presentato: restiamo con quello vecchio. E poi con l'Hotel Mediterraneo cosa vogliamo fare?" chiede Piero Marchini. Ricordiamo che Rifondazione Comunista si era schierata, assieme a molti cittadini, contro la decisione dell'amministrazione, inserita poi nel Poc, di abbattere il Campo dei pini per fare spazio alla scuola che oggi ha sede a Villa Ceci ma che i Cinquestelle vogliono spostare davanti al porto commerciale.

A proposito del porto, Rifondazione Comunista è convinta della possibilità di coabitazione tra porticciolo turistico e porto commerciale: "Siamo convinti che il porto turistico vada messo a ponente" ha asserito Marchini dichiarando però come sia indispensabile, per Rifondazione Comunista, che il porto turistico sia realizzato e resti gestito dal comune, escludendo quindi i privati.

 "Il centrosinistra e il M5s hanno fallito-ha ripetuto Massimo Menconi- il M5s doveva aprire le scatolette di tonno che sono rimaste però ben chiuse e il centrosinistra è responsabile di un buco da 27 milioni nella nostra Asl per non parlare delle cessioni del privato". Nel frattempo Menconi annuncia la partecipazione di Rifondazione alla manifestazione del 12 novembre in piazza, a fianco degli operai della Sanac. "Stiamo approvando il documento di Sanac in consiglio comunale a Montignoso. Quello che sta succedendo a Sanac così come altre realtà industriali dove si sono licenziati gli operai con degli sms, è la conseguenza di una mancata visione collettiva e di lungo periodo e un altro esempio è la nostra zona industriale con la falda acquifera ancora oggi inquinata".

Il gruppo conclude tornando alla sfida elettorale:" A noi non interessa il voto utile al primo turno, turandosi il naso per votare il centrosinistra e sacrificando il voto a sinistra allo scopo di impedire la vittoria del centrodestra-ribadisce anche Daniela Marchini- non ha senso: non permette alle forze di sinistra di passare. Per il centrosinistra è sicuramente meglio avere un'opposizione di centrodestra che non un'opposizione di sinistra come fa Rifondazione, perché la nostra opposizione mette in difficoltà: facciamo paura"

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