L'Ordine degli Architetti PPC di Massa Carrara organizza per i cittadini e per i propri iscritti la conferenza e presentazione del libro "L'Isola Immaginaria" dell'Arch. Mauro Andreini per il giorno venerdì 30 ottobre 2026 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 presso la sala conferenze di Palazzo Binelli in Via Verdi n. 7 a Carrara.La presentazione del libro dell'Arch. Andreini, che espone con una particolare lettura i rapporti tra il paesaggio naturale e la memoria urbana, si inserisce in un ampio percorso culturale e formativo sui temi dell'abitare e del paesaggio che si svilupperà lungo tutta la presente annata.L'evento prevede l'introduzione del Presidente dell'Ordine, Arch. Roberto Del Sarto, con l'intervento del Prof. Fabrizio Arrigoni, Professore Ordinario dell'Università di Firenze.
Non è solo un libro di architettura, ma un lavoro sul processo stesso del progettare. L’isola immaginaria. Piazze, strade, edifici nel paesaggio naturale di Mauro Andreini raccoglie una serie di disegni e visioni che si muovono tra pratica professionale e ricerca personale, tra costruzione reale e immaginazione.Alla base del volume c’è una distinzione chiara: da una parte il disegno per il progetto, che deve diventare costruzione; dall’altra il disegno visionario, libero da vincoli, che permette all’autore di esplorare idee senza limiti. È in questo spazio parallelo che prende forma l’isola immaginaria: un archivio di possibilità, un luogo mentale dove l’architettura può esistere prima – o anche senza – diventare realtà.Il libro costruisce così una città ideale fatta di quartieri, piazze, corti ed edifici, una sorta di città-parco diffusa nel paesaggio naturale, senza gerarchie tra centro e periferia. Un modello aperto, non pianificato rigidamente, che riflette un’idea di abitare più fluida e continua.Più che un esercizio utopico, si tratta di un laboratorio: molte di queste visioni, racconta Andreini, tornano nel tempo dentro i progetti reali, riaffiorano, si trasformano, diventano costruzione. Il disegno immaginario funziona così come pratica progettuale e insieme come strumento introspettivo, un modo per colmare quella distanza inevitabile tra idea e realizzazione.Il linguaggio visivo è parte centrale del lavoro. Il libro alterna acquerelli realizzati a mano, con una tecnica personale essenziale e senza sovrapposizioni, a immagini digitali fotorealistiche, in parte sviluppate con l’intelligenza artificiale. Due strumenti distinti ma complementari: il disegno manuale fissa l’intuizione, quello digitale la rende visibile e condivisibile.Sul piano teorico, il lavoro si colloca in una posizione distante sia dal formalismo spettacolare sia dalla nostalgia del passato. Andreini insiste su un’architettura semplice, essenziale, capace di durare nel tempo e di trasformarsi con l’uso. Un’architettura “viva”, aperta alle modificazioni degli abitanti e alle condizioni del contesto, più interessata alla continuità che all’effetto. Ricorre anche un tema compositivo costante: l’incontro tra elementi diversi che si incastrano, si contengono o si integrano – “la casa dentro la casa”, strutture che dialogano tra loro in un equilibrio tra autonomia e relazione.L’isola immaginaria si configura così come un attraversamento: un libro di immagini, ma anche una riflessione sul ruolo del disegno, sulla funzione dell’immaginazione e sul rapporto tra idea, progetto e costruzione. Un lavoro che parla a chi si occupa di architettura, ma anche a chi è interessato ai modi in cui si possono ancora immaginare e costruire i luoghi.Per ulteriori informazioni, interviste, o copie per recensioni, si prega di contattare il nostro ufficio stampa.








