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Scritto da Redazione
Fivizzano
20 Agosto 2026

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foto di Jeremy Vaughan

Il suggerimento di una signora ottantacinquenne di Fivizzano ha aperto la strada a una importante scoperta all’interno del Santuario della Madonna dell’Adorazione di Fivizzano. La signora, che in passato si era occupata delle pulizie della chiesa, ha rivelato di essersi accorta che il fregio posto sotto l’altare era girevole e che dava  accesso a un vano in cui  erano custodite delle ossa. Pulendolo, una volta, aveva fatto scattare il meccanismo. A voler approfondire la notizia sono stati i giornalisti della Gazzetta di Massa e Carrara e di Diari Toscani Matteo Gianni e Jeremy Vaughan che hanno chiesto informazioni al parroco don Bernardo Marovelli. “E’ emerso – spiegano Gianni e Vaughan - che proprio di recente sono state riportate alla luce due teche che erano posizionate sotto l’altare maggiore del Santuario nelle quali ci sono delle reliquie evidentemente oggetto di culto in passato, ma di cui lui stesso non aveva ricevuto alcuna informazione dal parroco precedente, né dalla documentazione in possesso della Parrocchia. Noi abbiamo avuto  accesso in esclusiva a questi reperti che sono stati prontamente segnalati agli esperti della Curia Diocesana e per i quali dovrà essere seguito un percorso di catalogazione e, si auspica, di datazione oltre alla opportuna ricerca storica ed archivistica per ricostruirne l’origine. Per questo facciamo un  appello ai fedeli o laici, che custodiscono la memoria del posto, a far pervenire eventuali notizie in merito a queste reliquie e al culto ad esse abbinato, in modo da darne poi adeguata esposizione pubblica. Al momento sono custodite in luogo sicuro e non visitabile sino a nuove disposizioni.

Si tratta di due teche in legno lavorato e vetro, una sembra contenere un corpo completo ed ha come etichetta “S. BONIFACHA” . L’altra più piccola contiene delle ossa di arti ed ha due etichette: “S. Vinicia M.” e “S. Mansueta M. “, sempre se abbiamo interpretato bene le diciture dall’esterno: l’apertura delle teche non è ancora avvenuta e richiede un verbale ufficiale. Al momento quindi certezze non ce ne sono e si possono fare solo supposizioni. L’altare maggiore attuale è stato costruito nel 1946 ma poggia su un precedente altare del 1743, come si ricava da una lapide posizionata sul retro. Probabilmente le reliquie erano già presenti nel primo altare, ed erano un elemento centrale del Santuario proprio per il loro posizionamento. A partire dalla fine del XVI secolo, in epoca di controriforma dopo il Concilio di Trento, si diffuse in tutta Europa il fenomeno dei “corpi santi”. A seguito del ritrovamento di affollate catacombe cristiane a Roma lungo la via Salaria, si diffuse la pratica di inviare questi resti come reliquie in molte parrocchie e posizionarli in teche sotto gli altari delle Chiese proprio per reagire alla distruzione delle icone ad opera dei protestanti in nord Europa e rilanciare il culto dei santi. In anni successivi si è constatato che sono state fatte semplificazioni eccessive attribuendo lo status di martiri anche a semplici sepolture cristiane nelle catacombe. Potrebbero risalire pertanto a quell’epoca storica, ma siamo sempre nell’ambito delle ipotesi. Si ha notizia di una Santa Bonifacia, il cui corpo è custodito nella chiesa abbaziale di Fruttuaria a San Benigno Canavese (Torino) e di una Santa Mansueta Martire  le cui  Reliquie ex ossibus (frammenti ossei) sono custodite in un'urna reliquiaria nella Parrocchia di Maria Santissima del Monte Saraceno a Calvello (Potenza). Non risulta invece nessuna Santa Vinicia nota, almeno da una prima verifica. E’ utile sapere che c’è in Lunigiana un caso noto di reliquie di Corpi Santi nella Chiesa di Virgoletta, dove sono conservate le reliquie di quattro figure chiamate Fausto, Agatopo, Pellegrina e Quinta. Nel Seicento alcuni membri della famiglia Della Porta, originaria di Virgoletta ma trasferitasi a Roma, entrarono in stretto contatto con l'ambiente ecclesiastico e con la cultura romana del periodo. Fu in questo contesto che le reliquie furono ottenute a Roma e portate nella loro terra d'origine. La documentazione locale indica il 1666 come anno dell'arrivo a Virgoletta. Il trasferimento fu voluto dal prelato Mattia Della Porta, originario del paese.  Invece nel Comune di Fivizzano a San Terenzo nella Chiesa Parrocchiale sono custodite le spoglie del santo che dà nome alla frazione. La vicenda di Fivizzano sarà simile a quella di Virgoletta ? E chi sono le figure ritrovate sotto l’altar maggiore ?  Continueremo a seguire per voi questa vicenda”.

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