In merito alle recenti dichiarazioni diffuse da un esponente del Partito Democratico sull'iniziativa del presidio contro il CPR, l'assessore del Comune di Aulla Katia Tomè interviene per chiarire il significato della mobilitazione e rispondere alle accuse di strumentalizzazione .«Un presidio H24 non è un luogo di bivacco permanente né una passerella, tantomeno un'esibizione a uso e consumo dei social a ogni ora del giorno. È una presenza costante, vigile e simbolica, che richiede che il presidio sia garantito in ogni momento. Ed è ciò che stiamo facendo ininterrottamente da venerdì 18 settembre, con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione su un tema cruciale per la nostra comunità.Non mi sono mai sentita né definita un "capopopolo". Mi sento semplicemente al servizio della comunità: lo sono per professione, lo sono come volontaria e lo sono come amministratore locale. Per me esserci significa dimostrarlo con i fatti, mettendoci la faccia, il tempo e la presenza sul territorio.La mia storia personale e amministrativa parla per me e credo che i cittadini la conoscano, così come conoscono l'impegno che ho cercato di garantire anche nei momenti più difficili, a partire dagli anni della pandemia da Covid-19. È questo il mio modo di intendere l'impegno pubblico: esserci quando serve. Se il Partito Democratico ha ulteriori idee, iniziative o proposte concrete per contrastare l'ipotesi del CPR, credo sia giusto che le metta a disposizione della comunità. Su una questione così importante, il confronto dovrebbe servire a rafforzare un obiettivo comune e non a trasformarsi in una competizione tra chi è più o meno contrario.
Resta inoltre un dato politico e istituzionale: l'Amministrazione comunale di Aulla ha espresso la propria contrarietà alla realizzazione del CPR sul territorio fin dal 2023. Mi chiedo quindi quale beneficio possa portare alla comunità trasformare le diverse modalità con cui viene espresso questo "no" in un terreno di scontro tra forze politiche». Sul prossimo incontro annunciato a Pallerone, Tomè ribadisce la propria disponibilità:«Ben vengano tutte le iniziative sul territorio. Confermo fin d'ora la mia piena disponibilità a convergere verso una mobilitazione più ampia, trasversale e articolata su più fronti. Se l'obiettivo è tutelare Aulla e la Lunigiana, credo che sia molto più utile unire le forze che dividerle. Abito a Canova e le mie origini sono a Bardine di Gorasco: questa terra la conosco, la vivo e la amo. L'eventuale apertura di un CPR non è una questione che riguarda esclusivamente Pallerone, ma investe l'intero territorio di Aulla e, più in generale, la Lunigiana, oltre a porre questioni che considero profondamente rilevanti anche sul piano umano e morale.
Ci tengo infine a ribadire che il presidio è nato da una mia iniziativa personale, indipendente dall'Amministrazione comunale, e dalla volontà di essere concretamente presente sul territorio e al fianco della comunità.
Alle polemiche preferisco rispondere continuando a esserci. Rimango a disposizione di cittadini, associazioni e forze politiche che vogliano lavorare insieme, in maniera concreta, per il bene di Aulla e della Lunigiana».
"Non sono una capopopolo": l'assessore Katia Tomè replica alle critiche del Pd sulla sua iniziativa di un presidio contro il Cpr di Aulla
Scritto da Redazione
Aulla
25 Settembre 2026
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