ROMA - "92 minuti di applausi per Donald Trump che prende a calci le stupidaggini ideologiche LGBTQWERTY. Ogni scuola americana è stata avvertita che dire a un bambino che è intrappolato nel corpo sbagliato equivale a commettere abusi sui minori. Facciamolo anche noi!!!" . Il post dell’avv. Simone Pillon, esponente della Lega, ha fatto il giro del web in poche ore. Parole nette, senza giri di parole. E un messaggio politico chiaro: l’Italia deve seguire l’esempio degli Stati Uniti nella tutela dell’infanzia a scuola.
L’AMERICA CI INSEGNA LA STRADA
Negli ultimi due anni diversi Stati a guida repubblicana hanno approvato leggi che rimettono al centro il ruolo dei genitori nell’educazione. Florida, Texas, Tennessee: il denominatore comune è uno solo. I bambini vanno protetti, non confusi.Il "Parental Rights in Education Act" della Florida stabilisce che nelle scuole elementari non si possono affrontare temi sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. I genitori devono essere informati su ogni decisione che riguarda la salute mentale e fisica dei figli. Trasparenza totale.Altri Stati sono andati oltre, prevedendo limiti all’accesso dei minori a percorsi di transizione e sanzioni per gli istituti che nascondono informazioni alle famiglie.È in questo quadro che si inserisce la dichiarazione rilanciata da Pillon. L’idea di fondo è semplice: la scuola educa, la famiglia forma. E tra i due non ci può essere sostituzione.
PERCHÉ IN ITALIA SERVE UNA SVOLTA
Da anni assistiamo a progetti nelle scuole italiane che entrano nelle classi senza che i genitori ne siano nemmeno a conoscenza. Laboratori, questionari, incontri con associazioni esterne. Tutto spacciato come "educazione all’affettività" o "lotta al bullismo".Il risultato? Bambini di 8-10 anni a cui si chiede di mettere in discussione il proprio corpo, il proprio nome, la propria identità. Senza che mamma e papà ne sappiano nulla."Non è educazione, è indottrinamento" spiega Pillon. "Un bambino non nasce nel corpo sbagliato. Nasce con il diritto di crescere sereno, senza che nessuno gli metta in testa dubbi che non gli appartengono".Il Dipartimento ha il dovere di farsi garante di questo principio. Tutelare i più fragili significa prima di tutto non creare fragilità dove non ci sono.
LA PROPOSTA: 3 PUNTI PER UNA SCUOLA LIBERA DALL’IDEOLOGIA
1.TRASPARENZA TOTALE AI GENITORI
Nessun progetto, nessun incontro, nessun materiale didattico su affettività, identità di genere e orientamento sessuale può entrare a scuola senza l’autorizzazione scritta dei genitori. La famiglia deve sapere e deve decidere.
2.STOP AI PROGETTI ESTERNI NON CERTIFICATi
Basta alle associazioni che entrano nelle classi con agende politiche. La scuola deve avvalersi solo di personale qualificato e di programmi approvati dal Ministero, con contenuti chiari e verificabili.
CENTRO SUL MERITO E SULLE MATERIE
Matematica, italiano, storia, scienze. È questo che serve ai nostri ragazzi per affrontare il futuro. Non le mode ideologiche che arrivano dall’estero. La scuola deve tornare a insegnare, non a fare politica.Le associazioni LGBT accusano: "Stigmatizzare è pericoloso". Ma la domanda da porsi è un’altra: è più pericoloso tutelare l’infanzia o è più pericoloso esporla a contenuti per cui non è pronta?La sinistra parla di "ritorno al passato". La risposta è che non è un ritorno, è un ritorno al buonsenso. Al principio che i figli non sono dello Stato. Sono dei genitori.E i genitori, nel 90% dei casi, chiedono una cosa sola: che i figli vadano a scuola per imparare, non per essere arruolati in battaglie ideologiche.
DIFENDERE L’INFANZIA È UN ATTO DI CORAGGIO
I 92 minuti di applausi a Trump non sono per un uomo. Sono per un principio. Quello per cui un bambino va protetto.Se l’America ha avuto il coraggio di dirlo, di scriverlo nelle leggi e di farlo rispettare nelle scuole, l’Italia non può tirarsi indietro.Il Dipartimento è pronto a farsi promotore di linee guida nazionali in questo senso. Perché la vera inclusione non è confondere. È dare a tutti gli strumenti per crescere liberi, senza etichette e senza pressioni.La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro. Per tutti. A cominciare dai più piccoli.









