Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto al congresso federale della Lega, il 25 ottobre nell'area milanese. Nel suo discorso ha rivendicato i risultati del dicastero, attaccato quella che chiama la "deriva woke" e annunciato il proprio voto per Matteo Salvini. Ha aperto sostenendo che la Lega celebra un avvenimento straordinario, che solo "una stampa disattenta" non avrebbe ancora colto. Per lui il dibattito democratico in corso smentisce le polemiche del passato sulla "poca democrazia" nel partito, uno dei pochi in cui ci si confronta davvero. Ha ringraziato Salvini e Massimo, invitando tutti a restare amici. Le differenze interne, ha spiegato, sono meno significative di quanto sembri, c'è una missione da compiere e fuori ci sono avversari che non consentono di dividersi.
𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶: 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗮𝗻𝗲𝗼, 𝗦𝘁𝘂𝗿𝘇𝗼, 𝗘𝗶𝗻𝗮𝘂𝗱𝗶. Valditara ha ricordato che la Lega è nata contro il centralismo e lo "Stato clientelare", come grande partito popolare di massa fondato sulla libertà responsabile, dopo il tradimento della Democrazia Cristiana, che aveva abbandonato l'insegnamento di Don Sturzo e De Gasperi. Ha citato Sturzo "non a caso", come espressione di un liberalismo cattolico attento alla centralità della persona rispetto allo Stato. Accanto a lui ha posto il federalismo di Carlo Cattaneo, "grande ispiratore della Lega delle origini e di oggi", il liberalismo di Cavour e quello di Einaudi. Federalismo, libertà e responsabilità, ha detto, vanno nella stessa direzione. Da questa corrente nascerebbe l'idea di una solida unità nazionale che dà voce ai territori e valorizza la forma democratica delle comunità, a partire dall'"Italia delle cento città" di Cattaneo. La missione, ha spiegato, è esaltare la forza e la bellezza dei comuni e al tempo stesso riunire Nord e Sud, centro e periferia. Lo starebbe facendo Salvini con le grandi opere infrastrutturali, e lo avrebbe fatto il ministero nella scuola con "Agenda Sud" e "Agenda Nord".
𝗨𝗻'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮. Per il ministro l'Italia ha una caratteristica unica, "umanità e bellezza". È la patria dell'arte e della qualità, e solo qui poteva nascere, prima ancora del Made in Italy, un modo italiano di vivere e di lavorare. Ha ricordato che la Costituzione, nata dopo la sconfitta della dittatura nazifascista, mette al centro il valore della persona. Ha indicato come tratti del popolo italiano equilibrio, buon senso e senso di responsabilità, qualità che ci hanno reso un esempio apprezzato nel mondo.
𝗟'𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮. "Cosa difendiamo?", ha chiesto, e ha risposto attaccando. Secondo Valditara la sinistra comunista, poi la deriva sessantottina e quindi il wokismo hanno cercato di disgregare il senso di identità in nome di un internazionalismo cosmopolita. Avrebbero messo sotto accusa autorità e responsabilità individuale, cancellato il merito in nome di una società egualitaria che "umilia di differenza i tanti talenti", parlato solo di diritti e mai di doveri e calpestato l'orgoglio di appartenere a una storia, a una nazione e alla civiltà occidentale. Avrebbero anche cercato di corrodere culturalmente la proprietà privata.Nel mirino anche le politiche di sicurezza, che a suo dire sono state delegittimate parlando di repressione, securitarismo e autoritarismo anche quando si trattava di vietare i rave party, le occupazioni abusive di case e l'ingresso a scuola con i coltelli, o di espellere immigrati clandestini pericolosi. Ha aggiunto che sono state attaccate le forze di polizia, a cui ha rivolto il proprio "sincero apprezzamento" per un lavoro che definisce pilastro della libertà.Il ministro ha poi accusato la sinistra di aver cercato di disgregare la famiglia e l'identità di genere dei bambini "a partire dalle scuole elementari", con rappresentazioni che ha definito sciocche. Ha ironizzato con l'esempio di chi dice "io mi chiamo Mario ma potrei chiamarmi Maria" o "una terza cosa ancora", concludendo: "andiamo pure ad insegnare queste cose ai nostri bimbi e li distruggeremo". Citando Fromm, ha sostenuto che senza identità c'è alienazione e senza radici non c'è un futuro solido: "noi vogliamo uomini e donne con identità, popoli con identità".
𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Per Valditara la Lega è nata federalista perché il federalismo è "l'espressione più autentica della democrazia e della sovranità popolare". In questo senso è diventata anche sovranista, "nel nome del popolo sovrano", perché a contare siano i cittadini italiani, le comunità e i territori, in applicazione del principio di sussidiarietà e dell'articolo 1 della Costituzione. Che cosa c'è di più costituzionale, ha domandato, che dire che la Repubblica appartiene al popolo e non a organizzazioni internazionali, consorterie, associazioni, poteri o istituzioni non elettive?
𝗙𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝗿𝗲. Sulla polemica del giorno prima, "siamo di destra o di sinistra", il ministro ha evocato Gaber e ha detto che a lui interessano i fatti, ragione per cui la Lega è nata. Ha però precisato: "io sono anticomunista e sarò sempre anticomunista, mai con la sinistra". Poi ha portato alcuni esempi concreti, partendo dagli studenti.
𝗟𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮. Ecco il bilancio che il ministro ha presentato, diviso per temi.
Studenti e lavoratori:
dal 2022 sarebbero stati recuperati 520.000 ragazzi che non andavano più a scuola e che rischiavano di ingrossare le file del lavoro nero o della criminalità organizzata;
la "dispersione implicita", cioè le carenze in italiano, matematica e inglese al termine dei 13 anni di scuola, è al 6,3%, contro il 7,5% del 2019 prima del Covid e quasi il 10% con il governo Conte;
dopo 15 anni di blocchi contrattuali sono stati fatti tre contratti in una sola legislatura;
è stata varata l'assicurazione sanitaria gratuita per 1,2 milioni di lavoratori e quella contro gli infortuni per circa 200.000, con la promessa di proseguire sulle politiche di welfare.
Responsabilità e autorità: norme sulla condotta ("chi sbaglia paga"), maturità legata a responsabilità e impegno, fine degli studenti che "volevano fare i furbi" e non si presentavano all'orale, regole sul cellulare ed educazione al rispetto.
Identità:
reintroduzione della storia dei valori occidentali e della storia dei territori;
centralità di grammatica e sintassi e più peso alla geografia fisica e politica, "non solo all'ambientalismo";
tetto del 30% per gli alunni che non parlano adeguatamente l'italiano e un docente specializzato per l'italiano;
"eliminato il burka dalle nostre scuole".
Legalità: chiusura dei "diplomifici".
Edilizia scolastica:
2.800 scuole riqualificate secondo gli obiettivi Pnrr, pari al 25% del patrimonio edilizio scolastico, "mai come oggi";
215 scuole nuove contro le 166 previste e 700 palestre contro le 100 previste;
circa 5 miliardi di risorse nazionali spesi in quattro anni, più 10 miliardi del Pnrr, mentre da Monti a Draghi se ne sarebbero spesi 6.
Giovani, imprese e famiglia: ha citato il lavoro per i giovani, la competitività per le imprese, il 4+2, il consenso informato, la scelta del docente di sostegno da parte dei genitori, il buono scuola e il merito. Sugli asili nido l'obiettivo era 150.000 posti e ne sarebbero stati realizzati 177.000.
𝗜𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗰𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗩𝗮𝗻𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶. Valditara ha descritto la Lega come il movimento che rappresenta tutti i cittadini onesti e la "grande massa di produttori", cioè chi si alza la mattina per pensare al futuro proprio, dei figli e del Paese. Ha rivendicato un nuovo modo di fare politica, "pane al pane, vino al vino, fatti e non chiacchiere".
Annunciando che voterà "convintamente" per Salvini, ha parlato di tre motivi e ha ricordato la propria storia: ha partecipato alla stesura della costituzione di Assago con Gianfranco Miglio, è "nato politicamente nella Lega" e ha predisposto il patto Maroni-Segni, che a suo giudizio fu un errore non attuare. Ha sempre avuto in mente una Lega federale e nazionale, e con l'elezione di Salvini nel dicembre 2013 ha trovato "l'uomo giusto" per quell'idea, perché il federalismo "o è nazionale o non è".
Sul calo nei sondaggi ha risposto di girare i territori, tra Puglia, Taranto, Lecce, Reggio Calabria, Macerata, Friuli e Veneto, dove dice di aver trovato risultati straordinari. La Lega è in calo, ha sostenuto, quando non ci si dà da fare sul territorio. Ha poi affermato che da qualche settimana è in ricrescita e che Vannacci "sta crollando", forse anche perché il partito ha messo in cantiere nelle scuole il tetto agli stranieri, il no al burka e l'obbligo per gli stranieri di imparare l'italiano. "Da qua dobbiamo ripartire con Matteo Salvini", ha concluso.
Valditara al congresso Lega: “Federalismo nazionale, identità e scuola. Voto Salvini”
Scritto da Carmen Federico
Politica
26 Ottobre 2026
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