Mense scolastiche chiuse prima della fine delle lezioni: una scelta inaccettabile mentre il Comune gestisce un project financing da 30 milioni di euro. La decisione di interrompere il servizio mensa scolastica prima della conclusione dell’anno educativo rappresenta un grave problema per centinaia di famiglie del nostro territorio, in particolare per quelle con bambini della scuola dell’infanzia. Parliamo di un servizio essenziale, non di un’attività accessoria. Per molte famiglie la mensa significa poter conciliare lavoro e vita quotidiana, garantendo ai bambini una permanenza scolastica completa e dignitosa fino al termine delle lezioni. Per questo riteniamo estremamente preoccupante che la motivazione fornita dall’Amministrazione sia la “mancanza di risorse economiche”. Una spiegazione che appare ancora più incomprensibile alla luce di un project financing da circa 30 milioni di euro, della durata di 12 anni, affidato alla società Gazzoli e Soci Srl, che coinvolge decine di cucine e oltre cento professionisti. La domanda politica è semplice: com’è possibile che, a fronte di un investimento così rilevante, non si riesca a garantire il servizio mensa fino alla fine dell’anno scolastico? Non stiamo parlando di una richiesta straordinaria, ma della continuità di un servizio pubblico fondamentale. Per questo avevamo chiesto con urgenza la convocazione della Commissione Istruzione, per avere chiarimenti dalla dirigente competente e dall’assessore delegata. L’assenza alla seduta della dirigente Simona Benetti e dell’assessora Monica Bertoneri, senza alcuna proposta di rinvio o nuova convocazione, rappresenta un fatto politicamente grave e una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale, delle famiglie e della città. La scelta dei consiglieri di opposizione di abbandonare la seduta è stata un atto politico chiaro: non possiamo accettare che su temi così delicati si eviti il confronto istituzionale. Oggi il problema è concreto e ricade interamente sulle famiglie: genitori costretti a riorganizzarsi all’ultimo momento; bambini che restano senza un servizio adeguato; scuole costrette a soluzioni provvisorie; lavoratorimessi ulteriormente in difficoltà. Riteniamo che l’amministrazione debba spiegare pubblicamente: quali siano le reali motivazioni economiche della sospensione anticipata del servizio; come vengano impiegate le risorse previste dal project financing; quali controlli siano stati effettuati sulla qualità e continuità del servizio; perché non sia stata trovata una soluzione per garantire la mensa fino alla fine delle attività scolastiche.La scuola pubblica e i servizi educativi devono essere una priorità concreta, non uno slogan. Su questa vicenda continueremo a chiedere trasparenza, responsabilità e rispetto per le famiglie massesi.
"30 milioni di euro e la mensa chiude prima della scuola": la critica del gruppo consiliare del Pd di Massa
Scritto da Redazione
Politica
01 Giugno 2026
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