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Scritto da Redazione
Cronaca
04 Settembre 2026

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Il Garante per i diritti della persona con disabilità del Comune di Carrara  avv. Mario Malatesta, condivide pienamente la posizione dell'Osservatorio Provinciale sulla carenza del personale per il sostegno per l'anno scolastico 2026/2027, alla luce della circolare della USR Toscana.Infatti, da una prima verifica ancora da completare attraverso l'acquisizione degli atti e dei dati ufficiali, emergerebbe per la nostra provincia una riduzione di circa 60 cattedre rispetto alle richieste formulate dalle istituzioni scolastiche, con particolare incidenza sulle scuole secondarie di primo e secondo grado.Il dato merita un immediato approfondimento, perché le richieste delle scuole non sono il risultato di una semplice valutazione numerica dell'organico disponibile. Esse derivano dal lavoro svolto per ciascun alunno dal Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione, composto dai docenti, dalla famiglia, dalle figure professionali che seguono lo studente e, con il necessario supporto, dall'unità di valutazione multidisciplinare. È all'interno di questo percorso che vengono individuati i bisogni educativi e le misure necessarie a rendere effettivo il diritto all'inclusione.La normativa stabilisce che il Piano educativo individualizzato, elaborato e approvato dal GLO, deve esplicitare le modalità del sostegno didattico e contenere la proposta del numero di ore di sostegno, sulla base del profilo di funzionamento e delle concrete esigenze dell'alunno. Il dirigente scolastico trasmette quindi all'Ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno formulata sulla base dei PEI. Art. 7 del decreto legislativo n. 66/2017 e art. 9 del decreto legislativo n. 66/2017.
 
Questo non significa che ogni indicazione contenuta in un PEI possa essere considerata automaticamente intangibile in qualunque fase e indipendentemente da ogni valutazione successiva. Il PEI è soggetto a verifiche e può essere aggiornato quando cambiano le condizioni di funzionamento della persona. Significa, però, che l'eventuale riduzione delle ore non può essere giustificata dal solo richiamo alla carenza di organico, a esigenze organizzative o a vincoli di bilancio, senza una valutazione individualizzata, collegiale, aggiornata e adeguatamente motivata.
 
La giurisprudenza amministrativa toscana ha più volte affermato che, una volta definito il fabbisogno attraverso il PEI, l'amministrazione non può discostarsene in modo arbitrario. Esiste giurisprudenza del TAR Toscana che ha escluso il potere del dirigente scolastico di modificare unilateralmente e in senso peggiorativo il piano senza il coinvolgimento dei soggetti competenti. Nello stesso senso ha ritenuto illegittima la riduzione delle ore motivata dalla sola carenza di docenti di sostegno, in assenza di un nuovo PEI fondato su una valutazione aggiornata delle esigenze dell'alunno. Principi chiariti anche dalla Corte Costituzionale.
 
Il quadro normativo attribuisce allo Stato, attraverso l'amministrazione scolastica, il compito di assegnare i docenti per il sostegno didattico, mentre agli enti territoriali spettano, secondo le rispettive competenze, gli interventi per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione, il trasporto e l'accessibilità. Art. 3 del decreto legislativo n. 66/2017. È quindi necessario distinguere con chiarezza le diverse misure di sostegno, evitando che la riduzione di una prestazione venga compensata soltanto formalmente con interventi diversi e non equivalenti rispetto ai bisogni accertati.
 
La questione non riguarda soltanto il numero delle cattedre, ma la qualità e l'effettività dell'inclusione scolastica. Ogni riduzione generalizzata, non collegata alle condizioni della singola persona e non sorretta da una motivazione verificabile, rischia di trasformare il progetto individualizzato in un adempimento privo di concreta efficacia. Ne deriverebbe un aggravio sulle famiglie, sugli insegnanti e sugli stessi istituti scolastici, oltre a una possibile compromissione della continuità educativa e della partecipazione dello studente alla vita scolastica.
 
Anche sotto il profilo della tutela, la giurisprudenza ha riconosciuto che l'assegnazione di un numero di ore inferiore a quello necessario, se illegittima e concretamente lesiva, può fondare una domanda risarcitoria. La valutazione del danno, tuttavia, deve essere effettuata caso per caso, sulla base della durata della violazione, della concreta incidenza sull'inclusione e della prova dei pregiudizi subiti. Non è quindi corretto prospettare un risarcimento automatico per ogni riduzione, ma è altrettanto improprio considerare priva di conseguenze una carenza di sostegno che abbia impedito il pieno esercizio del diritto allo studio.Come Garante delle persone con disabilità ritengo necessario che, prima dell'avvio dell'anno scolastico, siano acquisiti dall'Ufficio scolastico regionale e dagli altri soggetti competenti i dati completi relativi alla provincia di Massa-Carrara: numero delle richieste formulate dalle scuole, numero dei posti assegnati, criteri utilizzati, distribuzione per ordine di scuola e modalità previste per affrontare le situazioni individuali eventualmente rimaste prive di adeguata copertura. Per questo mi associo alla proposta di un incontro con le due Consulte, le istituzioni scolastiche, l'Ufficio scolastico territoriale, la Provincia, i Comuni, l'Azienda sanitaria e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità. L'obiettivo non è alimentare una contrapposizione istituzionale, ma verificare tempestivamente che ogni studente disponga delle misure necessarie sulla base del proprio PEI e che eventuali scostamenti siano frutto di valutazioni individuali, espresse dagli organi competenti e adeguatamente motivate.L'inclusione scolastica non può essere affidata alla capacità delle singole famiglie di contestare le carenze davanti un giudice. Deve essere garantita in modo uniforme, trasparente e tempestivo, come diritto di ogni studentessa e di ogni studente. In vista dell'anno scolastico 2026/2027, chiedo quindi un confronto immediato sulle decisioni assunte e sulle soluzioni concretamente disponibili, affinché nessun alunno con disabilità sia costretto a iniziare il proprio percorso scolastico con un sostegno inferiore a quello richiesto dalle sue effettive esigenze.
 Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca nazionale, invito tutte le Istituzioni interessate ad essere attente e sensibili alla questione perché nessuno deve essere lasciato solo e tutti hanno diritto ad essere tutelati.
 
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