Ci sono saluti che si scrivono con la penna del cronista, e saluti che si scrivono con il cuore. Questo è il secondo caso.A nome di tutti gli associati de La Rivincita, mi rivolgo oggi al colonnello Alessandro Dominici, al colonnello Francesco Guzzo e al maggiore Alessandro Manneschi, che questa mattina hanno lasciato il Comando Provinciale dei Carabinieri di Massa Carrara per intraprendere nuovi percorsi professionali. Lo faccio non con la distanza istituzionale che pure il mio ruolo di avvocato talvolta impone, ma con la vicinanza di chi, in questi anni, li ha visti lavorare da vicino, ogni volta che la nostra associazione ha chiesto la loro presenza, il loro sostegno, la loro fiducia.
𝐔𝐧 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚
La Rivincita non è soltanto un nome. È un progetto fatto di incontri nelle scuole, di ragazzi che imparano cosa significhi davvero la parola legalità, di pomeriggi passati a costruire, insieme alle forze dell'ordine, percorsi educativi che restano impressi molto più di qualsiasi lezione frontale. E in questo percorso l'Arma dei Carabinieri di Massa Carrara non è mai stata un ospite distratto: è stata parte attiva, presente, generosa di tempo e di competenza.
Ogni volta che abbiamo organizzato un'iniziativa rivolta ai giovani del nostro territorio, il Comando Provinciale ha risposto presente. Non per dovere istituzionale, ma con quella convinzione autentica che si riconosce solo in chi crede davvero in ciò che fa. Ufficiali e comandanti hanno incontrato i nostri ragazzi, hanno parlato con loro, li hanno ascoltati: ed è proprio in questo ascolto reciproco che si costruisce, giorno dopo giorno, la fiducia tra cittadini e istituzioni.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐃𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢: 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
Se dovessi scegliere un nome su cui soffermarmi più a lungo, sarebbe quello del colonnello Alessandro Dominici. In questi due anni alla guida del Comando Provinciale, ha saputo essere una presenza costante, umana, mai fredda dietro le stellette. Ha portato avanti con dedizione le iniziative dedicate ai più vulnerabili, ha seguito con sensibilità particolare il tema della tutela delle vittime di reati di genere, ha voluto che le scuole restassero al centro dell'attenzione dell'Arma, in un momento storico in cui parlare di legalità ai giovani non è mai stato così necessario.
L'ho visto, in più occasioni, mettere la persona prima della procedura, l'ascolto prima del protocollo. L'ho visto commuoversi, come ha raccontato lui stesso nel giorno del suo congedo, ricordando il dolore della comunità per l'omicidio Bongiorni e la forza di quella fiaccolata che ha stretto un'intera città attorno a una famiglia ferita. Chi sa provare quel tipo di commozione, restando comunque saldo nel proprio ruolo di comando, lascia un'impronta che va ben oltre la durata di un incarico.
A lui, personalmente e a nome di tutti gli associati de La Rivincita, va un ringraziamento che non è formalità, ma gratitudine vera: grazie per aver creduto in un progetto fatto di ragazzi, di aule, di parole difficili rese semplici. Grazie per non aver mai fatto mancare la sua presenza, né quella dei suoi uomini, quando gliela abbiamo chiesta.
𝐔𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢
Questo ringraziamento non è solo mio. Lo sento di dover allargare, con altrettanta sincerità, a tutti gli artisti che in questi anni hanno prestato il loro talento ai progetti de La Rivincita — a chi ha dipinto, a chi ha esposto, a chi ha messo la propria arte al servizio della sensibilizzazione contro la violenza, dalla mostra itinerante "La Piuma e il Sasso" ai tanti momenti di incontro nelle piazze e nei palazzi storici della nostra provincia. E lo sento di doverlo allargare, con la stessa intensità, ai ragazzi e alle ragazze delle scuole che hanno affollato le nostre iniziative: quelli che hanno tagliato nastri tricolore accanto ai loro sindaci, quelli che hanno alzato la mano nei convegni sul bullismo e sul cyberbullismo, quelli che hanno guardato con occhi curiosi una divisa dell'Arma imparando a non temerla, ma a riconoscerla come presenza amica.
In ogni fotografia che custodiamo di questi anni — nelle sale affrescate del Palazzo Ducale, sotto i portici, tra i banchi di un liceo, davanti a un microfono in un convegno sul disagio giovanile — c'è sempre stata, al fianco nostro, una divisa dell'Arma. Ed è per questo che oggi il grazie de La Rivincita non è un grazie a un'istituzione astratta, ma a persone in carne e ossa che hanno scelto, ogni volta, di esserci.
𝐔𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐠𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢
Lo stesso sentimento va al colonnello Francesco Guzzo, che in otto anni di servizio nella nostra provincia ha rappresentato il volto più operativo e meno visibile dell'Arma, quello fatto di indagini silenziose e di un lavoro che raramente arriva alle cronache ma che è fondamento di ogni sicurezza. E va al maggiore Alessandro Manneschi, che per cinque anni ha guidato la Compagnia di Massa con una presenza costante sul territorio, dalle strade della città alle valli della Lunigiana.
A tutti e tre, oggi, La Rivincita dice grazie. Non è un addio definitivo, perché quello che è stato costruito insieme — un metodo, una collaborazione, un modo di intendere il rapporto tra istituzioni e comunità — resta, e sarà la base su cui continuare a lavorare con chi arriverà a raccogliere questa eredità.
𝐁𝐮𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨
Al colonnello Andrea Fabi, al tenente colonnello Stefano Covolo, al tenente colonnello Andrea Cassarà e al capitano Aldo Gargiulo, che da oggi guidano il nuovo corso del Comando Provinciale di Massa Carrara, va il benvenuto più sincero de La Rivincita. La porta della nostra associazione resta aperta, come lo è sempre stata, perché la legalità non conosce pause e i nostri ragazzi hanno ancora bisogno di essere ascoltati.
Ma oggi, prima di guardare avanti, La Rivincita si ferma un momento a guardare indietro, con gratitudine. Grazie, colonnello Dominici. Grazie, colonnello Guzzo. Grazie, maggiore Manneschi. Massa Carrara, e con essa tutti noi, non dimentica.
Avvocato Carmela Federico
Presidente Associazione La Rivincita, a nome di tutti gli associati, degli artisti che con noi hanno condiviso questo cammino e dei tanti giovani che lo hanno reso vivo
Grazie, colonnello Dominici: il saluto de La Rivincita a chi ha creduto in noi
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
02 Settembre 2026
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