«Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale, con i nostri uffici siamo già al lavoro per comprendere nel dettaglio quali saranno le ripercussioni future della bocciatura degli articoli della legge regionale del 2025. Appare tuttavia evidente come questa non abbia ripercussioni sul periodo transitorio - dice il sindaco di Carrara Serena Arrighi -. In questa fase così delicata è in ogni caso necessario fare valutazioni attente e precise prima di lasciarsi andare, come si legge oggi, a commenti trionfalistici o a dichiarazioni tranchant. Per quanto riguarda il Comune di Carrara la sentenza non stavolge e non scalfisce i regolamenti già approvati. A Carrara da oltre due anni ormai tutte le società di escavazione hanno firmato delle nuove convenzioni impegnandosi a rispettare l'obbligo della filiera corta, vale a dire hanno messo nero su bianco il proprio impegno a contribuire alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio reinvestendo qui una parte importante della ricchezza che guadagnano dallo sfruttamento di un bene della collettività. Noi crediamo che questo sia un passaggio importante e necessario che chiunque viva e lavori nel nostro territorio dovrebbe avere a cuore». Il sindaco entra poi nel merito della sentenza e delle ripercussioni sui regolamenti del Comune di Carrara. «Le convenzioni che sono state sottoscritte parlano chiaro e fissano per tutti obblighi precisi rispetto ai quali la sentenza della Corte Costituzionale non cambia nulla – prosegue Arrighi - Alla base delle nuove convenzioni c'è un articolo, il 38 della legge regionale cave del 2015, che l'attuale sentenza della Corte Costituzionale non mette in discussione, al contrario. Nel proprio dispositivo i giudici riconoscono in maniera chiara la particolare specificità del procedimento di proroga del Comune di Carrara non eccependo la violazione di alcun dettato costituzionale nella stessa previsione legislativa regionale. Tutti i dispositivi e tutti i regolamenti del Comune di Carrara sono antecedenti alla legge regionale del 2025 oggetto della sentenza della corte costituzionale e quindi non sono da questa influenzati».
"La sentenza della Corte Costituzionale sulla filiera del marmo non cambia nulla dei regolamenti già approvati: lo sostiene il sindaco Arrighi ma ammette che gli uffici stanno valutando le ripercussioni del provvedimento
Scritto da Redazione
Cronaca
29 Maggio 2026
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