Si è svolto ieri presso il Comune di Massa il convegno "Evam acqua, territorio e futuro", un momento di confronto istituzionale e tecnico dedicato al presente e alle prospettive della società che gestisce e valorizza le risorse idriche del territorio. L'incontro si è tenuto sotto la presidenza del sindaco Francesco Persiani, con la partecipazione dell'assessore al bilancio e del presidente dell'ente, Massimo Gelati. Al centro del dibattito sono emerse con chiarezza le criticità e, al tempo stesso, le opportunità che caratterizzano il percorso di Evam. Punto di forza indiscusso resta la qualità dell'acqua, con residui fissi particolarmente bassi: inferiori ai 50 milligrammi per litro per Fonteviva e Amorosa. Entrambe le produzioni provengono dall'area del monte Belvedere, dove sono attive cinque fonti, sebbene l'azienda riesca attualmente a sfruttare solo due a causa di limiti strutturali. La principale difficoltà è legata al calo delle vendite del marchio Amorosa, che ha inciso in maniera significativa sui risultati complessivi. Una flessione solo in parte compensata dall'aumento delle vendite di Fonteviva sul territorio massese e nelle province limitrofe, oltre che da un lavoro di riorganizzazione interna dei costi. Come evidenziato dal presidente Gelati, queste azioni, insieme all'apertura verso mercati esteri come Regno Unito e Stati Uniti – per i quali l'azienda possiede tutte le certificazioni necessarie – hanno contribuito a ridurre l'indebitamento del 10 per cento.
In questo contesto si inserisce l'aumento di capitale da 750 mila euro da parte del principale azionista, il Comune di Massa, un intervento che mira a rafforzare la solidità finanziaria dell'azienda e a sostenere il percorso di rilancio. Resta tuttavia aperta la criticità legata al posizionamento commerciale di Amorosa, su cui si concentreranno gli sforzi futuri. L'obiettivo dichiarato è ambizioso ma chiaro: tornare a superare la soglia degli otto milioni di pezzi venduti. Per raggiungerlo, Evam punta su un duplice binario: da un lato lo sviluppo dei mercati esteri, dall'altro il consolidamento della presenza nelle aree geografiche più sostenibili dal punto di vista logistico, come Massa, Lucca, La Spezia, Pisa, Pistoia e Firenze. Appare invece al momento poco praticabile l'espansione verso mercati più distanti come Milano e Roma, a causa degli elevati costi di trasporto. Il convegno si è concluso con interventi tecnici di approfondimento che hanno delineato un quadro complessivo improntato a un cauto ottimismo. Nonostante le difficoltà, emerge infatti una rinnovata prospettiva di rilancio per una realtà considerata strategica non solo sotto il profilo economico, ma anche per il benessere pubblico e la valorizzazione di una risorsa naturale di eccellenza. Un'acqua che i cittadini massesi continuano a scegliere sempre di più, confermandone il valore e il radicamento nel territorio.









