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Scritto da Redazione
Politica
10 Ottobre 2020

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"Una nuova gara per vendere Sanac a un'altra azienda? Bisogna essere folli solo a pensarlo: significa mettere la testa del gruppo su un piatto d'argento a tutti gli altri competitor che possono tranquillamente spazzarla via dal panorama industriale. Uno scenario inaccettabile. Sanac e Taranto devono restare insieme ormai perché questa è la realtà che è stata costruita in anni di trattative. Con o senza Arcelor Mittal. Ma sempre insieme".

E' la posizione di Massimo Graziani, segretario Uiltec Toscana nord, confermata anche dopo la riunione con il nazionale del sindacato. Un'analisi che arriva a pochi giorni di distanza dal tavolo convocato al Ministero dello sviluppo economico per giovedì: incontro che è svolto in videoconferenza e che ha lasciato i sindacati con l'amaro in bocca. Non hanno partecipato i vertici di Arcelor Mittal e anche lo stesso governo ha lasciato le redini della discussione in mano a funzionari.

"C'è solo un aspetto positivo su questo tavolo al Mise: almeno si è svolto in videoconferenza e abbiamo risparmiato i soldi del biglietto. Per il resto il nulla, semplicemente vergognoso", commenta amareggiato Graziani che poi prosegue sul futuro della trattativa per Sanac da cui dipendono le sorti di tantissimi lavoratori, oltre un centinaio soltanto nello stabilimento di Massa: "Nei prossimi giorni tramite le assemblee con i lavoratori saranno prese decisioni sulle future iniziative che dovranno essere molto più incisive. Sanac era in passato una azienda del gruppo Ilva e anzi da essa aveva una certa autonomia nel senso che oltre a fornire materia prime a Taranto aveva clienti nel mercato ma da 7 anni è stata spogliata di tutto. Autonomia, capacità imprenditoriale, attività commerciale e disponibilità economiche. E qualcuno avrebbe il coraggio di proporre una nuova asta a queste condizioni: sarebbe la fine di Sanac. L'unica soluzione è che Arcelor Mittal vada alla sua acquisizione – conclude il segretario Uiltec Toscana Nord -. Immediatamente e comunque entro la scadenza della sua fideiussione, senza altri rinvii e proroghe. In caso contrario deve diventare un'azienda collegata a Taranto, di fatto deve diventare un reparto distaccato delle acciaierie in un unico asset di vendita che coinvolga entrambe le realtà".

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