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Scritto da Redazione
Cronaca
31 Agosto 2026

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"West Nile e Dengue, l'allarme era stato lanciato. Il Consorzio di Bonifica dov'era?", si domanda Maria Teresa Baldini, consigliere del Consorzio di Bonifica, che scrive:

"In Toscana aumentano i casi di malattie trasmesse dalle zanzare. Mentre in Emilia-Romagna si previene, dal Consorzio 1 Toscana Nord ancora nessuna risposta alle richieste

Questa volta non si potrà dire che nessuno aveva avvertito.

Oltre un anno  fa avevo lanciato l'allarme e sollecitato il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord e ANBI Toscana ad attivarsi prima che il problema diventasse un'emergenza sanitaria. Avevo chiesto di individuare le aree soggette a ristagno, di programmare interventi mirati e soprattutto di costruire un coordinamento stabile con Comuni e autorità sanitarie.La risposta, nei fatti, non è arrivata.

E oggi arrivano invece i casi.

In Toscana sono stati recentemente accertati casi di Dengue, con interventi di disinfestazione attivati nei territori interessati, mentre il West Nile continua a circolare in Italia e il tema delle malattie trasmesse dalle zanzare assume una dimensione sempre più rilevante.

A questo punto qualcuno dovrebbe spiegare perché, di fronte a un rischio che era stato segnalato con largo anticipo, il Consorzio 1 Toscana Nord non abbia ritenuto necessario mettere in campo una vera strategia preventiva nel proprio comprensorio.

Quando viene accertato un caso di Dengue, giustamente, i Comuni e le autorità sanitarie intervengono con disinfestazioni mirate, sia contro le zanzare adulte sia contro le larve.

Ma la domanda è un'altra: perché aspettare sempre che il problema si manifesti prima di intervenire?

Ai cittadini viene chiesto di eliminare ogni possibile ristagno d'acqua, di svuotare i sottovasi, di evitare qualsiasi situazione che possa favorire la proliferazione delle zanzare. È giusto.

Ma la prevenzione non può essere a senso unico.

Anche le istituzioni devono dare il buon esempio fare la loro parte, ciascuna per le proprie competenze. E il Consorzio di bonifica, attraverso la gestione e la manutenzione del reticolo idraulico e del territorio, non può considerarsi estraneo a una strategia preventiva che riguardi le condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione delle zanzare.

In Emilia-Romagna si cerca il virus prima che arrivi alle persone

Il confronto con l'Emilia-Romagna è impietoso.

Lì è stato costruito un sistema di sorveglianza che permette di individuare precocemente la presenza del West Nile nelle zanzare. Nel corso dell'estate sono stati individuati campioni positivi in diverse province, consentendo alle autorità di rafforzare tempestivamente le misure di prevenzione.

Questa è la differenza tra gestire un'emergenza e prevenirla.

E non è neppure vero che in Toscana non esistano esempi da seguire. Nella Valdichiana aretina, infatti, il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno ha partecipato a un'attività coordinata con Comuni, ASL e altri soggetti proprio per contenere la diffusione delle zanzare e affrontare il rischio West Nile.

Allora la domanda diventa inevitabile: perché quello che è possibile fare in altre realtà non dovrebbe essere possibile anche nel territorio del Consorzio 1 Toscana Nord? 

Tanta comunicazione, poca prevenzione

Il presidente Sodino è molto attivo nel raccontare sui giornali e sui social ma un ente pubblico non si misura dalla quantità di comunicati che produce: si misura dalla capacità di affrontare per tempo i problemi del territorio.

E oggi il problema delle zanzare non è più una questione teorica.

Il cambiamento climatico sta creando condizioni sempre più favorevoli alla proliferazione e alla diffusione di specie di zanzare capaci di trasmettere malattie che fino a pochi anni fa sembravano lontane dalla nostra realtà.

Per questo continuare a ragionare come se il problema riguardasse soltanto la disinfestazione successiva alla comparsa di un caso significa non aver compreso che la prevenzione deve essere programmata prima.

Avevo chiesto al Consorzio di farlo, un anno dopo sono ancora qui a chiederlo.

Il presidente Sodino dica finalmente cosa è stato fatto

A questo punto non servono altri proclami.

Serve una risposta precisa.

Quante aree a rischio ristagno sono state individuate dal Consorzio 1 Toscana Nord? Quali interventi preventivi sono stati effettuati?

Quale coordinamento è stato attivato con i Comuni e con le autorità sanitarie?

Esiste un piano specifico per affrontare la crescente presenza delle zanzare e il rischio West Nile e Dengue?

E, soprattutto, perché non è stato fatto prima, quando la necessità di prevenire era stata già segnalata?

Sono domande semplici, alle quali il presidente del Consorzio dovrebbe rispondere pubblicamente.

Perché di fronte a rischi nuovi non basta ripetere che "si fa già quello che si può fare".

Chi governa un territorio deve essere capace di capire che le condizioni stanno cambiando e deve dare indirizzi nuovi per affrontare problemi nuovi.

La bonifica, del resto, è nata anche per risanare territori caratterizzati da acque stagnanti e condizioni insalubri. Oggi non possiamo certo pretendere che il Consorzio svolga le funzioni delle autorità sanitarie, ma possiamo e dobbiamo pretendere che faccia la propria parte nella prevenzione ambientale.

I cittadini pagano ogni anno un contributo di bonifica e hanno diritto a un ente che non sia soltanto efficiente nella comunicazione, ma anche lungimirante nella prevenzione.

West Nile e Dengue ci stanno dicendo che il problema è già arrivato.

Io lo avevo segnalato prima.

Adesso il presidente Sodini non si limiti alla propaganda.

Dica ai cittadini cosa ha fatto il Consorzio e, soprattutto, cosa intende fare per prevenire ciò che potrebbe accadere domani".

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