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Scritto da Redazione
Politica
26 Settembre 2020

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“Vergognosa e indescrivibile”: così la maggior parte dei genitori dei bambini dell’asilo Giampaoli e i membri del Comitato Scuola Villa Ceci hanno definito tutta la faccenda relativa alla struttura di via Marco Polo che li ha visti protagonisti di ben tre azioni di protesta nei confronti dell’amministrazione carrarese e che li vede, ancora oggi, a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, con i propri bambini a casa per mancanza di una soluzione che bypassi il ritardo dei lavori previsti dal comune per l’asilo Giampaoli. 

Dopo  informazioni relative allo stato dei lavori per lo più taciute o mal comunicate per tutto il corso dell’estate, dopo il continuo scarica barili tra amministratori e dirigenti scolastici, dopo infiniti sopralluoghi nei locali della parrocchia della Santissima annunziata, indicata dai genitori stessi come soluzione e accolta come più papabile via d’uscita per permettere ai bambini del Giampaoli l’ingresso e la permanenza a scuola fino alla seconda metà di ottobre, quando si prevede che termineranno i lavori, soprattutto dopo le continue promesse sempre venute meno da parte dei responsabili della situazione, ieri è arrivata anche l’ennesima beffa  che ha visto, da un lato, saltare il pur debole accordo fatto nella mattinata tra sindaco e genitori di mandare a scuola i bambini facendo una dichiarazione di assunzione di responsabilità a causa della mancanza della dirigente scolastica che proprio ieri ha annunciato il suo avvenuto trasferimento altrove, dall’altro ha visto comunicare una possibile soluzione - peraltro sempre stata presente, ma mai contemplata prima dall’amministrazione – e cioè trasferire l’asilo Giampaoli nella Scuola di Musica a Carrara, attraverso un  comunicato inviato solo alla stampa, senza un confronto né una previa comunicazione diretta al comitato genitori.

Comunicato nel quale, tra l’altro,  viene affermato che: “all’inizio di questa settimana i bambini della Giampaoli hanno comunque iniziato l’attività didattica alternata, secondo la programmazione avviata presso il plesso di via Lunense.” mentre, in realtà, gli 85 bambini della Giampaoli sono tuttora a casa dall’inizio di marzo 2020 e la possibilità di essere inseriti nel plesso della Lunense, a giorni alternati, ancora non avviata,  ha comunque fatto sollevare i genitori dei bambini di quella scuola che, in questo modo, perderebbero le aule per la mensa.

Raggiunto il limite della saturazione, i genitori e il comitato hanno voluto far sapere: “La maggioranza dei genitori dell'asilo Giampaoli e il comitato genitori ritengono che tutto quello che è successo dalla settimana prima del 14 settembre fino ad oggi sia di una gravità e di una incompetenza indescrivibili. L'inadeguatezza amministrativa coincide con una mancanza di rispetto, di buon senso e di umanità nei confronti prima dei bambini e poi delle famiglie. Il fatto che al 26 di settembre i bambini di un asilo non abbiano un posto dove andare dimostra l'incompetenza di tutte le parti coinvolte. Aggiungiamo, inoltre, che se non fosse stato per i genitori, i bambini erano dentro ai container o addirittura a casa dall'asilo come, in verità, sono oggi, senza che nessuno si interessasse minimamente. Non c'è piaciuto per nulla il comportamento dell'amministrazione che non si è smentita rispetto ad altre volte e non ci è piaciuto il comportamento della scuola che è rimasta senza preside senza che ci venisse comunicato alcunchè, mentre noi stavamo trattando con l'amministrazione, né ci piace che  ad oggi non abbiamo alcuna comunicazione  da parte della scuola né da parte del sindaco, sulla soluzione che avevamo concordato ieri in Piazza II giugno davanti alla stampa. Attendiamo dunque ulteriori sviluppi riservandoci in queste ore di manifestare ulteriormente a mezzo stampa il nostro dissenso e la nostra rabbia i cittadini paganti le tasse e aventi diritto a una scuola decente non qualunquista e improvvisata per i loro figli.”

I genitori della Giampaoli hanno anche  voluto ricordare all’amministrazione la proposta, avanzata da alcuni, di utilizzare gli spazi dell’ex scuola media Da Vinci di Avenza.

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