Il 2025 si è chiuso in modo incoraggiante per il tessuto produttivo dell'area vasta. La dinamica imprenditoriale nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa mostra cenni di risveglio, pur in un contesto che rimane segnato da profonde trasformazioni strutturali. Pisa guida la crescita con un +0,6 per cento, seguita da Lucca (+0,3 per cento), mentre Massa-Carrara conferma una sostanziale stabilità (-0,1 per cento). Il quadro complessivo evidenzia una resilienza diffusa, trainata dai servizi avanzati e dal consolidamento di modelli societari più strutturati. Lucca e Pisa registrano performance in linea o superiori alla media regionale (0,4 per cento), sebbene ancora distanti dal dato nazionale (+1 per cento). È quanto emerge dall'analisi annuale curata dall'Istituto di Studi e Ricerche (ISR) e dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest."I dati evidenziano una fase di trasformazione delicata, nella quale è necessario tracciare una direzione chiara – sottolinea Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Per accompagnare le imprese in questo passaggio evolutivo abbiamo approvato un programma di attività che per l'anno in corso prevede un investimento di 9 milioni di euro a favore delle aziende. Oltre 8,3 milioni saranno destinati alla doppia transizione digitale e green, all'internazionalizzazione, al turismo e alla formazione, con l'obiettivo di trasformare il diritto camerale in strumenti concreti di sviluppo e rafforzare il ruolo della Camera di Commercio come partner strategico delle imprese sui mercati globali."
Nel 2025 il tessuto imprenditoriale della provincia di Massa-Carrara ha registrato una lieve flessione (-0,1 per cento, pari a -28 imprese), confermando le difficoltà già emerse negli ultimi anni. Anche in quest'area si osserva una trasformazione strutturale verso modelli più solidi: le società di capitale proseguono il loro percorso di espansione (+1,9 per cento), trainate dalle SRL semplificate, mentre perdono terreno le forme tradizionali come le società di persone (-1,2 per cento) e le imprese individuali (-1,3 per cento). Sotto il profilo settoriale, l'industria ha evidenziato un arretramento dello 0,6 per cento, riconducibile principalmente al comparto delle costruzioni (-1,1 per cento), che risente del progressivo venir meno degli incentivi fiscali. Il manifatturiero si è mantenuto sostanzialmente stabile, pur con dinamiche interne opposte: se la lavorazione della pietra ha segnato un marginale calo, la cantieristica nautica si è confermata tra i comparti più dinamici dell'intera provincia, con una crescita del +5,8 per cento (+11 imprese). Permangono segnali di debolezza per l'agricoltura (-1,2 per cento). Nei servizi, stabili, il commercio (-1,6 per cento) ha risentito soprattutto delle difficoltà del dettaglio tradizionale. Note positive arrivano invece dai servizi avanzati, con le attività professionali, scientifiche e tecniche in aumento del 3,4 per cento, e dal comparto dell'alloggio nel settore turistico (+3,0 per cento). A livello territoriale emerge una chiara polarizzazione. L'area di Massa-Carrara ha chiuso l'anno in leggero attivo (+22 imprese), sostenuta dal dinamismo del comune di Massa (+1,0 per cento), i cui risultati hanno compensato le flessioni di Carrara e Montignoso. Più complesso appare invece il quadro della Lunigiana, che ha risentito di una contrazione più diffusa, perdendo nel complesso 50 imprese (-1,0 per cento).
La nota completa è scaricabile dal sito www.isr-ms.it.









