"Un tempo era una data cerchiata in rosso sul calendario di ogni carrarese. Le vie del centro si riempivano di bancarelle, profumi, voci, risate. L'odore dello zucchero filato che si mescolava al freddo di fine novembre, i palloncini colorati che svettavano sopra la folla, i bambini per mano ai genitori – felici, curiosi, immersi in una tradizione che apparteneva a tutti. Era una festa vera, popolare, identitaria. Oggi, purtroppo, di quella magia non resta che un ricordo sbiadito". Comincia così l'analisi dei consiglieri Simone Caffaz e Massimiliano Manuel in merito allo stato attuale della Fiera di Sant'Andrea con un confronto tra presente e passato.
"Anno dopo anno, amministrazione dopo amministrazione - continuano Caffaz e Manuel - abbiamo assistito a un lento declino. Miopia, mancanza di visione, totale incapacità di valorizzare ciò che rendeva Carrara una città viva. La Fiera è stata progressivamente soffocata, svuotata, spogliata del suo significato. Quest'anno lo spettacolo è stato desolante: pochi banchi, male distribuiti, intere zone vuote, un centro che sembrava più abbandonato che festoso.
È tutto ciò per precisa responsabilità dell'amministrazione che, nonostante i numerosi tentativi di stoppare il provvedimento dell'opposizione e della stessa commissione comunale, ha ottusamente proseguito nel proposito di revocare la concessione a quasi 25 operatori ambulanti storici a causa di un' assenza in una giornata negli anni passati in cui c'era allerta meteo arancione.
E pensare che, al quarto anno di Amministrazione e dopo i ripetuti nostri solleciti anche in questo senso, un albero di Natale decente in piazza Alberica sono riusciti a metterlo. Un dettaglio che però non può fare miracoli: non basta un albero per ridare anima a una città che da troppo tempo sembra spenta.
Il tanto sbandierato "rilancio del centro storico" di questa amministrazione è un fallimento evidente. E lo abbiamo visto chiaramente ieri: all'accensione delle luci, un momento che un tempo richiamava centinaia di persone, c'erano poche decine di presenti. Un segnale forte, inquietante, ma soprattutto doloroso. Perché significa che i cittadini non ci credono più. Non si sentono coinvolti, non si sentono rappresentati, non si sentono parte di un progetto.
Carrara merita molto di più di una fiera rachitica e di un centro che non sa più emozionare. Merita amministratori capaci di risvegliare le sue tradizioni anziché soffocarle. Merita una visione, un cuore, una direzione.
La Fiera di Sant'Andrea non è solo un evento mancato: è il simbolo di una sfiducia che cresce, di un legame spezzato, di una città che sta chiedendo sempre più forte di tornare a sentirsi viva".









