Il 2025 si chiude negativamente per l'artigianato nella provincia di Massa Carrara. Secondo i dati elaborati dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest su base Movimprese-InfoCamere, le imprese artigiane registrate sono 4.591, pari al 22,2% del totale delle attività provinciali. Nel corso dell'anno si sono registrate 265 nuove iscrizioni a fronte di 343 cessazioni, con un saldo negativo di 78 imprese e un tasso di crescita del –1,7%, dato peggiore della media regionale (–0,6%) e dell'area Toscana Nord-Ovest (–1,1%).
Un risultato che conferma una tendenza strutturale già in atto da anni e che preoccupa la CNA provinciale, soprattutto per le ricadute sul tessuto produttivo locale. L'analisi territoriale evidenzia infatti un arretramento dell'industria e delle costruzioni, mentre crescono alcuni comparti del terziario – tra cui turismo e servizi – ma non in misura sufficiente a compensare la perdita di occupazione e valore aggiunto nei settori produttivi storici. È proprio questo uno degli elementi emersi anche nelle analisi economiche più recenti sul territorio apuano: senza un rafforzamento dell'industria e dell'artigianato il mercato del lavoro rimane fragile e la qualità dello sviluppo rischia di indebolirsi.
Secondo l'ISR, la contrazione dell'artigianato deriva da una combinazione di fattori economici e strutturali. La crisi dei settori tradizionali – estrattivo, manifatturiero e costruzioni – resta la più evidente, con un calo complessivo del 2,3%. Pur restando il comparto principale con il 42% delle imprese artigiane, l'edilizia ha perso 44 aziende nel 2025. A questo si aggiungono l'aumento dei costi energetici e delle materie prime, il calo della domanda e i tassi di interesse elevati, che comprimono i margini soprattutto delle microimprese.
Un altro nodo cruciale riguarda la manodopera e il ricambio generazionale. Molte aziende artigiane chiudono senza successori, complice la scarsa attrattività dei mestieri manuali tra i giovani e la crescente difficoltà di trovare personale qualificato. Alcune nicchie dei servizi specializzati – come manutenzione del verde, pulizie e servizi agli edifici – mostrano segnali di crescita, ma non riescono a compensare la perdita nei comparti storici. Infine, la prevalenza di ditte individuali rende difficile investire in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione.
Il calo del 2025 si inserisce in una dinamica di lungo periodo: dal 2000 a oggi l'artigianato apuano ha perso centinaia di imprese, riflettendo cambiamenti strutturali dell'economia legati alla globalizzazione, alla trasformazione tecnologica, alla concorrenza internazionale e alla crescente complessità normativa.
«Il dato del 2025 conferma una tendenza preoccupante» commenta Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa-Carrara. «Le imprese artigiane sono il cuore dell'economia locale, ma oggi si trovano schiacciate tra aumento dei costi, mancanza di spazi produttivi, difficoltà nel trovare personale qualificato e ricambio generazionale insufficiente. Senza interventi concreti rischiamo di perdere competenze storiche e occupazione».
Secondo l'Associazione servono azioni immediate su più fronti: recupero e messa a disposizione di aree per insediamenti produttivi; incentivi per la formazione e l'ingresso dei giovani nei mestieri artigiani; sostegno agli investimenti in innovazione e sicurezza; semplificazione burocratica e accesso al credito.
A questo si aggiunge il tema dell'abusivismo. Secondo i più recenti rapporti dell'ISTAT cresce il peso dell'economia sommersa e del lavoro irregolare. Meno imprese regolari significa meno occupazione stabile, minori entrate fiscali per gli enti locali e un indebolimento complessivo del tessuto produttivo. «È difficile da fare capire, ma rivolgersi a operatori abusivi espone i cittadini a rischi legati alla sicurezza, alla qualità dei lavori e all'assenza di garanzie».
CNA chiede di rafforzare i controlli contro l'abusivismo, sostenere le imprese che operano nella legalità e promuovere una maggiore consapevolezza tra i consumatori. «Difendere l'Artigianato significa difendere il lavoro regolare e il futuro economico del territorio. L'Artigianato non è solo economia – conclude il Presidente Brizzi – ma identità locale. Proteggerlo significa garantire sviluppo, lavoro e futuro alla nostra provincia».