Nuova frana nella montagna massese, la segnala il Circolo della Montagna Rifondazione Comunista Massa che spiega: " La frazione di Ilci, sopra Forno, lungo la strada per il Vergheto, è rimasta isolata nei giorni scorsi. A causa delle ultime insistenti piogge, si sono verificati nuovi smottamenti dal solito versante franoso, che i cittadini denunciano da tempo. Sei famiglie sono rimaste bloccate, nessuno è andato a lavoro o a scuola. Gli abitanti sono, giustamente, esasperati dalla situazione e segnalano come nulla venga fatto se non una pulizia sommaria, senza mettere realmente in sicurezza il territorio. Ricordiamo che lo scorso 22 ottobre, con la determina di pulizia
- 2391, era stata deliberata la messa in sicurezza del versante franoso che interessa da tempo Ilci. È evidente che questo non è stato fatto, o è stato fatto in maniera superficiale. Di questo chiediamo conto all'amministrazione, incapace di verificare se quello che essa stessa delibera venga portato a compimento. Sempre a Forno segnaliamo che gli smottamenti verificatesi nella strada pensata come accesso di emergenza al paese, che parte da Ponte di Forno e che si congiunge con Via Campi, sulla destra del Frigido, non sono stati minimamente toccati da novembre. In un punto, alcuni alberi sono franati e sono in bilico sopra i fili dell'elettricità, rischiando di tranciarli e lasciare al buio e al freddo l'intero abitato. Chiediamo non solo che vengano rimossi al più presto, ma che l'intera strada sia rimessa in sicurezza e che venga utilizzata come strada alternativa di accesso al paese in casi straordinari. Ad oggi, infatti, in caso di emergenza il paese rimarrebbe isolato.
Gli eventi franosi che hanno avuto luogo in questi ultimi mesi, ormai numerosi, ci testimoniamo come il nostro territorio sia estremamente fragile da questo punto di vista, anche i numeri lo confermano. I dati forniti da Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) tramite IdroGeo, piattaforma italiana sul dissesto idrogeologico, raccontano che ben 15.056 abitanti della nostra provincia vivono in un territorio a rischio elevato o molto elevato di dissesto idrogeologico (8 per cento). Di queste, 5.883 sono nel Comune di Massa. Sono dati tra i più alti d'Italia. Sempre secondo il rapporto Ispra, non si tratta di un'emergenza episodica, ma di una condizione geologica permanente che richiede un monitoraggio continuo e una gestione attenta del territorio, volta alla prevenzione più che alla sola risposta all’emergenza. Ed è qui che si entra nelle note dolenti: nulla è stato fatto da parte dell'amministrazione, i paesi montani sono lasciati nel dimenticatoio, la strada principale per Casette non è stata ancora messa in sicurezza e una famiglia è fuori casa da tre mesi ormai, e nessun progetto PNRR sul dissesto idrogeologico è stato presentato; come se il problema non esistesse. È di pochi giorni fa la notizia che verrà messo in sicurezza il sentiero del Bizzarro grazie ad un finanziamento di 169 mila euro della Regione. Ricordiamo che il sentiero, però, è di proprietà del comune e avrebbe dovuto farsene carico, ma in questi anni l'amministrazione non ha fatto assolutamente nulla, a parte delimitare l'area interessata. Si è scelto di destinare fondi altrove, per distruggere, ad esempio, l'area verde di Casa Ascoli, consumando ulteriore suolo e contribuendo all'aggravamento del rischio idrogeologico del territorio, acquistando il terreno per 356 mila euro, privando i pazienti di un luogo verde con la scusa dell'emergenza abitativa in città, quando ci sono appartamenti comunali vuoti che potevano essere risistemati per l'occasione. Tutto questo fa capire quanta attenzione abbia questa amministrazione verso i cittadini dei paesi della montagna e verso il problema, enorme, del dissesto idrogeologico".









