Nella sua lettera rivolta al nostro giornale, Serena Ribolini spiega di essere stata contatta da alcuni residenti di Noceto, i quali le hanno chiesto di recarsi sul posto e di portare pubblicamente alla luce la situazione della frana, ancora irrisolta dopo circa un anno e mezzo, forse due anni.
«Mi faccio portavoce di ciò che i residenti mi hanno raccontato e mostrato. Sono loro a convivere quotidianamente con questa situazione e a chiedere risposte concrete», spiega Ribolini.
«Secondo quanto raccontato dagli abitanti, alcuni residenti sono stati convocati nel mese di febbraio in Comune per un incontro illustrativo con l'assessore competente. In quell'occasione sarebbe stato comunicato loro che erano arrivati circa 126mila euro per intervenire sulla frana, che il progetto era pronto e che i lavori sarebbero iniziati all'inizio della primavera».
«Questo è quanto mi è stato riferito dai residenti. Eppure siamo ormai a settembre e, come loro stessi possono constatare ogni giorno, i lavori non sono ancora cominciati».
«Sempre secondo le testimonianze raccolte, sul posto sarebbe stato depositato anche un bancale di materiale cementizio, rimasto nell'area per molto tempo e oggi non più visibile».
«Sono i residenti ad aver visto quel materiale e sono ancora loro a segnalare che oggi non c'è più. Non sappiamo se sia stato rimosso dal Comune, trasferito dalla ditta oppure portato altrove. Non possiamo neppure escludere che, in assenza di controlli e di un'adeguata custodia dell'area, possa essere stato prelevato poco alla volta da persone estranee. Non formuliamo accuse, ma chiediamo un chiarimento ufficiale: dove si trova quel materiale e chi aveva il compito di custodirlo?».
«A destare ulteriore preoccupazione sono le condizioni di sicurezza. Dopo il vento e le piogge, le transenne e i cartelli collocati davanti alla frana sono caduti, lasciando l'area senza una delimitazione adeguata».
«Com'è possibile che noi cittadini ce ne accorgiamo immediatamente, mentre chi è preposto al controllo, alla vigilanza e alla sicurezza del territorio non interviene? Dobbiamo aspettare che accada qualcosa prima che qualcuno si assuma la responsabilità di mettere in sicurezza l'area?».
«Chi vive a Noceto deve inoltre affrontare numerosi altri problemi: la strada che conduce fino al paese è completamente buia, mentre il manto stradale è dissestato e necessita da tempo di una nuova asfaltatura».
«Il quadro complessivo è quello di un paese quasi dimenticato, e questo non è più accettabile. Chiedo la messa in sicurezza immediata della frana, un chiarimento sulla destinazione del materiale e soprattutto una data certa e pubblica per l'inizio dei lavori. I piccoli borghi rappresentano la storia e l'identità della nostra comunità e non possono continuare a essere trattati come territori invisibili. I residenti di Noceto non chiedono favori né privilegi: esigono sicurezza, manutenzione, rispetto e risposte certe. Dopo quasi due anni, il tempo delle rassicurazioni è finito: ora devono cominciare i lavori».
Serena Ribolini









