Come Collettivo Poetico Zauberei, non vogliamo restare a guardare. davanti al silenzio assordante che grava sulle strade della nostra città dopo i recenti, tragici fatti di cronaca, sentiamo l’urgenza di trasformare il dolore in partecipazione. la violenza che abbiamo vissuto non è un caso isolato, ma il sintomo di una solitudine collettiva che si maschera dietro il rumore di una “movida” vuota e puramente consumistica. Il nostro impegno per cambiare passo. non possiamo più accettare che i nostri giovani siano ridotti a semplici spettatori di un tempo libero privo di senso. vogliamo una città che risponda al buio con la luce della cultura. per noi, l’arte e la bellezza non sono ornamenti, ma strumenti essenziali di convivenza civile. vogliamo trasformare massa in un laboratorio a cielo aperto, dove l'incontro torni a essere un’opportunità e non un rischio. Il nostro appello alle realtà del territorio. richiedendo il sostegno delle istituzioni civili e religiose, degli esercenti, del mondo dell’impresa, della cittadinanza, delle ragazze e dei ragazzi, ci rivolgiamo direttamente alle tante associazioni, agli artisti, ai musicisti e a tutti gli operatori culturali: voi siete la linfa vitale di questa comunità. vi chiediamo di uscire dai vostri spazi abituali e di venire ad abitare le piazze e le strade nei fine settimana.
Queste le nostre proposte:
Sostituire il consumo con la creazione: vogliamo portare musica, teatro, poesia e workshop lì dove solitamente regna solo il rumore.
Dare voce ai giovani: non organizzeremo eventi per i giovani, ma con i giovani. devono essere loro i protagonisti di un nuovo modo di stare insieme
Abbracciare la fragilità: vogliamo trasformare l'ansia sociale in condivisione, offrendo spazi di ascolto contro le solitudini della nostra epoca.
La bellezza che si sporca le mani. siamo convinti che la bellezza salverà il mondo, ma solo se è una bellezza che respira, che discute e che sa prendersi cura dell'altro. invitiamo ogni associazione e ogni cittadino a mettersi a disposizione per costruire insieme un calendario di “movida creativa”. facciamo di massa l’esempio di come la cultura possa essere il vero antidoto alla violenza.









