E’ stato presentato, all’assemblea dei sindaci, il Bilancio preventivo economico 2026 della Società della salute, che presenta una previsione dell’utilizzo di ricavi per oltre 15 milioni di euro. Si tratta di un impegno che va letto nella sua duplice natura: l'area sanitaria (6,9 milioni) e quella sociale (6,5 milioni), due facce della stessa medaglia, specchio di un'integrazione che ormai da anni caratterizza il modo di operare del consorzio. Il Bilancio di Previsione 2026 si inserisce in un anno di transizione importante per il sistema dei servizi socio-sanitari territoriali. Da un lato si avvia alla conclusione la stagione dei finanziamenti straordinari del PNRR, dall'altro le progettualità attivate dovranno trovare continuità attraverso fondi propri dei soggetti gestori. La programmazione 2026 è stata definita tenendo conto delle assegnazioni regionali, delle risorse conferite dagli enti consorziati, delle compartecipazioni degli utenti, dei finanziamenti ministeriali e dei progetti PNRR, dei nuovi oneri derivanti dal rinnovo del CCNL Cooperative Sociali. In questo contesto si conferma il ruolo della SdS Lunigiana come soggetto cardine dell’integrazione socio-sanitaria, impegnata a garantire continuità nelle prestazioni essenziali e sviluppo di soluzioni innovative orientate al sostegno della fragilità, alla prevenzione e alla promozione dell’autonomia. Nel 2026 verrà predisposto il nuovo Piano Integrato di Salute 2026–2028, strumento triennale di programmazione che definisce obiettivi, priorità e azioni condivise. E’ il quadro strategico di riferimento per tutti i servizi rivolti alla popolazione, con particolare attenzione a integrazione tra sanità e sociale, presa in carico della cronicità e della fragilità, sviluppo del modello territoriale basato su Case di comunità, infermieri di famiglia, rafforzamento dei servizi domiciliari e della prossimità, riduzione delle disuguaglianze di accesso ai servizi, partecipazione della comunità, degli enti locali, del Terzo settore e dei professionisti.
La programmazione prosegue nel solco della promozione della partecipazione, dell’autonomia e dell’inclusione sociale. La povertà nel territorio è sempre più multidimensionale: economica, abitativa, relazionale, lavorativa, con l’area che registra un aumento costante della domanda. Il numero di nuclei familiari con minori ad alta complessità sociale rimane elevato e stabile e le situazioni affrontate richiedono integrazione socio-sanitaria e interventi multidisciplinari.I bisogni sociali sono aumentati progressivamente, soprattutto per quanto riguarda la povertà. In particolare, le persone e le famiglie che si avvicinano al servizio sociale, non sono solo aumentate numericamente, ma hanno un profilo diverso da quelle degli anni passati e richiedono una presa in carico unica. La SDS, da sempre, ha costruito percorsi strutturati fra servizi sociali e servizi specialistici sanitari per dare risposte sociosanitarie univoche, per dare al cittadino un unico punto di riferimento.
Nell'area delle cure primarie l'assistenza domiciliare continua a essere uno dei settori strategici e di maggior impegno, diretto a persone con gravi stati clinici, perdita dell’autonomia, non autosufficienti che necessitano di programmi assistenziali costruiti in modo integrato all’interno della rete sociosanitaria. Tra i nuovi progetti ricordiamo che a Pontremoli è in corso la trasformazione dello storico edificio di via Mazzini in Casa di Comunità. I lavori riguardano restauro, risanamento conservativo e adattamento per uso sanitario-sociale, per un finanziamento di circa 2,35 milioni di euro, di cui parte da fondi PNRR e parte da risorse regionali e aziendali. L’obiettivo è che la Casa di Comunità sostituisca la vecchia Casa della Salute di viale Cabrini, offrendo servizi più ampi, con maggiore presenza e continuità. I lavori si concluderanno a gennaio 2026, con collaudo previsto e avvio dell’attività a marzo. Entro marzo 2026 verrà validata anche la Casa di Comunità di Aulla nella sede di Piazza della Vittoria che ha molte funzioni: cure primarie, presa in carico dei cronici, assistenza sociale, prevenzione, punto unico di accesso con presenza continuativa di personale sociale sanitario e amministrativo. E’ operativa da un anno la Centrale Operativa Territoriale ad Aulla, ha migliorato il coordinamento e la continuità dell'assistenza sanitaria tra ospedale, territorio e domicilio. È parte integrante della riorganizzazione sanitaria regionale per garantire una presa in carico più efficace e tempestiva delle persone con bisogni sanitari e sociali complessi.
“Il Bilancio preventivo 2026 della Società della Salute - commenta il direttore Sds Marco Formato - rappresenta non solo una programmazione economica, ma una chiara manifestazione della nostra visione integrata di sanità e servizi sociali. La nostra priorità rimane garantire continuità e qualità delle prestazioni essenziali, con un’attenzione particolare alle persone fragili e alle famiglie in condizioni di maggiore vulnerabilità. I nuovi progetti, dalle Case di Comunità alla Centrale Operativa Territoriale, confermano l’impegno dell'Azienda nord ovest toscana e della SdS Lunigiana nel rafforzare l’assistenza domiciliare, migliorare l’accesso ai servizi e promuovere l’integrazione tra professionisti sanitari e sociali, sempre con l’obiettivo di rispondere in maniera efficace ai bisogni reali della comunità”. “La Società della salute è connotata da umanità, competenza e capacità di ascolto, senza distinzioni di ruolo, da quello socio sanitario e assistenziale, a quello amministrativo - aggiunge il presidente Roberto Valettini -. Il Bilancio preventivo conferma tutti gli impegni che vogliamo portare avanti, tra servizi di prossimità, socio assistenziali e sanitari, come i Centri Alzheimer, Centri per disabili e minori, Centri di socializzazione. Il Consorzio è importante in una Lunigiana divisa in 14 comuni, che da soli non potrebbero offrire la risposta richiesta”.









