Anche quest'anno Pontremoli, la Città del Libro, ha accolto la sedicesima edizione del Premio IusArteLibri – Il Ponte della Legalità, in occasione della 74ª edizione del Premio Bancarella. Un appuntamento che si conferma tappa fissa per chi crede nel dialogo tra letteratura e cultura della legalità.Un'edizione, quella di quest'anno, che porta con sé anche il ricordo di un passaggio importante per il premio: nel 2025 era stata infatti l'associazione La Rivincita, guidata dalla sua presidente avv. Carmela Federico, a far approdare IusArteLibri a Massa, grazie alla sinergia costruita con la Provincia di Massa Carrara e con l'allora presidente Gianni Lorenzetti, che aveva creduto fin da subito in questo splendido progetto. Un riconoscimento che va anche a chi ha ideato e portato avanti negli anni questa iniziativa: l'avvocato Antonella Sotira, presidente dell'associazione di avvocati e magistrati IusGustando, autrice del progetto culturale che unisce narrativa e impegno civile.
I voti dei 72 lettori-giurati provenienti dai collegi di Roma, Roccella Jonica e Massa-Pontremoli hanno decretato il valore delle sei opere selezionate per l'edizione 2026. Ecco i romanzi in gara e i loro autori, con le preferenze raccolte:
"𝐈𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚. 𝐋𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐞" (Castelvecchi), di Civita di Russo – 504 preferenze;
"𝐏𝐞𝐩𝐢 𝐥'𝐀𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨" (Rubbettino), di Rossella Scherl – 540 preferenze;
"𝐋𝐚𝐳𝐚𝐫𝐞. 𝐒𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐞𝐮𝐫" (Castelvecchi), di Ennio Stamile – 579 preferenze, a cui va anche il riconoscimento speciale "IusIncanto";
"𝐈𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐬𝐚. 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐮𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 '𝐧𝐝𝐫𝐚𝐧𝐠𝐡𝐞𝐭𝐚" (Rubbettino), della magistrata Marisa Manzini – 584 preferenze;
"𝐋𝐚 𝐂𝐨𝐥𝐩𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞" (Morellini), della scrittrice e consigliera di Cassazione Daniela Dawan – 602 preferenze;
"𝐔𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝'𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚" (Linea Edizioni), di Fabio Pilato – 630 preferenze, il più votato tra i sei in concorso.
Sono proprio i tre romanzi più votati – quelli di Marisa Manzini, Daniela Dawan e Fabio Pilato – a salire sul podio e ad arrivare a Pontremoli, dove vengono presentati al pubblico del Premio Bancarella e proclamati davanti alla giuria finale composta dal direttivo di IusArteLibri. Con 630 preferenze, "𝐔𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝'𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚" di Fabio Pilato si conferma il romanzo vincitore dell'edizione 2026.
La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 26 luglio a Palazzo Dosi-Magnavacca, a Pontremoli, nell'ambito del programma ufficiale della 74ª edizione del Premio Bancarella. A consegnare i riconoscimenti agli autori sono stati i componenti del direttivo di IusArteLibri – tra cui l'avv. Monica Schipani, la giudice Fiammetta Palmieri, la scrittrice Fabia Baldi – insieme al presidente della Fondazione Città del Libro Ignazio Landi e alle altre autorità locali presenti.
Ciascuna opera intreccia vicende personali o storie ispirate a fatti reali con il tema conduttore dell'edizione 2026, "Non c'è futuro senza memoria", che ha accompagnato tredici presentazioni romane prima di arrivare alla cerimonia conclusiva di Pontremoli.
Sempre nell'ambito del programma ufficiale del Bancarella trova spazio la presentazione del romanzo "𝐋𝐚𝐳𝐚𝐫𝐞. 𝐒𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐞𝐮𝐫" di Ennio Stamile: un racconto che, pur immerso nel fascino dell'Africa, non nasconde la fatica quotidiana di bambini costretti a spaccare pietre, capaci comunque di non arrendersi alla speranza e all'affetto. Proprio a questa intensa prova di scrittura andrà il premio speciale "IusIncanto", nato in omaggio alla poetessa Antonella Pagano e al suo modo di intendere la parola come gesto concreto, capace di trasformarsi in azione sociale. Non a caso don Ennio destina i proventi del libro all'Associazione di Volontariato San Benedetto Abate, realtà da lui creata per combattere la povertà educativa ed economica.
Nel pomeriggio di domenica 26 luglio la presidente di IusArteLibri anticiperà anche il tema della prossima edizione, quella del 2027, presentando il libro di Cristiano Ceresani "2033. Quando la terra divenne cielo" (Cantagalli), definito una lettura capace di guardare al futuro con uno sguardo fuori dagli schemi.
IusArteLibri si conferma così un vero e proprio laboratorio di idee, valori e opere, dove la scrittura dialoga con il mondo del diritto e costruisce un ponte tra legalità, arte e cittadinanza attiva, inserendosi con naturalezza nella tradizione culturale dei librai di Pontremoli e nella storia del Premio Bancarella.
Le giornate pontremolesi di IusArteLibri si chiuderanno insieme al momento più atteso della manifestazione: il tradizionale, lento conteggio dei voti che decreterà i sei libri finalisti della 74ª edizione del Premio Bancarella, con la speranza diffusa che possa arrivare un buon riscontro anche per il romanzo "Mi chiamo Ruggine" (Castelvecchi), scritto dall'avvocato Gianlivio Fasciano.
Il legale, esperto di diritto del lavoro, non è nuovo a questi riconoscimenti: nel 2020, in piena emergenza Covid, aveva già conquistato i lettori-giurati di IusArteLibri con il romanzo di formazione "Il Tempo delle Ciliegie", per poi vincere nel 2022 il premio "Virtus Animi" con "La Promessa". Una carriera letteraria, la sua, che testimonia come l'impegno civile nato dall'attivismo giuridico possa trasformarsi, nel tempo, in una scrittura matura e riconosciuta.
Un evento che, edizione dopo edizione, dimostra come letteratura e legalità possano camminare insieme, e che quest'anno porta con sé anche il segno tangibile del lavoro svolto da La Rivincita e dai suoi partner istituzionali nel far crescere questa manifestazione anche sul territorio apuano.
Iusartelibri, anche quest'anno La Rivincita c'è: la premiazione a Pontremoli durante la 74ª edizione del Premio Bancarella
Scritto da Redazione
Cultura
24 Luglio 2026
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