Sabato 21 febbraio alla biblioteca comunale di Villafranca si è tenuto un incontro per sostenere le ragioni del SI al referendum costituzionale sulla giustizia che si terrà il 22/23 marzo, organizzato da Fratelli d’Italia. Presenti come relatori l’onorevole Alessandro Amorese, l’avvocato Umberto Zangani coordinatore di FdI della Lunigiana e l’avvocato Gianpaolo Carabelli responsabile delle camere penali di La Spezia. All'incontro hanno partecipato il consigliere regionale Jacopo Ferri, il sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi con il suo vice Loris Bernardi, il sindaco di Licciana Nardi Lorenzo Martelloni con l’assessore Omar Tognini e Federico Lucchetti consigliere di del comune di Filattiera, Bruno Quieti responsabile del dipartimento agricoltura di FdI e altri responsabili locali di FdI. il consigliere regionale di FdI Marco Guidi, impossibilitato a presenziare per altri impegni ha inviato i suoi saluti al folto pubblico che ha seguito l'incontro. L'avvocato Zangani ha ricordato che l'invito a votare sì al referendum si fonda su ragioni specifiche e non è solo una mera indicazione del partito.
“È necessario avere un giudice terzo - ha dichiarato il sindaco Bellesi - I pubblici ministeri hanno un potere assoluto che solo chi è passato attraverso un processo può capire. Questo perché spesso non seguono l’obbligo di raccogliere anche gli elementi necessari a scagionare l’indagato. A chi accusa la riforma di reminiscenze di stampo fascista ricordo che il fascismo fece la riforma Grandi che riunì le carriere dei magistrati, esattamente l’opposto di ciò che sostiene questo referendum”
L’avvocato Carabelli ha illustrato minuziosamente gli articoli della riforma ed ha tracciato brevemente la storia dei vari tentativi di realizzarla iniziati già nel 1989 dall’allora ministro Giuliano Vassalli, specificando che l'attuale è più propriamente una riforma dell’ordine giudiziario che disciplina il funzionamento della magistratura come ordine: “Non è la prima riforma costituzionale che si opera nella nostra storia” ha spiegato “altre ce ne sono già state in passato ma non si capisce perché se mia proposta viene dalla destra questa debba essere bollata come una minaccia allo Stato”. Carabelli ha fatto poi un paragone con la costituzione degli Stati Uniti d’America che è composta da soli sette articoli e 27 emendamenti: “Quella italiana è stata scritta circa ottant’anni fa da persone che vivevano una realtà diversa da quella odierna. Oggi abbiamo esigenze diverse e non si fa peccato a modificarla per adattarla al mondo moderno, nel rispetto delle regole in essa stesse contenute. I quesiti referendari riguarderanno tre punti: la separazione delle carriere, la creazione di due consigli superiori della magistratura separati e l’alta corte di giustizia disciplinare. Trattandosi di un referendum confermativo, sulla scheda elettorale troveremo il testo legislativo così come è stato modificato.La riforma cambierà soltanto il modo con cui viene composto il CSM, sottraendo alle correnti politiche il potere di ripartire le cariche. Le modifiche non non tolgono o aggiungono nessun potere ma rendono il il CSM più indipendente e slegato dalle correnti politiche”
L’onorevole Amorese, in chiusura, ha affrontato il problema delle fake news con le quale si mistifica il vero contenuto della riforma: “La sinistra ha arruolato uno stuolo di personaggi tra attori, cantanti, storici pop seguendo un format ormai standard. Molte persone si sono lasciate convincere a votare no da questi personaggi, senza mai andare a guardare nel dettaglio la proposta di riforma. Molti votano no solo per fare un dispetto al governo Meloni che comunque non cadrà, se dovessero vincere. L’ANM è politicizzata fino al midollo, sono arrivati a falsificare delle dichiarazioni di Falcone e Borsellino che invece erano favorevoli alla separazione delle carriere. Dicono anche che tutta la magistratura è contraria alla riforma, ma non è vero” ed ha chiuso leggendo parte di un articolo apparso sul giornale “Il Riformista” a firma di Pasquale Ferrero".









