Il coordinamento comunale di Fratelli d'Italia Massa ha commentato le scelte sulla sicurezza: "Dopo i tragici fatti, la risposta delle istituzioni è stata immediata controlli, zone a vigilanza rafforzata, limitazioni sugli orari e sulla vendita di alcol. Una reazione comprensibile, almeno nelle intenzioni: dare un segnale, ristabilire ordine, prevenire altri episodi.Una scelta comprensibile ma che rischia di penalizzare gli esercenti e svuotare il centro della nostra città, lasciando in preda a quella mala movida che genera schiamazzi, degrado, disagio per i residenti e problemi di ordine pubblico. Il vero tema, oltre che dal punto di vista culturale non è quello di svuotare le piazze ma riempirle con qualità. Le famiglie, i ragazzi che vogliono realmente divertirsi devono tornare ad essere i protagonisti di una sana movida che rispetta le esigenze dei residenti ma anche degli esercenti.Se da una parte il governo con il susseguirsi di provvedimenti cerca di ampliare i poteri per limitare ed impedire episodi di insicurezza, dall'altro compito delle istituzioni , insieme alle categorie dei commercianti ed esercenti e' quello di realizzare un offerta capace di attrarre la parte sana della città, quella generazione che vuole divertirsi ma nel rispetto delle regole.La sicurezza non può essere sinonimo di restrizione della libertà. Non può significare che, per evitare il rischio, si debba ridurre lo spazio della vita normale. Perché una città non è sicura quando è vuota, silenziosa, chiusa in anticipo. È sicura quando è vissuta, presidiata, attraversata da persone che si sentono libere.Perché la differenza, quella vera, non si gioca solo sul piano dell'ordine pubblico. Si gioca anche su un piano più profondo, più difficile, ma inevitabile: quello culturale. Se non si interviene sulle cause, sui modelli, sui comportamenti, si continuerà a rincorrere le emergenze senza mai risolverle.Serve una risposta culturale forte, capace di rimettere al centro il valore della convivenza, del rispetto, del limite. È lì che si costruisce una sicurezza duratura. Non nelle ordinanze temporanee.E proprio per questo il punto resta fermo. La sicurezza non può essere scaricata su chi lavora e su chi vive onestamente. Non può trasformarsi in una serie di divieti che colpiscono indistintamente tutti, mentre chi crea problemi resta, di fatto, un passo avanti.La strada deve essere un'altra: colpire chi sbaglia, proteggere chi rispetta le regole.Ben venga una presenza forte e visibile delle forze dell'ordine. Ben vengano controlli mirati, interventi tempestivi, prevenzione concreta. Ma senza arretrare di un passo sul terreno della libertà.Perché una famiglia deve poter uscire la sera senza paura. Un commerciante deve poter lavorare senza essere penalizzato. Un cittadino deve poter vivere la propria città a qualsiasi ora.Se per sentirsi più sicuri si accetta di restringere tutto questo, allora bisogna avere il coraggio di dirlo: non è la delinquenza che sta arretrando.Per questo chiediamo che venga convocato al più presto un tavolo dalla Prefettura affinché tutti insieme categorie e rappresentanti del territorio e delle istituzioni si trovi la strada più opportuna da percorrere.