Due giorni fa il Consiglio Comunale di Massa ha approvato le tariffe TARI per il 2026, sulla base di un Piano Economico Finanziario validato dall'ATO Toscana Costa e ritenuto congruo rispetto ai criteri fissati da ARERA. Un via libera arrivato nonostante il voto contrario dell'opposizione, che in aula ha duramente contestato il metodo, se non il merito, del provvedimento.
A intervenire per Fratelli d'Italia è stato il consigliere comunale Bruno Tenerani, che ha aperto il suo intervento mettendo in discussione la reale corrispondenza tra costi e qualità del servizio: "Il servizio che i cittadini ricevono è davvero all'altezza di ciò che pagano? Perché basta uscire da quest'aula per vedere una realtà diversa."
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Tenerani ha descritto una situazione di degrado diffuso, citando "cassonetti pieni, rifiuti abbandonati, strade che rimangono sporche per giorni, cestini traboccanti e numerose segnalazioni da parte dei cittadini." Una condizione, ha precisato, "che molti vivono quotidianamente" e non una percezione isolata.
Il riferimento è al Piano che, per il 2026, prevede entrate tariffarie per circa 19,98 milioni di euro. Per il consigliere di FdI il nodo politico sta proprio nello scarto tra la regolarità formale degli atti e la percezione reale della città: "La validazione di un piano economico non coincide con una certificazione della qualità del servizio reso ai cittadini. È proprio qui che si apre il tema politico, che oggi siamo chiamati ad affrontare."
Tenerani ha comunque tenuto a chiarire che la contestazione del suo gruppo non riguarda il rispetto delle procedure: "Noi non contestiamo il rispetto delle norme di ARERA o dell'ATO Toscana Costa. Contestiamo che ci si limiti ad approvare numeri senza affrontare il problema principale: il decoro urbano."
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Nel passaggio più diretto del suo intervento, il consigliere ha elencato i termini con cui, a suo dire, i cittadini massesi valutano davvero il servizio: "Lo giudicano quando escono di casa. Lo giudicano vedendo i marciapiedi sporchi. Lo giudicano trovando rifiuti abbandonati. Lo giudicano quando devono convivere con situazioni che non sono degne di una città come Massa."
Da qui la richiesta rivolta all'Amministrazione: "Che l'Amministrazione non si limiti ad approvare le tariffe, ma pretenda dal gestore standard qualitativi più elevati, controlli più rigorosi e interventi più rapidi." Per Tenerani, a fronte di un costo annuo vicino ai venti milioni di euro, i cittadini "hanno il diritto di pretendere una città più pulita, controlli più efficaci e risultati concreti."
Il concetto è stato ribadito in chiusura di questa parte dell'intervento: "La TARI non deve essere soltanto una tassa da pagare. Deve essere il corrispettivo di un servizio che funziona. Oggi, purtroppo, molti cittadini hanno la sensazione di pagare sempre di più per ricevere sempre meno."
𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂 𝗙𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮
Tenerani ha poi allargato il discorso al futuro della società che gestisce il servizio rifiuti, parlando di criticità "ormai evidenti" che richiedono "un cambio di passo, fondato su competenza, autorevolezza e conoscenza della realtà aziendale." Su questa base ha indicato un nome per la guida dell'azienda: "Affidare la guida dell'azienda a Massimiliano Fornari rappresenterebbe una scelta di responsabilità." Secondo il consigliere, l'esperienza di Fornari, "la profonda conoscenza dell'organizzazione e il rapporto di stima e collaborazione costruito con i dipendenti" potrebbero permettere di "avviare un serio percorso di rilancio."
Il consigliere ha chiuso l'intervento definendo la linea del suo gruppo in Consiglio: "Come Fratelli d'Italia continueremo a sostenere tutte quelle scelte che avranno come unico obiettivo il buon funzionamento dei servizi, la tutela dei lavoratori e l'interesse della comunità massese, senza pregiudizi ma con la concretezza che i cittadini si aspettano da chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica."
TARI a Massa, Bruno Tenerani (Fratelli d'Italia): "Numeri in regola, città no. Il Consiglio approva, i cittadini restano con i sacchi in strada"
Scritto da Carmen Federico
Politica
31 Luglio 2026
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