Alle 8,30 di giovedì 18 giugno si sono aperti i plichi telematici del Ministero dell'Istruzione e del Merito e per oltre me zzo milione di ragazzi (per la precisione 527.747, qualche centinaio in più rispetto al 2025) è iniziata ufficialmente la Maturità 2026. Il primo banco di prova è, come ogni anno, il tema di italiano: sei ore di tempo, fino alle 14:30, e un peso di 20 punti sul voto finale dell'esame. Le proposte tra cui scegliere sono sette, raggruppate in tre tipologie. Chi ha optato per l'analisi del testo (tipologia A) si è trovato davanti due autori molto diversi tra loro: Cesare Pavese, con i versi malinconici di "Passerò per piazza di Spagna" — una poesia d'amore non corrisposto per l'attrice americana Constance Dowling, tratta dalla raccolta "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" — e Vitaliano Brancati, alla sua prima apparizione in un esame di Stato, con un estratto dal romanzo "I piaceri". Per Pavese è la quinta volta tra le tracce della Maturità: l'ultima risaliva addirittura al 2001.
Chi invece ha scelto la strada del testo argomentativo (tipologia B) aveva tre possibilità sul tavolo. C'era un brano storico, preso dal discorso che Giuseppe Saragat tenne all'Assemblea Costituente il 26 giugno 1946. C'era un testo più scientifico, firmato dal divulgatore Piero Bianucci e dedicato al modo in cui le storie di scoperte e ricerca riescono a sorprendere chi le legge. E c'era infine un passaggio del sociologo Frank Furedi — ungherese, oggi professore emerito all'Università del Kent — tratto dal suo libro "I confini contano", una riflessione su perché tracciare confini sia, secondo l'autore, ancora un gesto necessario.
Per il tema di attualità (tipologia C) le strade erano due. La prima portava verso un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann, uscito a gennaio su Internazionale, che si interroga su dove sia finita la capacità di stupirsi davanti ai fenomeni naturali ora che la scienza sa spiegarli quasi tutti. La seconda partiva invece da "Alzarsi all'alba", il libro che Mario Calabresi ha pubblicato nel 2025, e dal suo elogio della fatica intesa non come un peso da evitare ma come una forma di dedizione e di costanza.
Per i maturandi, però, non è ancora finita: domani, 19 giugno, li aspetta la seconda prova, quella sulle materie di indirizzo. E poi, a breve, l'ultimo ostacolo: l'orale.
Maturità 2026, ecco le tracce della prima prova: cosa hanno trovato gli studenti
Scritto da Carmen Federico
Cultura
18 Giugno 2026
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